Perché tante donne non vanno in bici?

23 Giugno 2021
[Riceviamo da Anna Fossati e volentieri pubblichiamo]

Quando ho letto l’articolo di Paolo Pinzuti (Perché vostra moglie non viene in bici con voi) e sono arrivata al disclaimer finale, mi sono detta che avevo un sacco di cose da dire su questo argomento. Il disclaimer recita così: “Mi si perdonerà quindi se non farò seguire un pezzo dal titolo ‘perché vostro marito non viene in bici con voi’. Perché non lo so. Ma se voi lo sapete, potete scrivercelo”.

Ecco, sicuramente non so rispondere alla domande “perché vostro marito non viene in bici con voi”, perché, come ci ricorda Pinzuti, noi donne a pedali siamo in netta minoranza e statisticamente è molto più probabile che la bici piaccia a vostro marito che non a voi; e poi perché mi verrebbe comunque molto difficile generalizzare.

Quello a cui so rispondere, con esperienze alla mano, è invece: “Perché tante donne non vanno in bici?”.
Io in teoria non dovrei saperlo, non faccio testo: mio padre era un antesignano cultore del bike to work, mia madre, senza patente, usava la bici come mezzo di spostamento quotidiano. Uno dei miei giochi preferiti da piccola era fare da assistente a mio padre, cercando l’origine delle bollicine nella bacinella d’acqua e aiutandolo a risolvere il mistero della camera d’aria bucata. Da che ho iniziato a lavorare, ho sempre cercato (e di norma trovato) soluzioni per raggiungere il posto di lavoro in bici, elaborando le strategie più disparate per rispettare i diversi dress code. Possiamo dire che, visto il tipo di educazione ricevuta, la cosa non stupisce: per me la bici è sempre stata una compagna fedele.
Non posso dire lo stesso per moltissime donne, più o meno mie coetanee
.

Donne in bici

Fin dall’infanzia le bimbe ricevono (ancor più nei decenni passati) giochi che parlano di famiglia, casa, cucina, accudimento, e i coetanei maschi giocano a costruire, a fare gli avventurieri, gli inventori. Quando le piccole vengono premiate per la loro capacità di “essere tranquille”, una “brava bambina” e non sporcarsi, i compagni di scuola vengono elogiati per i successi sportivi e la capacità di inventiva, fanno sport di contatto e viene insegnato loro a sporcarsi, farsi male e rialzarsi. In questo modo stiamo plasmando le menti e le abitudini di futuri adulti, legandole a preconcette idee di “mascolinità e femminilità”.

E qui arriviamo alle bici. Nella mia carriera da ciclista urbana e di cicloturista me ne sono capitate di ogni: acquazzoni, cadute, cadute durante acquazzoni dentro le pozzanghere, un telaio spezzato, un paio di bici rubate, numerose camere d’aria forate, catene cadute e molti altri divertentissimi (!) episodi. Episodi che mi sono sentita in grado di affrontare innanzitutto perché fin da piccola mi è stato insegnato ad avere dimestichezza con le cose che si rompono senza spaventarmi, a sporcarmi le mani per  tirare su la catena quando cade, a riparare una camera d’aria in emergenza, insomma, a cavarmela un po’ da sola. Come possiamo pretendere da una donna che abbia al contempo le unghie perfette e che ripari una camera d’aria? Ci hanno insegnato fin da piccole che dobbiamo rispondere ad un determinato canone di femminilità, che purtroppo spesso non collima con molte delle cose piacevoli della vita, e allora sento di uomini che stanno con donne dal fisico studiato a tavolino, che ci restano male se, a cena fuori, lei prende una frizzante con una fetta di limone.

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Credo anche che le uscite in bici tra uomini siano spesso viste come un’occasione di vera e propria fuga dalla vita familiare per chi ne ha una, al pari dello spogliatoio della partita di calcetto, a cui mai nessun uomo verrebbe in mente di invitare la moglie. Insomma, credo che il motivo per cui molte donne non vanno in bici, sia perché molti uomini trattano ancora questo argomento come “una cosa da uomini”.

