Mobilità

La Federciclismo si è accorta che abbiamo un problema di sicurezza in strada

La Federciclismo si è accorta che abbiamo un problema di sicurezza in strada
Ciclisti investiti e uccisi a Terlizzi, l'auto dopo l'impatto [fonte: AndriaViva.it]

Ci sono voluti 4 morti ammazzati in strada, ma alla fine, finalmente, abbiamo una reazione.

Nella giornata di ieri, domenica 3 agosto, poco dopo le 8 del mattino, lungo la provinciale 231 vicino a Terlizzi (Bari), tre uomini in bicicletta sono stati travolti e uccisi. Sandro Abruzzese, 30 anni, Vincenzo Mantovani, 50, e Antonio Porro, 70. Tutti e tre di Andria, tutti e tre volontari AVIS e donatori di sangue, uniti da amicizia, passione per la bici e impegno civile. Sono stati investiti da una Lancia Delta guidata da un trentenne residente in zona, ora indagato per omicidio stradale plurimo.

1.000 km più a nord, sulla strada tra Lecco e Abbadia Lariana, la stessa sorte è toccata a Giorgio Zanchin, originario della provincia di Varese.

La notizia di un ciclista investito e ucciso come sempre risveglia sui social gli istinti primordiali di orde di odiatori che esultano ma, questa volta, forse vista l’entità dell’evento, ha risvegliato anche la bella addormentata della sicurezza stradale: La Federazione Ciclistica Italiana.

Cordiano Dagnoni, presidente della FCI, ha espresso cordoglio e annunciato che un gruppo di lavoro “istituito ad aprile” ha elaborato un pacchetto di proposte sulla sicurezza stradale per i ciclisti. Ma solo a settembre, con la ripresa dei lavori parlamentari, questo dossier sarà presentato e messo all’attenzione della politica.

L’impegno sarebbe sicuramente encomiabile se non arrivasse in così grottesco ritardo: forse il Presidente Dagnoni non se n’è accorto, ma a dicembre scorso si è concluso l’iter approvativo delle modifiche al Codice della Strada che ha tenuto banco per più di un anno tra audizioni, rinvii e approvazioni tra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica.

In questo processo, la Federciclismo non si è esattamente distinta per proattività: in occasione delle audizioni su sicurezza stradale dei ciclisti del 23 maggio 2023 ha evidenziato come “Positive tutte le iniziative rivolte alla sicurezza stradale e quindi di tutte le proposte di legge in discussione (Modifiche al Codice della Strada) ” e ha presentato 3 richieste puntuali:

  • Luci obbligatorie anteriori e posteriori per i ciclisti;
  • Possibilità di pedalare affiancati su strade a basso scorrimento;
  • Quiz a tema bici nei test per il conseguimento della patente.

Mentre le altre associazioni (e Bikeitalia di concerto) chiedevano di intervenire per aumentare la sicurezza dei soggetti fragili della strada, la Federciclismo decideva di fare altro.

Oggi salta fuori che la Federazione ha per le mani un documento segreto al quale ha iniziato a lavorare quattro mesi dopo l’entrata in vigore della legge attuale e che presenterà al parlamento per risolvere il problema della poca sicurezza in strada per i ciclisti. Una volta per tutte.

Nel frattempo, come certifica l’ASAPS, sono già 130 i ciclisti morti sulle strade italiane dall’inizio dell’anno: uno ogni 40 ore.

Ben svegliato Cordiano, vuoi una spremuta o preferisci un caffè?

Commenti

  1. Michele Rabolini ha detto:

    Codici, norme, pacchetti di proposte… Ben vengano, s’intende, ma a nulla servono senza quello che è primario nella convivenza (anche stradale): il rispetto degli altri. Sarà che arrivo da tre settimane di pedali in Francia, ma nel paese dei “cugini” il rispetto è totale. Nell’approcciarsi a un ciclista, gli automobilisti rallentano, e se non hanno sufficiente visibilità attendono pazientemente il momento più opportuno per sorpassare la/le bici, rigorosamente inserendo la freccia e andando sulla corsia opposta. Altro che 1.5mt!
    Ma purtroppo nel nostro paese il rispetto per la collettività e per il bene comune non sono una priorità ma una seccatura. Il limite di velocità è visto dai più come una limitazione della libertà personale, travisando il concetto stesso di “libertà”. Diventa, quindi, una questione di educazione, e non bastano quattro leggi (peraltro scritte coi piedi) a risolvere la situazione.

