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Le aziende di bici chiedono al governo il taglio dell’IVA e incentivi per la ciclabilità

In concomitanza con la discussione del nuovo Codice della Strada da parte della Commissione Trasporti della Camera, ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) ha presentato un video istituzionale per mettere in luce la storia, l’importanza sociale ed economica, e le sfide dell’industria del ciclo in Italia.

Ancma aziende di bici chiedono al governo il taglio dell'IVA e incentivi per la ciclabilità
Le aziende di bici aderenti ad ANCMA chiedono al governo il taglio dell’IVA e incentivi per l’uso della bici

Le voci dei protagonisti del settore ciclo

Il filmato di ANCMA, intitolato “E-bike, bici e nuove sfide: cosa chiede il comparto per liberare il proprio potenziale”, offre un’affascinante panoramica del settore ciclo in Italia. Con una durata di oltre otto minuti, il video mira a essere un manifesto contemporaneo della filiera del ciclo, rappresentata da circa 250 aziende che impiegano 20.000 addetti e generano un fatturato complessivo di 3 miliardi di euro.

Manifesto contemporaneo della filiera del ciclo

Il presidente di ANCMA, Paolo Magri, ha sottolineato l’unicità di questo video, definendolo “una sorta di manifesto contemporaneo della filiera del ciclo”. Ogni intervista presente nel video rappresenta il contributo corale di un settore produttivo nazionale rilevante in Europa, che integra tradizione, eccellenza, riconoscibilità internazionale e innovazione. ANCMA chiede attenzione e tutela per questo settore che svolge un ruolo trainante per l’Italia.

L’ebike come mezzo accessibile a tutti

La bicicletta, simbolo di equilibrio e passione per il movimento, ha radici profonde che risalgono al 1817 in Europa. Da allora, ha attraversato e accompagnato la storia dei paesi, adattandosi ai cambiamenti socioculturali e alle trasformazioni industriali. La bicicletta è cresciuta ed è evoluta fino a diventare una delle massime espressioni tecnologiche odierna: la pedalata assistita, ovvero l’ebike. Che oggi rappresenta un mezzo accessibile a tutti, un mercato che ha raggiunto cifre impressionanti, con oltre cinque milioni e mezzo di unità prodotte in Europa.

I temi che girano intorno alle due ruote a pedali

Il video – visionato in anteprima da rappresentanti istituzionali e decisori politici – affronta diverse tematiche, tra cui la necessità di maggiori investimenti nell’infrastrutturazione ciclabile e nella sicurezza dei ciclisti. Inoltre, pone l’accento sulla valorizzazione del potenziale cicloturistico italiano e sottolinea la transizione da incentivi all’acquisto a incentivi all’utilizzo.

Taglio dell’IVA bici e incentivi per la ciclabilità

Le richieste del settore riflettono anche le recenti indicazioni del Parlamento europeo di abbassare l’aliquota IVA sulle biciclette e sui prodotti della filiera. ANCMA, attraverso il suo presidente, ha mostrato apprezzamento per le dichiarazioni del ministro Matteo Salvini riguardo all’esclusione di proposte riguardanti assicurazioni, targhe, caschi e frecce obbligatorie per le biciclette durante la revisione del Codice della Strada (in realtà, come avevamo scritto su Bikeitalia, si era trattato di una vera e propria retromarcia, ndr). Auspicando un maggiore impegno sussidiario del governo, ANCMA mira a permettere alle imprese del comparto di liberare tutto il proprio potenziale.

Con questo video, ANCMA cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle esigenze del settore ciclo e di promuovere una visione lungimirante che supporti la crescita e lo sviluppo continuo di un comparto cruciale per l’Italia.

Leggi anche: L’Europa presenta la sua Strategia per la Ciclabilità

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Commenti

  1. Avatar itoando ha detto:

    molte aziende di svariati beni chiedono/pretendono di far abbassare l’IVA sui loro prodotti, in alternativa gradirebbero sussidi e/o incentivi statali.
    Ma a pagare siamo sempre noi! La quantità di entrate statali non si può abbassare e quindi i soldini che non entrano da una parte entrano da un’altra, quindi sommatoria a zero.
    Concordo con Giacomo e aggiungo che le stesse aziende, al tempo del boom bici, non hanno offerto parte dei loro ricavati a nessuno.

  2. Avatar Giacomo ha detto:

    piuttosto le aziende si dovrebbero preoccupare di abbassare sensibilmente i prezzi, dato che è inamissibile che ci siano bici che costino più di motociclette, no che , con la scusa di queste parole, come: “carbonio”, “tecnologia all’avanguardia” …be, su una bici rispetto ad una moto, non penso proprio che ci sia tutta questa tecnologia da dar scuse per i prezzi proibitivi che arrivano al consumatore. Senza poi contare la manutenzione: meccanici di bici che vogliono essere pagati come quelli di auto e moto, quando questi ultimi, solo per attrezzature (tipo il pc e i software che controllano le centraline delle auto e moto) spendono 10 volte di più di officine per bici….non per ultimo, vogliamo parlare dello sforzo fisico (la fatica vera) di smontare un auto, o una moto , rispetto ad una bici???
    ….valà….è ora che abbassiate TUTTI i prezzi e ritornate nel pianeta terra cari produttori, commercianti e meccanici di bici

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