E allora vi faccio una proposta: se vostra moglie in bici non ci vuole andare, smettete di provare a convincerla, molto probabilmente è tempo perso, vostra moglie ha altre passioni e non dovete per forza convincerla a condividere le vostre.

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Ma se avete una bimba, quella è un’occasione d’oro: insegnatele che la bici è una cosa bellissima, che si sente il vento tra i capelli, che si può andarci da soli o in compagnia, insegnatele a fare le salite e a riparare una ruota, insegnatele che è bella anche se ha le mani sporche di grasso e per questo non sarà meno femmina, così imparerà che con le sue forze può diventare ciò che vuole e andare dappertutto. In bici.

[Anna Fossati]

Commenti

5 Commenti su "Perché tante donne non vanno in bici?"

  1. Maria Turra ha detto:

    Chi l’ha detto che tante donne non vanno in bici? Abito in un paese fuori Milano, neanche uno dei più belli, e qui le donne, soprattutto quelle anziane (ormai credo di far parte anch’io di questa categoria), usano spessissimo la bici per le loro commissioni, per andare al cimitero, per andare dalle amiche.
    Ieri sera, pascolando il cane, ho visto un nutrito gruppetto di ragazzine, carine, fresche ed allegre, che in sella alle loro bici si avviavano dal gelataio.
    Quindi? Quindi la domanda posta è incompleta e dovrebbe forse essere: “perché tante donne non vanno in bici COME GLI UOMINI”? Ovvero in gruppo, abbigliati da marziani, a velocità supersoniche e possibilmente la domenica? Ecco la risposta alla domanda: di solito le donne vanno in bici quando serve, quando hanno voglia e quando devono andare da qualche parte. Non fanno della bici una religione, non la considerano uno status symbol, non gliene frega niente del telaio in carbonio da zerovirgola grammi, non cambiano la bici ogni anno, insomma “non se la tirano” perché vanno in bici.
    Ci vanno e basta.
    PS: salvo eccezioni, naturalmente!

  2. Baglioni Maurizio ha detto:

    Mi Piace, sono d’accordo.

  3. Gabriele ha detto:

    Volevo lasciare un commento per la prima volta, ed ho trovato il tuo più che adeguato.
    Da persona che esce il 70% delle volte con la sua compagna, sono d’accordo solo con l’ultimo paragrafo.
    I miei due centesimi.

  4. Ciao a tutti e tutte… una possibile risposta alla domanda “Perché tante donne non vanno in bici?” è che nessuno le ha invitate a farlo, almeno la prima volta, in una maniera gioiosa, collettiva, identitaria e sicura… un invito da donna a donna!

    Per questo motivo esistono eventi stupendi come la Fancy Women Ride, e sempre per questo come Ciclovia AIDA abbiamo lanciato una tre giorni ciclo-turistica esclusivamente a pubblico femminile: la MIA Women Ride da Milano a Verona.

    Insomma… magari se il primo invito te lo rivolge un’amica, potrebbe essere più facile convincersi, no?

    E quindi, donne cicliste, non esitate e invitate a pedalare più amiche possibile, per dimostrare che si può e insieme è più bello.

    Grazie Bikeitalia per lo spunto di riflessione, nel cicloturismo è una questione importantissima!

    A presto,
    Michele Cremonesi
    Referente Nazionale Ciclovia AIDA per FIAB Onlus

  5. Francesca ha detto:

    È svilente per l’intelligenza delle donne pensare che le loro passioni siano solo frutto di condizionamenti sociali ed educativi, e non di inclinazioni personali. Ognuno ha le proprie passioni, che nascono dalla propria indole. Fare di ciò una questione maschio/femmina mi pare nascere da un vecchio pregiudizio di genere.

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