  2. Nicola Mondelli ha detto:

    Telecamere obbligatorie sulle auto, camion etc. a salvaguardia di tutti: sarebbe un deterrente per tutti.
    Luce posteriore lampeggiante per il ciclista!
    In questo modo entrambe le parti si sentirebbero cautelate.
    Molto spesso sono sfiorato da auto e camion anche pedalando da solo tutto a destra, carreggiata larga e luce posteriore lampeggiante!

  3. Giorgio Zanotti ha detto:

    Secondo alcuni commenti , si parla del ciclista sulle zebrate che dovrebbe scendere dalla bici e attraversarle a piedi , ma questo sussiste solo se in concomitanza le attraversano altri pedoni, inoltre le zebrate delimitate da quadrati bianchi ai lati sono considerate a tutti gli effetti ciclabili ed il ciclista le puo’ attraversare in bici. Ma se per ipotesi il ciclista si trovasse nelle condizioni di dover scendere dalla bici e non lo facesse in tal caso il mezzo motorizzato avrebbe il diritto di falciarlo?

  4. Ricky ha detto:

    Io la butto lì. La maggior parte degli utenti della strada maggiorenni che guidano un veicolo, e la bici è un veicolo, hanno conseguito la patente di guida. Purtroppo il documento è un “permesso di guida” per i mezzi a motore. Ma per ottenerlo bisogna, volontariamente, andare a scuola, sostenere degli esami e pagare soldi. Sarebbe utile convertirlo in “conoscenza del CdS e capacità di guidare con altri utenti”. Quindi, dopo aver “sgarrato”, oltre alle previste sanzioni, ti sospendo la patente e ti faccio fare un aggiornamento a tue spese. Anche per chi va in bici idem. Passi con il rosso? Vai contromano? Ripasso del CdS. E dopo la terza volta, rifai la patente perché non sei stato/a capace di interiorizzare l’insegnamento.

  5. Benedetto Piccinini ha detto:

    i discorsi stanno i pochi posti. se non si tocca il portafoglio, si va in pochi posti.
    i ciclisti stanno in gruppi numerosi, per difendersi, gli automobilisti si arrabbiano se trovano i gruppi e arrotano i ciclisti solitari.
    ci vogliono più controlli e sanzioni per tutti

  6. Massimo ha detto:

    Un automobilista che non rispetta le regole in auto, non le rispetta neanche in bici, nè in moto nè a piedi. Il livello culturale dell’italiano medio è sotto i tacchi. Bisogna partire dalle persone, istruirle e, quando necessario, punirle, altrimenti qualsiasi misura è inutile. Le regole in Italia ci sono, manca però la cultura del loro rispetto e sostanzialmente non vi è repressione per chi viaggia su strada commettendo infrazioni. Nota importante sulle ciclabili, che ancora sfugge ai più. Quando sono miste (pedonali/ciclabili) non sono obbligatorie per i ciclisti; lo diventano solo se identificate come corsie riservate alle sole biciclette. In Italia le corsie riservate alle bici sono praticamente inesistenti….

  7. Max ha detto:

    Non c’è alternativa: BISOGNA FARE APPLICARE IL CODICE STRADALE !
    In Svizzera io pedalo molto più tranquillo perché li regole le fanno rispettare.

  8. Leo ha detto:

    In Italia la civiltà e un optional, e la maggior parte di persone che guida un mezzo a motore non rispetta nulla, visto che i controlli non esistono. Io sono sia pedone che ciclista, e x queste due categorie non c’è rispetto. Ormai alla guida pensano tutti di essere su un circuito, usano il cell. e piangono se beccano una una multa x aver passato la velocità consentita. Aumentiamo i controlli, e puniamo seriamente chi infrange il codice.

  9. Falco ha detto:

    Be diciamo ha chi piace @ndare in bici per hobby dovrebbe andare in campagna il che respira aria migliore al limite incontra una mucca.

