La Brianza che un tempo ospitava i milanesi in villeggiatura in ville amene, poi diventata suburbio industriale, oggi rinnova la sua vocazione turistica. Grazie a un albergo sostenibile, che accoglie i turisti e loro biciclette.
A Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, è stato realizzato un hotel negli uffici dismessi di un’azienda che produce bobine in legno, la Boffi. Un recupero che ha usato residui di legno per arredare le stanze e tutti gli accorgimenti per diminuire l’impatto ambientale della struttura turistica: dall’uso di energia verde alla gestione oculata della lavanderia e dei consumi.
Bike hotel sostenibile
«L’impatto si può ridurre anche con l’uso della bicicletta. Ci è sembrato coerente trasformarci in un bike hotel e accogliere ospiti che puntano sulla mobilità e sul turismo sostenibile, per raggiungere Milano, Monza e le località interessanti della nostra zona» racconta Francesco Cestari, responsabile del Woodhouse hotel, oggi gestito dalla cooperativa La Cordata. Con lui Marco Montini, receptionist impegnato personalmente nello sviluppo del bike hotel.

Sono loro a raccontare la genesi del progetto. «Tutto è nato dal bando Turismo in bici della Camera di Commercio Milano, Monza e Brianza e Lodi, che offriva un finanziamento tra i 3 e i 15 mila euro per sviluppare un business plan dedicato alle due ruote. Abbiamo presentato un piano, poi approvato, che doveva prevedere l’acquisto di attrezzature, ma anche l’investimento in comunicazione, formazione e avvio attività».
Al Woodhouse hotel sono stati riorganizzati gli spazi interni, la cucina, il locale lavanderia per permettere agli ospiti il lavaggio e l’asciugatura dei loro capi. Poi è stato creato un servizio per pulire le bici e sono stati disposti attrezzi per un primo intervento di riparazione e ganci per il sostegno delle bici. Una bike room con videocamera può custodire una ventina di mezzi, di cui 8 sono quelle acquistate dall’hotel, noleggiabili dagli ospiti, con portapacchi, borse, catene e caschi, luci e due seggiolini per bimbi fino ai tre anni.


Investimenti e servizi
«Abbiamo investito circa 15 mila euro, cui si devono sommare circa 5 mila euro come corrispettivo per il nostro lavoro. Ma non abbiamo ancora finito: dobbiamo ulteriormente sviluppare ed arricchire alcuni contenuti interni al nostro sito web www.woodhousehotel.it e comunicazione social. Per favorire il riposizionamento dell’offerta, abbiamo attivato affiliazioni con Albergabici Fiab (il circuito che segnala e promuove le strutture accoglienti per le due ruote, ndr) e Cicloturismo, realizzato spogliatoio e molto altro resta ancora da fare»
Già ora è disponibile il servizio colazione, che l’albergo deve promuovere: un kit di alimenti confezionati che il ciclista può portarsi via e mangiare dove vuole.
«L’idea del bike hotel è venuta alla cooperativa, che ha una divisione che segue i bandi. Woodhouse aveva già una prima forma di noleggio. Poi c’era Marco, la sua passione per la bici, un mezzo efficace per conoscere e promuovere il territorio in cui siamo» spiega Francesco.
In effetti, offre itinerari ciclabili e nel verde e bellezze da scoprire. Per questo Marco e Luca Carbone hanno creato mappe Gpx con percorsi lontani dal traffico, che consentono di coprire anche lunghe distanze e fare escursioni, pubblicati sul sito dell’hotel. Luca è un “ospite consapevole” che vive e partecipa al progetto di abitare collaborativo presso Brodolini 24, struttura ricettiva integrata posta nelle vicinanze di Woodhouse Hotel. Nello specifico chi aderisce al progetto dedica una parte del proprio tempo a prestazioni utili alla comunità a fronte di un canone di affitto calmierato.


«Il bando è stato pubblicato nel 2023. Il bike hotel è partito nel giugno 2024, il noleggio a settembre. Dobbiamo ancora lavorare sulla comunicazione, in funzione degli eventi a Milano e nell’hinterland. La nostra zona è attrattiva: il verde non manca e ci sono elementi da valorizzare grazie alla bicicletta, tra cui molte ville gentilizie. Siamo pionieri, in questo. E l’impegno per la sostenibilità ci distingue da altre proposte ricettive».
La scelta di recupero e di riutilizzo del legno di scarto, nell’immobile preso in affitto dalla Boffi, è precedente alla gestione della cooperativa. Si deve a Rebecca Brollo, laureata in urbanistica al Politenico di Milano e alla Tongji University di Shanghai, e a suo padre Giuseppe, architetto e dipendente Boffi. Rebecca ha creato e gestito l’hotel per otto anni, fino al 2023.
La clientela e il futuro di Woodhouse Hotel

«Diventare un bike hotel, cambiare il nostro nome sui portali ha già ampliato la nostra clientela, che si somma a quella che frequentava la struttura anche prima, tra business e leisure» spiega Francesco. «Il passo in più, che stiamo facendo sul web e sui social, anche grazie a una formazione specifica, è quella di porci come un polo informativo e culturale. Comunicheremo eventi interessanti per i ciclisti, come la Green Week di Milano e la Mille Mila Bici, in programma per il 6 ottobre» aggiunge Marco. «Vogliamo ricordare il ruolo delle bici nelle città e della mobilità dolce, che diventerà protagonista nei prossimi anni».
Restano alcuni problemi da risolvere: un territorio non ancora predisposto per le bici, i furti, infrastrutture poco sviluppate… Woodhouse cerca di affrontarli con un’informazione capillare su come scegliere il percorso migliore e dove parcheggiare al sicuro.
Il futuro? «Affermarci nel nostro contesto, stimolare altri hotel ad attrezzarsi per l’accoglienza alle bici e creare una rete sul territorio».
[Contenuto realizzato in collaborazione con Woodhouse Hotel]



















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