Federciclismo, caso sponsorizzazioni: tutte le tappe della vicenda - Bikeitalia.it

Federciclismo, caso sponsorizzazioni: tutte le tappe della vicenda

15 Settembre 2022

Dal 18 agosto 2022 è passato meno di un mese: quel giorno il sito specializzato ciclismoweb.net aveva pubblicato con grande evidenza uno scoop relativo alla questione sponsorizzazioni in Federciclismo, indagando su una provvigione ritenuta sospetta di 106.000 euro a favore di una società di intermediazione con sede in Irlanda e chiedendo al presidente di Federciclismo di fare chiarezza sull’intera vicenda.

La prima risposta di Federciclismo, il giorno stesso, è stata di annunciare azioni legali a tutela della propria immagine, come recita la nota FCI diramata a poche ore dalla messa online dell’articolo: “In merito alle recenti pubblicazioni apparse nelle ultime ore su organi di stampa, testate online e social network in tutte le forme e a vario titolo, la Federazione Ciclistica Italiana ha dato mandato ai propri legali di valutare immediatamente ogni possibile azione, in sede penale e civile, per tutelare l’operato, l’immagine e l’onorabilità della stessa Federazione, dei propri dirigenti e di tutte le persone che, loro malgrado, sono state coinvolte in una campagna stampa diffamatoria”.

Cordiano Dagnoni presidente Federciclismo sponsorizzazioni
Il presidente della FCI Cordiano Dagnoni [foto dal web]

L’attacco di Silvio Martinello

Da quel primo articolo però, a cascata, la notizia si è arricchita di nuovi particolari ed è rimbalzata su molte testate. E anche le prese di posizione pubbliche sulla questione non sono passate inosservate. Prima tra tutte quella di Silvio Martinello, sfidante alle ultime elezioni federali per la Presidenza FCI che avevano visto l’affermazione di Dagnoni:

Nel suo post del 25 agosto 2022 Martinello parla di questione morale e mette sotto accusa l’attuale gestione della Federazione: “Oltre ad una riorganizzazione generale, si intravede sempre più chiara all’orizzonte la necessità di affrontare una seria ed urgente questione morale, non esclusivamente addebitabile ai protagonisti di questa imbarazzante vicenda, ma che ha radici ormai lontane e profonde. Da quando cioè, qualcuno ha deciso di imporre un pensiero unico, il proprio, eliminando con ogni mezzo qualsiasi voce critica, a livello centrale e periferico. Da quelle scelte nascono gli impresentabili dirigenti apicali di oggi, che stanno ponendo in serissimo imbarazzo il movimento intero”.

Le dimissioni di Norma Gimondi

Intanto il 28 agosto 2022 la vicepresidente FCI Norma Gimondi – che aveva di fatto sollevato il caso chiedendo al Presidente chiarimenti sulle sponsorizzazioni, come riepiloga tuttobiciweb.it – rassegna le dimissioni.

La difesa di Cordiano Dagnoni

Il 31 agosto 2022 viene pubblicata una nota ufficiale della FCI con la cronologia degli eventi e alcune puntualizzazioni. Ma da parte dell’opinione pubblica – stampa specializzata e addetti ai lavori – i chiarimenti non appaiono sufficienti. E nella successiva intervista rilasciata da Dagnoni al direttore di tuttobiciweb.it il 2 settembre 2022, il Presidente respinge al mittente la richiesta di dimissioni: “Chi chiede queste cose non ha la minima idea di cosa voglia dire dirigere una Federazione e non ha nessun titolo per poter fare una richiesta del genere. Le dimissioni si chiedono se ci sono degli illeciti, non per qualcosa di basato sul nulla. Queste persone un giorno dovranno chiedermi scusa”.

Le parole di Davide Cassani

Le parole di Davide Cassani, ex CT della Nazionale di Ciclismo rimosso proprio da Dagnoni, non tardano ad arrivare e sono di quelle che lasciano il segno:

Significativo questo passaggio del post di Cassani che, rivolgendosi a Dagnoni, scrive: “Credo che tu sia una persona onesta, credo che tu non abbia nulla a che fare con quei 106.000 euro ma, forse per colpa di altri , ora ti trovi nell’occhio del ciclone. Per questo sono certo che solo ora tu possa capire il mio stato d’animo dello scorso anno. E ripeto, non mi sono sentito offeso per essere stato sostituito (tuo diritto sacrosanto) ma il modo con cui l’hai fatto. Quando una persona mette cuore, passione e onestà nel lavoro che svolge ha il diritto di essere rispettato, sempre. E tu, rispetto per me, non l’hai avuto”.

Il rifiuto di Gianni Bugno

E alla vicenda sponsorizzazioni in Federciclismo è legata anche la storia dei 30.000 euro di provvigione rifiutati da Gianni Bugno per mancanza di trasparenza, come dichiarato in un’intervista rilasciata al Corsera e ripresa in sintesi online da ilsussidiario.net: “Se volevano pagarmi, potevano farmi un regolare contratto: ho la partita Iva. Uno di loro mi ha detto che sputo sui soldi, che tradisco un’amicizia. Mi spiace essere fuori dal ciclismo, ma così non ci sto”.

La protesta della base

La protesta continua a montare. L’11 settembre ad Agna è andata in scena una plateale protesta della base dei tesserati che hanno chiesto alla FCI “chiarimenti o dimissioni”, come documento il video realizzato da ciclismoweb.net:

L’assoluzione da parte di Giovanni Malagò

Intanto proprio oggi, giovedì 15 settembre 2022, il presidente del CONI Giovanni Malagò alla riunione di giunta – in cui ci si attendevano novità in merito alla questione che tiene banco ormai da un mese in merito alle sponsorizzazioni della Federciclismo – ha rinnovato la solidarietà a Norma Gimondi chiedendole di restare nella giunta del CONI, ma sostanzialmente ha anche assolto l’operato di Cordiano Dagnoni, derubricando il tutto a “leggerezze” nel quadro di una “gestione amministrativa virtuosa”: “Indiscutibilmente sono state commesse delle leggerezze che però non inficiano una gestione amministrativa virtuosa”.

Insomma, alla vigilia dell’incontro c’era aria di commissariamento ma chi si attendeva una presa di posizione più dura da parte del numero uno del CONI è rimasto certamente deluso. In ogni caso nella prossima riunione di giunta sarà proprio Norma Gimondi a fare una dettagliata relazione a tutti i membri dei fatti accaduti.

La nuova tappa del caso sponsorizzazioni in Federciclismo è dunque solo rimandata al 18 ottobre 2022, prossima riunione di giunta del CONI.

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