  10. Angelo ha detto:

    Allora, faccio il punto della situazione dopo aver letto un po di commenti all’ennesima tragedia. Vado in bici dal lontano 1973, in bici vedi di tutto. Come sempre la verità sta nel mezzo. Ci sono ciclisti disciplinati.. come autisti corretti. Trovi quello che quando ti supera mette la freccia.. e comodamente passa.. anche qualche camionista. Come c’è chi ti sfiora. Personalmente ho sempre pensato che stare tutto a dx è rischioso. L’ingombro del ciclista è la larghezza delle sue spalle. Nel limite del possibile cerco di stare con la spalla dx in prossimità del ciglio stradale, in modo che con la ruota ho ancora un poco di spazio per muovermi a dx. Però è diventato molto pericoloso. Le ciclabili vanno bene ma una volta fatte a volte non le cura più nessuno. Quando sono in macchina vedo motociclisti sfrecciare sulla linea bianca centrale e oltre .. passano tra le macchine.. e chiaro che a volte si schiantato. È un discorso troppo grande.. tra educazione.. sicurezza.. ecc.. non parliamo di educazione civica che una volta veniva insegnata nelle scuole e non si fa più. Anni fa vedevo anche polizia e carabinieri in moto… sulle famose Guzzi.. anche sulle statali.Ormai non vedi più nessuno.. io non vedo mai PS o CC nemmeno in autostrada. Buon divertimento.

  11. Francesco ha detto:

    abbiamo già un paese che per la condizione delle strade è un disastro per le auto… figuriamoci per le bici ..

    sto iniziando a pedalare in Svizzera perché in Italia le strade sono lasciate a se stesse e non sono a misura d’auto… figuriamoci a misura di ciclista…

    li non ti sorpassano a pelo , ma iniziano il sorpasso…ti stanno a distanza e si sorpassano..io di mio evito di stare in mezzo alle palle …ma molto a destra ( cosa che in Italia viene difficile essendo in generale i lati esterni delle carreggiate in condizioni ben peggiori del resto della strada) …
    poi se c’è la ciclabile ( verso Riva San Vitale c’è n’è una bellissima …con doppio senso di marcia separata dalla sede stradale ) …io la uso ( come si deve fare ) …cagate come le ciclopedonali miste non me ho viste…semmai una corsia ciclabile e l’altra pedonale) …

    ripeto : Svizzera..non c’è bisogno di andare tanto lontano…
    perché tutto questo in Italia nn si fa ? ..

  12. Claudio ha detto:

    sono un ciclista ormai sessantenne,il 95%pedalo da solo , posso testimoniare anche se pedalo il più a destra possibile e quando permette oltre la striscia,le auto e un continuo sfiorare sono stato buttato diverse volte fuori strada,la strada sarebbe la veglie, porto cesareo,nel salento.queste sono tutte strade con limite dei 70km/h ma posso garantire che sembra una pista di formula 1. Automobilisti indisciplinati come l’italiano che non rispetta niente e difficile trovare in tutta Europa,e poi sento i commenti contro i ciclisti da paura,

  13. Giuseppe ha detto:

    Come prima cosa vorrei fare le mie più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime.

    Vado da sempre in bici, più per divertimento che per altro. Diverse volte ho avuto problemi sulla strada: cadute nelle cunette a causa di sorpassi millimetrici, sorpassi con taglio strada in piena rotatoria, etc.

    Io credo che le norme servano, ma se non accoppiate all’educazione stradale, fatta eventualmente a scuola nelle ore di Educazione Civica, non avranno mai l’effetto voluto.

    Educazione anche sui social sui quali si vedono post davvero tremendi contro i ciclisti (e non solo). Più leggo e più ho paura di andare in bici!

  14. Valentina ha detto:

    Tutti a dare contro ai ciclisti quando le colpe sono da ascrivere agli automobilisti indisciplinati e indemoniati che da anni calcano le strade italiane; proprio voi si, è inutile che cerchiate di arrampicarvi sugli specchi, non vi importa nulla di chi pedala e vi divertite a sfiorare il malcapitato di tutto, nonostante questo sia solitario e sfiori la cunetta. Io ho sempre fatto così eppure ho spesso rischiato di essere sfalciata, nonostante la mia correttezza. Ai politici dico che bisogna colpire i tanti scalmanati arroganti che guidano le auto, non i ciclisti che non hanno colpa alcuna, in Italia si guida troppo male e chi và cauto e guida decentemente e senza fare le gare è pure trattato con arroganza dagli altri mancati piloti di Formula uno de noaltri. Ci vogliono regole severe e chi le faccia rispettare. Sic

