Bonus Bici: com’è andata a finire? Tutti i numeri degli incentivi per la mobilità sostenibile

12 Aprile 2021

Il programma sperimentale del Buono Mobilità 2020, messo a punto dal governo per incentivare l’acquisto di biciclette e mezzi di micromobilità elettrica, ha interessato 662.293 aventi diritto che hanno fruito della misura nel 61% dei casi sotto forma di rimborso dopo l’acquisto e nel 39% dei casi acquistando direttamente con lo sconto dopo aver generato il voucher dal sito ministeriale. I numeri relativi al provvedimento sono stati rilanciati su Facebook dall’onorevole Diego De Lorenzis (M5S) che fin dalle prime fasi ha caldeggiato e promosso questo programma per incentivare la mobilità sostenibile, misura diventata strategica nel post Covid.

“Il Ministero della Transizione Ecologica – afferma l’onorevole De Lorenzis –  ha reso noti i dati dell’uso del buono mobilità fortemente voluto dal M5S nelle ultime due leggi di Bilancio: con queste risorse (200 milioni di euro) è stato possibile per milioni di persone avere uno sconto, fino al 60% per un massimo di 500€, per l’acquisto di un mezzo alternativo (acquisto di bici, monopattini elettrici e simili) o per la sottoscrizione di un abbonamento a mezzi individuali in condivisione) per favorire gli spostamenti individuali quotidiani usando modi più sostenibili (rispetto all’auto privata) e sicuri (rispetto al tpl)”.

Bonus bici incentivi

Il Buono Mobilità 2020 come programma sperimentale di incentivi ha erogato complessivamente 202,3 milioni di euro e le biciclette acquistate usufruendo della misura (come rimborso o come voucher) sono state 484.474 (pari al 73% dei mezzi incentivati); i microveicoli a propulsione elettrica – come monopattini, monoruota, segway e hoverboard – sono stati invece 165.573 (25%); infine un 2% della cifra erogata (13.246 casi) è andata a finanziare servizi di mobilità condivisa.

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La distribuzione geografica dell’erogazione del Buono Mobilità vede nel Nord del Paese il maggior numero di incentivi erogati: 100,7 milioni di euro (41,4 milioni Nord-est + 59,3 milioni Nord-ovest); 48,0 milioni di euro al Centro; al Sud 35,4 milioni e nelle Isole 18,2 milioni. Dal punto di vista anagrafico le fasce di età dei beneficiari in ordine decrescente fotografano una situazione in cui la misura è andata in massima parte a finanziare le persone con un’età compresa tra 26 e 65 anni:

  • 26-45 anni                      n. 321.369               (49%)
  • 46-65 anni                      n. 251.804               (38%)
  • 18-25 anni                      n.   47.639               (7%)
  • Oltre i 65 anni                n.   41.481               (6%)

Alla luce di questi dati, il commento dell’onorevole De Lorenzis sottolinea come: “Al netto dei disagi per l’uso della piattaforma, la forte adesione della cittadinanza e la grande richiesta di estendere la misura (limitata ai capoluoghi di provincia e ai comuni delle aree metropolitane) testimoniano il successo di questa misura e il potenziale che questo modo di muoversi ha ancora da esprimere nelle nostre città”.

“Riteniamo che il problema principale degli italiani – prosegue De Lorenzis – sia dover ancora mantenere 2/3 auto a famiglia (mediamente una automobile costa 5.000 euro annui tra carburante, assicurazione, bollo, pedaggi, sosta, multe, manutenzione,… per non parlare dei costi sociali di congestione e occupazione di spazio pubblico, quelli sanitari per ferimenti e morti, quelli ambientali dovuti al consumo di risorse non rinnovabili) per garantire un diritto alla mobilità negato dal dopoguerra con pochi investimenti in tpl e politiche di sviluppo urbanistico e di trasporto basato solo su automobili private: negli ultimi 35 anni, il numero di automobili private è raddoppiato sfiorando i 40 milioni di mezzi e tutte le linee metropolitane e tranviarie di Italia non hanno l’estensione della metà della metropolitana di Madrid!”.

Il mercato della bici, come dimostrano le cronache di queste settimane, continua a crescere nonostante le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e della componentistica e si avvia a diventare sempre più strategico perché la bicicletta è un mezzo semplice, economico, ecologico e rappresenta la soluzione ottimale per coprire le distanze urbane senza rendere le strade inquinate e/o congestionate dal traffico. Ed è dunque – specie in questi tempi di incertezze e di crisi – anche un’opportunità di sviluppo economico: la bikenomics, l’economia che gira intorno alla bici, nei prossimi anni avrà un peso sempre maggiore in tutto il mondo e una platea potenziale di clienti che continuerà ad allargarsi anche in Italia.

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