Genova dà il via alle corsie ciclabili d’emergenza

19 Maggio 2020

Nei giorni scorsi sono partiti i lavori per realizzare le prime ciclabili d’emergenza anche nella città di Genova, città che non può permettersi di veder crescere ulteriormente l’uso dell’auto privata.

corsie ciclabili promiscue
Corso Italia – Foto di Genova24.it

L’obiettivo del sindaco Marco Bucci, rimarcato più volte, è di far cambiare abitudini di mobilità ai genovesi per evitare che alla ripresa completa delle attività la città sia ulteriormente bloccata nel traffico, pertanto gli interventi messi in campo avranno carattere d’urgenza e dovranno in qualche modo “adattarsi” alle condizioni attuali della città.

I più attenti ai lavori si saranno accorti che la prima ciclabile d’emergenza realizzata in Corso Italia, a differenza di altre corsie ciclabili emergenziali, ha una particolarità: trova posto tra la corsia veicolare (a sinistra) e alcuni stalli auto (a destra).

Particolarità che è stata finalmente recepita dal Ministero dei Trasporti solo con la recente approvazione del Decreto Rilancio, dove nell’articolo 205 si parla di bike lane o corsie ciclabili tracciate con “segnaletica orizzontale di colore bianco” e “a tratto discontinuo, valicabile e ad uso promiscuo“.

corsie ciclabili promiscue
Berlino – Bike lane con parcheggi a destra – Foto di M. Dondé

La pista ciclabile realizzata a Genova, a lato parcheggi, negli anni precedenti era prevista solo da un parere ministeriale, poco conosciuto e da molti diffidato, pertanto tecnici e dirigenti erano restii nella realizzazione di queste infrastrutture per l’assenza di certezze normative. Con il Decreto Rilancio si mette finalmente una pezza a questa mancanza e seppur non esplicitamente scritto, tra le righe si può leggere la possibilità di realizzare corsie ciclabili a sinistra di parcheggi.

Tra i vantaggi di questa soluzione ne possiamo elencare alcuni:

  • permette di realizzare ciclabili in contesti dove è impossibile eliminare la sosta a lato della carreggiata in breve tempo (è il caso di viale Monza a Milano);
  • garantisce una visibilità più elevata al ciclista, che diventa parte integrante degli utenti della strada;
  • l’automobilista è solitamente più attento rispetto al passeggero durante l’apertura delle portiere (pertanto è meno probabile che si causi l’effetto dooring) ma è comunque importante prevedere una fascia tampone tra parcheggio e bike lane (quella che qualcuno pensa erroneamente trattarsi di uno stretto marciapiede);
  • la disponibilità di spazio alla sinistra della bike lane permette al ciclista veloce di superare il ciclista lento o una cargo bike, fluidificando il traffico di biciclette.

C’è voluta una pandemia e un decreto da 55 miliardi di euro per avere un confronto con il Ministero dei Trasporti e ottenere il consenso per fare quello che in tutto il resto d’Europa si fa da anni.

Questo tipo di ciclabile, che da oggi con l’approvazione del decreto chiameremo “corsia ciclabile” è molto utilizzata all’estero, a Berlino ad esempio, si trova spesso lungo direttrici di traffico. Anche Budapest ha realizzato soluzioni simili per far fronte all’emergenza.

corsie ciclabili promiscue
Corsia ciclabile d’emergenza con parcheggio a destra a Budapest

La soluzione adottata da Genova, seppur non esattamente uguale a quella recentemente approvata, funzionerà perché funziona in tutta Europa ed è una pratica che se diffusa sarà di gran lunga utile anche in altri contesti italiani.

Resta da chiedersi perché ci sono voluti tutti questi anni per ottenere un articolo di legge che già all’estero ha dimostrato di funzionare. Ma la stessa cosa vale per le case avanzate e il doppio senso ciclabile, le prime finalmente previste nel Decreto Rilancio e il secondo invece ancora non digerito dai tecnici del Ministero dei Trasporti.

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