  15. Alessandro de Bosis ha detto:

    Impariamo da qualsiasi paese straniero.
    Non dico dagli impeccabili inglesi, sarebbe troppo ma almeno una decenza media cerchiamo di darcela.
    Ricordando che nei paesi normali si guida così perché oramai educati, ma che alla base esiste un apparato di controllo e repressione che funziona egregiamente.
    d
    Da noi zero, partendo dalle fdo che nella maggioranza dei casi nemmeno conoscono le regole passando per i giudici che sono sempre i difesa di chi si comporta un maniera indecente considerando comportamenti gravissimi alla stregua di marachelle..

  16. Doriano ha detto:

    In generale a me piace risolvere i problemi, prevenire non punire! Infatti, per esempio, per quanto riguarda l’uso dei cellulari alla guida nel corso degli anni sono state inasprite le pene che guarda caso non hanno sortito alcun effetto se non quello di aumentare le entrate dello Stato. Perchè non vengono installati obbligatoriamente in tutti i veicoli i dispositivi, che pure esistono, che impediscono agli autisti di poter utilizzare lo smartphone? Sicuramente non fa comodo a molti di noi e specialmemte a chi legifera. Proporrei inoltre per la sicurezza dei ciclisti e anche dei pedoni, di obbligare per legge, accompagnata da idonei finanziamenti, le amministrazioni competenti a prevedere in progetto nel caso di nuove strade o in caso di ristrutturazione o manutenzione straordinaria delle strade loro assegnate, la creazione di una corsia per ogni senso di marcia riservata ai ciclisti e/o pedoni.

  17. Raffaele ha detto:

    sono ciclista urbano e sportivo , quotidianamente nei miei spostamenti trovo auto e furgone parcheggiati sulla bike lines sulla ciclabile o sul marciapiede, le poche volte che uso l’auto rispetto rigorosamente i limiti di velocità dove ci sono i 50 vado a 50 e mi sorpassano tutti con linea continua in curva sui cavalcavia in galleria , se in Italia abbiamo il record di morti , 10 al giorno e feriti di tutta Europa ci sarà un motivo.Comunque continuerò ad andare in bici comunque e mi consola il fatto che nei paesi civili a nord delle Alpi non è come qua in Italia quindi un’altro mondo è possibile.

  18. Giancarlo ha detto:

    L’attuale viabilità e l’aumento dei veicoli non permette una convivenza sicura tra mezzi a motore e biciclette.
    In città è possibile creare zone a traffico limitato, nelle strade provinciali no. Nei tratti comunali, dove sono presenti, le ciclabili vengono usate solo da anziani e bambini. Mi trovo spesso a percorrere strade senza linea di carreggiata perché probabilmente la larghezza della strada non permetterebbe neppure il doppio senso. Queste strade sono pericolose normalmente per gli automobilisti eppure pullula di sportivi sulle due ruote.
    È inutile girarci intorno: la viabilità non può sempre essere condivisa.

  19. Marco ha detto:

    Troppe parole. Il tempo delle parole è finito, da molto tempo ormai. Controlli serrati, multe salate e ritiro patenti, anche la galera, in alcuni frangenti. Ho 52 anni, di cui 38 in strada, motorino, 125, moto auto e bicicletta. In Italia il rispetto per l utente devole sulle strade è merce rara. Gli italiani vanno educati a bastonate, solo quelle purtroppo capiscono. Ossequiosamente, Marco.

  20. Daniele ha detto:

    Servono controlli e soprattutto pene certe. Mi sconvolge che lo Stato Italiano non è in grado di installare dei velox certificati o/e omologati.
    Mi sconvolge il fatto che in molti tratti di Statali o Provinciali a scorrimento veloce non si riesce a installare dei controlli elettronici e non si riescono a fare delle ciclabili anche in mezzo a cavedagne.
    Multare pesantemente i ciclisti che non usano il fanale, fanale che deve essere omologato (non basta una qualsiasi lucina) e i ciclisti che girano appaiati sulle strade.
    Basta sentire dire “alcuni automobilisti andrebbero educati”, l’ educazione si ha dal giorno che si ha la patente, dopo nessuna scusa

  21. Luca ha detto:

    mi alleno sempre da solo, sto sempre accostato sulla destra, stamattina 5 agosto , ore 8.30 un’autocisterna mi ha inutilmente sfiorato a forte velocità. È stato difficile mantenere l’equilibrio. sono riuscito a non cadere per un pelo.
    ed è così ogni volta che esco, c’è qualcuno che mi sfiora a forte velocità.
    quando torno a casa ringrazio di essere ancora vivo. le norme sono inutili verso i comportamenti volutamente errati!

