Anci, Ancma e Associazioni chiedono a governo e Parlamento di non affossare la ciclabilità

4 Luglio 2020

Tutte le realtà che promuovono la mobilità sostenibile sono in allarme: lo stop alle misure pro-bici contenute in un emendamento del Decreto Rilancio, che non ha ricevuto l’ok della Commissione Bilancio ed è stato bocciato, rischia di rendere monche e inefficaci le riforme della viabilità su cui molti Comuni Italiani stanno già lavorando.

Lo avevamo anticipato su Bikeitalia venerdì 3 luglio e, a stretto giro, sono arrivate le reazioni dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), dell’Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) e una nota congiunta di numerose Associazioni che hanno fatto fronte comune per chiedere azioni concrete e immediate per ripristinare l’emendamento 299.95 a firma del deputato Luciano Nobili (Italia Viva).

Anci: “Siamo stupiti e preoccupati”

Marco Granelli, assessore alla Mobilità di Milano, per conto dell’Anci auspica la ripresa della discussione degli emendamenti bocciati: “Siamo stupiti e preoccupati del fatto che i lavori parlamentari relativi all’art. 229 del Dl Rilancio non stanno andando nella direzione giusta. Si auspicava una importante presa di posizione in favore di una mobilità realmente sostenibile, con interventi normativi attesi da anni nei confronti della mobilità ciclabile, che garantissero maggiore diffusione e soprattutto maggiore sicurezza ai fruitori delle due ruote nelle nostre città”.

Ancma: “Una decisione che ci prende in contropiede”

Il presidente di Confindustria Ancma, Paolo Magri, è sulla stessa lunghezza d’onda e in un comunicato ribadisce il concetto: “Abbiamo appreso con sorpresa da fonti parlamentari del ritiro dell’emendamento al Decreto rilancio, depositato dall’On. Nobili in fase di conversione e finalizzato a introdurre alcune importanti modifiche al codice della strada: è una decisione che prende in contropiede il mondo delle due ruote”.

Il provvedimento in questione, infatti, prevedeva infatti “importanti novità, tra cui l’introduzione della strada urbana ciclabile, del doppio senso ciclabile e la regolamentazione dell’accesso in autostrada di tricicli basculanti omologati L5e”.

Associazioni: “Chiediamo l’immediato ripristino delle norme contenute nell’emendamento 229.95”

Il Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti – come già in passato – ha diramato una nota congiunta in cui sottolinea la necessità di ripristinare l’emendamento bocciato: “Quelle contenute nell’emendamento 229.95 Nobili non sono norme rivoluzionarie: si tratta solo di norme di civiltà per recuperare il divario che separa il nostro Paese dagli altri Stati europei in tema di mobilità sostenibile”. Una posizione condivisa e sottoscritta anche da Bikeitalia.

Oltre al danno, si profila all’orizzonte anche la beffa per la mobilità sostenibile in città in quanto per l’emendamento Baldelli (per l’apertura indiscriminata delle Ztl fino al 31/12/2020) è stato richiesto un “supplemento di istruttoria” e potrebbe passare. Punto su cui le Associazioni sono fermamente contrarie: “Divario che rischia di divergere ulteriormente con le misure retrograde introdotte dall’emendamento Baldelli, che deve essere stralciato senza la minima esitazione. Non è ammissibile che i Comuni si vedano stanziati 137 milioni di euro per interventi innovativi a favore della mobilità sostenibile di fatto resi inutilizzabili dalla schizofrenia dell’evolversi delle normative. È ora che il Governo esprima una posizione coerente e chiara nei confronti della ciclabilità”.

“Chiediamo l’immediato ripristino delle norme contenute nell’emendamento 229.95 Nobili attraverso un emendamento del Governo o dei Relatori da presentare direttamente in Aula in sede di discussione. Chiediamo altresì di scongiurare una volta per tutte la riapertura delle Ztl al traffico motorizzato privato”, scrivono in conclusione le Associazioni.

Lunedì 6 luglio riprenderà la discussione e speriamo vivamente che il governo e il Parlamento vogliano prendere una posizione più decisa sul tema: a settembre, alla ripresa delle scuole e di gran parte delle attività a pieno regime, la mancanza di una normativa chiara, moderna e realmente “a misura di bicicletta e di persona” potrebbe compromettere irrimediabilmente l’assetto viabilistico delle nostre città.

La mobilità sostenibile non può più aspettare: nel resto del mondo lo hanno capito e stanno agendo di conseguenza – da mesi, anni, decenni – chiudendo le Ztl e realizzando ciclabili e pedonalizzazioni, per dare strada alle persone.

L’Italia non può restare ostaggio del traffico motorizzato: il futuro è adesso.

Intanto una prima risposta arriva dal deputato del Movimento 5 Stelle Diego De Lorenzis, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, che su Facebook fa il punto della situazione e conclude con questa frase: “Le misure per la mobilità ciclistica saranno riproposte nel prossimo provvedimento utile, atteso che a Luglio è previsto in aula l’esame sulle modifiche al codice della strada”.

MOBILITÀ SOSTENIBILE NEL DECRETO RILANCIONelle ultime ore in tanti mi avete scritto per avere maggiori notizie sulle…

Gepostet von Diego De Lorenzis am Samstag, 4. Juli 2020

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