Greenpeace, guerrilla bike lane per ridisegnare la mobilità urbana

30 Settembre 2020

Un furgone bianco, un po’ di vernice, dei coni stradali e qualche operaio in tuta catarifrangente: quella che sembrava una normale attività di manutenzione stradale era in realtà un’azione di Greenpeace.

Foto di Greenpeace Italia

Così ieri mattina una parte di una strada ad alto scorrimento nella periferia Nord-Est di Roma è stata per un attimo trasformata in corsia ciclabile, il tutto accompagnato da striscioni con il motto “Città per le persone, non per le auto”.

L’ultima azione di Greenpeace non è passata inosservata, infatti la ciclabile realizzata in fretta e furia è bastata per lanciare un segnale forte all’amministrazione capitolina e ad altre realtà italiane: ripensiamo le nostre città favorendo una mobilità davvero sostenibile.

Foto di Greenpeace Italia

E così Greenpeace alza il tiro della discussione romana sulla mobilità, in una città che da una parte annuncia 150 km di piste ciclabili e dall’altra fa fatica a richiudere la ZTL del centro storico. Ma Roma proprio in questi mesi sta entrando in campagna elettorale ed è importante che la mobilità sostenibile sia tra i primi posti dei vari programmi elettorali, liberare la capitale dal traffico significa rilanciarla sul piano turistico, della qualità della vita e farla correre dal punto di vista economico.

Greenpeace coglie l’occasione per ricordare che ogni anno i romani perdono in media una settimana di vita ogni anno bloccati nel traffico a causa dell’eccesso di auto e di come sia fondamentale promuovere soluzioni alternative di mobilità. Qualche passo avanti negli ultimi anni c’è stato, non solo sulle ciclabili, che finalmente si fanno su strada e non più sul marciapiede, ma anche sul trasporto pubblico, con nuovi investimenti per l’acquisto di bus, la creazione di nuove linee tranviarie e l’avanzamento di importanti progetti come metro e funivie urbane.

Foto di Greenpeace Italia

L’invito dell’associazione ambientalista è di fare di più e più in fretta, e per questo lancia la proposta di utilizzare i fondi del Recovery fund per finanziare interventi che vadano nella direzione di liberare le città italiane dalla morsa del traffico.

Ma non solo Roma è stata al centro di queste iniziative, infatti nei giorni scorsi i volontari di Greenpeace si sono mobilitati in circa venti città per denunciare i problemi della mobilità locale e indicare soluzioni per rendere le città sostenibili e rispettose del clima e della salute delle persone. La mobilitazione fa parte della campagna #RESTART, con cui Greenpeace chiede che i fondi pubblici per la ripartenza siano investiti per riprogettare le nostre città, investendo in trasporto pubblico, riqualificazione delle periferie e mobilità alternativa.

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