  22. Marco ha detto:

    Anche io da ciclista da 10000 km. anno vorrei dire qualcosa al riguardo: oltre all’ obbligo di luci lampeggianti Omologate anche anteriormente per tutte le biciclette, alle nuove norme del Codice della Strada andrebbe aggiunta quella di divieto di sorpasso mentre in direzione opposta arriva un ciclista! Infatti chi sorpassa sfiora necessariamente il ciclista e se il sorpassato dovesse avere uno scarto chi sopassa prenderebbe il ciclista in pieno uccidendolo! Tutti i ciclisti sportivi si sono trovati in tale situazione e purtroppo qualcuno non lo puo più raccontare!
    Per finire, un massiccio uso di auto e moto civetta ben pubblicizzato ridurrebbe di molto l’ uso dello smart per leggere o addirittura scrivere messaggi durante la guida
    Se qualunque auto o moto potrebbe essere guidata da un agente, pochi si azzarderebbero a farlo

  23. Felice Pedalo ha detto:

    Penso che prima di tutto sia necessario agire sulle persone; sono loro che con i loro comportamenti determinano gli eventi.
    Attenzione, responsabilità e condivisione sono elementi fondamentali per chi usufruisce della strada, con qualsiasi mezzo.

    Perchè non introdurre un periodo di “prova” su strada da affrontare con la bicicletta per i neo patentati?
    Perchè non obbligare chi viola il codice della strada ad usare la bicicletta nel traffico veicolare?

    Penso che l’esperienza diretta sia più utile che tutte le regola fuffa

    Fategli provare i rischi delle loro azioni, fategli provare cosa vuol dire essere utente debole del traffico in mezzo a mancati piloti, utilizzatori seriali di smartphone e distratti cronici alla guida.

    La cosa che più mi spaventa è constatare che il conducente medio non si rende conto della responsabilità di guidare un mezzo a motore in una strada condivisa con altri mezzi, altri veicoli ma soprattutto PERSONE!

  24. Vins.🤗 ha detto:

    Vins.🤗 Ex ciclista da strada cicloturista, oggi sono invalido civile per 1 Ictus. mi è capitato spesso di evitare collisioni con mtb e ciclisti che nelle discese di strade di collina e montagna si lanciano giù a capofitto manco fossero a una prova a cronometro o una tappa del tour de france!!! Naturalmente senza le prescritte luci lampeggianti anteriori/posteriori che quanto meno di lasciano un margine di individuare in tempo la presenza di qualcuno… Mi chiedo perché pochi grammi di peso condizionano la scelta per la sicurezza propria e degli altri utenti stradali. Sono i professionisti che DEVONO EDUCARE i propri emuli tifosi e appassionati non suggerendo comportamenti sbagliati che in strada si tramutano in in incidenti o tragedie!!! È assurdo avere una bici/mtb/EBike da migliaia di euro se poi non ti metti addosso degli indumenti ad alta visibilità col casco allacciato e luci accese ant./post. Rispettando il codice stradale con buon senso e responsabilità e in ultima analisi, i rifiuti di barrette energetiche, bustine di gel che vengono gettate dopo l’uso ovunque… Grazie per la lettura.
    Buon vento nei capelli.

  25. Luca Bravi ha detto:

    Andavo in bici anche io, a volte è colpa degli automobilisti, ma proviamo a essere sinceri, certi ciclisti non hanno un minimo di educazione e non chiamatele vittime…io vivo in montagna… Strade strette e piene di curve e tornanti, e a salire li trovi appaiati uno accanto all’altro con tutta calma. Se suoni, o ti fanno il dito medio o ti fanno il cenno di stare calmo…. A scendere non ne parliamo… A tutta birra senza freni usando TUTTA la careggiata, quando sali anche se vai a 5 all’ora rischi di trovartelo spiaccicato al parabrezza… Morale della storia… Chi va in auto deve avere rispetto per gli altri utenti della strada, ma chi va in bici non deve pensare che la strada è tutta sua e fare quello che vuole… L’educazione stradale deve essere per tutti.

  26. Lucilla ha detto:

    Non si deve correre…punto! Corrono tutti come dei pazzi e se tu che stai davanti non corri come loro cominciano a strombazzarti e a cercare di superare a destra e a sinistra in ogni modo e una volta riusciti nell’intento ti riempiono di improperi e maledizioni tanto controlli non ce ne sono e nessuno fa e dice nulla. Così vengono travolti animali bambini anziani ciclisti e tutto quello che c’è da travolgere. Levategli la patente a vita a chi commette certe infrazioni vedi come gli passa la voglia di fare gli smargiassi in auto. Vergogna!!!

  27. Massimiliano ha detto:

    Leggo solo commenti di persone che lamentano la sicurezza verso il cicliesta. Ma vi siete mai guardati attorno. Ho l’impressione che abbiate i paraocchi. Per quello tutti questi incidenti. Non c’è uno di voi che conosca il codice della strada, ma nemmeno le basi. Attraversano la strada sulle strisce pedonali pretendendo ragione, quando devi portarla a mano. Viaggiano sui marciapiedi come fossero ciclabili. Viaggiano sulle ciclabili ad una corsia contromano, pur avendo questo un solo senso di marcia. Non danno precedenza a chi arriva da dx quando si trovano nei controviali (il controviale, se non espressamente indicato non ha mai la precedenza sulle vie che interseca). Viaggiano in strada pur essendo in prossimità di una ciclabile. Ecc ecc. E non sto parlando di chi si allena, ma del ciclista della domenica, di quello che va al lavoro o peggio di quello che è in giro con i figli e non rispetta la più minima sicurezza. Avete mai provato a viaggiare in bici all’estero? C’è rispetto verso il ciclista, ma è lo stesso ciclista che rispetta le regole anch’esso. Qui in Italia pretendete, ma avete un’ignoranza del rispetto delle regole che è impressionante. Ho alle spalle quasi diecimila km di viaggi in bici in tutta Europa, da nord a sud, da est ad ovest, Italia compresa, e solo qua mi trovo sulla ciclabile il soggetto che mi viaggia contromano, o quello che esce dalla ciclabile e si butta nel controviale intralciando il traffico delle auto (faccio notare che se viente stirato è colpa sua, avendo per tutto il tragitto una ciclabile parallela). In Italia non rispettate nessuna regola, come potete pretendere rispetto reciproco. Abbiate almeno il buon senso di pensare prima di parlare

  28. Pier Enrico ha detto:

    il problema esiste perché andare in bicicletta sulle strade è pericoloso Risolvere ill problema? Sarà difficile come è difficile tutelare i Direttori di Corsa e i Presidenti nelle gare giovanili ,I responsabili sono solo loro .Non si può mettere in sicurezza ogni MT.di gara, è impossibile ,però viste certe sentenze la problematica esiste Ci saranno gare che non saranno più in calendario per la responsabilità civile che qualcuno dovrà affrontare Distinti saluti Camisasca Pier Enrico

  29. markogts ha detto:

    Scommettiamo che il “pacchetto” sarà un “pacco” col casco obbligatorio e altre misure di colpevolizzazione delle vittime?

  30. Adalberto Cravero ha detto:

    poiché le leggi non bastano ,e,i provvedimenti tardi e lenti non sono efficaci, nemmeno l’omicidio stradale non ha avuto effetto ; cioè rendere più gravi le conseguenze e fare da deterrente, propongo che tutti i nostri politici e amministratori alla viabilità per legge siano obbligati ad andare a lavorare in Bicicletta, cioè andare in parlamento,in comune ecc . Vedremo poi le cose cambiare sicuramente. perché troveranno il modo di fare rispettare il codice della strada dai molti che alla guida di auto e altri mezzi ignorano l’esistenza dei ciclisti e dei pedoni per superficialità e inciviltà verso le regole e i diritti delle altre persone che compartiscono con Loro le strade,ecc ecc Barba Berto

  31. Nunzio ha detto:

    Di legge tutte le auto devono essere munite di videocamera visionabili solo dalla magistratura, solo così si può fermare questi assassini, metterli dentro e buttare via la chiave.

  32. Alessandro ha detto:

    l’unico commento plausibile è “vergogna” per tutti i morti sulla strada. Non interessano a nessuno e quelli sul lavoro ancora meno…
    ma il SIGNORE lassù vi vede! voi a sua immagine e somiglianza sarete accolti nelle fauci dell’inferno. 🥸 buona giornata

  33. Luigi Biffi ha detto:

    Cordiano è nato in bicicletta, poi si può discutere di tutto. L’opera di educazione va svolta presso ACI non alla FCI o all’UCI.

  34. Gianluca ha detto:

    Ma scusate ma precisamente cosa vi aspettate che faccia un governo? Come pensate di aumentare la sicurezza dei ciclisti su strada? Andare in bici è pericoloso, punto. Pupù morire. Punto. Accettalo. O non andarci. Cosa si potrebbe mai fare? Imporre ad un’auto di andar piano? E se non lo fa? Multe? Sarei curioso di sentire proposte serie…

  35. Makio ha detto:

    Troppi indisciplinati alla guida mancano controlli si mettano in campo Tutori Dell’ Ordine con auto civetta per individuare chi guida col cellulare ecc.ecc.

  36. AURELIANO PINTORI ha detto:

    Prima di tutto le più sincere condoglianze alle famiglie dei ciclisti investiti, poi parlando del sign. Dagnoni… Che dire? Il solito soggetto politico messo lì da accordi politici e soprattutto assolutamente ignorante in materia. Il problema non riguarda il suo colore politico e/o lo schieramento da cui proviene, il problema di fondo è che non sa assolutamente nulla del mondo ciclistico, a partire dall asfalto a finire all ultimo dei ciclisti amatoriali (che potrei benissimo essere io)…. L articolo cita:
    “Oggi salta fuori che la Federazione ha per le mani un documento segreto al quale ha iniziato a lavorare quattro mesi dopo l’entrata in vigore della legge attuale…” vogliamo dire che nell ambiente non si sapeva qual era la bozza di legge? Serve arrivare 4 mesi dopo? E poi diciamo le auto portano più introiti delle bici. Il ciclista? Tristemente un danno collaterale.

  37. Nunzio Vitellaro ha detto:

    Anche io sono un amatore alla soglia dei 60 anni e né ho già viste e vissute di tutti i colori. Secondo me stare troppo a destra è pericoloso per noi ciclisti perché spesso ti sfiorano e ti fanno cadere. Quando si è in gruppo e meglio occupare tutta la carreggiata e occupi lo spazio di un veicolo, piuttosto che viaggiare in fila indiana ed essere lunghi come un tir.

  38. Franco Fanari ha detto:

    Sicuramente le nuove norme del codice della strada, sono di fondamentale importanza, luci davanti luci dietro catadiotri laterali e poi cosa devono fare i ciclisti per farsi notare dagli automobilisti, si potrebbe montare un lampeggiante sul casco? Forse non è colpa dei ciclisti che non si vedono ma degli automobilisti incivili e indisciplinati visto che non ammazzano solo i ciclisti, i pedoni deceduti sono 178 e i motociclisti 28, nei primi 6 mesi dell’anno, praticamente una strage e l’unica risposta che senti “non l’ho visto”, che dite è arrivato il momento di iniziare a fare rispettare la legge, magari facendo i controlli sulle strade!!

  39. Salvatore ha detto:

    Non posso crederci.
    Proprio voi avete scritto “Sono stati investiti da una Lancia Delta”.

    [“Sono stati investiti da una Lancia Delta guidata da un trentenne residente in zona”, questa la citazione corretta: il soggetto responsabile è la persona che era alla guida dell’auto, non l’auto – Bikeitalia.it]

  40. Gus ha detto:

    Da circa un anno ho paura ad andare in strada ad allenarmi, ho paura quando prendo la bici per andare al lavoro e quando la prendo per tornare a casa. Il livello culturale italiano è sceso talmente in basso che sui social network c’è gente che si permette di incitare a commettere atti violenti contro i ciclisti. Abbiamo già analizzato il disastroso nuovo codice della strada pur riformandolo senza i controlli risulta tutto inutile. Bisogna intervenire su dispositivi di sicurezza all’interno delle vetture come limitatori di velocità e rilevatori di alcool, o altri dispositivi che gli studiosi della materia conoscono meglio di me

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