Friuli Venezia Giulia

Sulle tracce di FVG Bike Trail: senza traffico, senza filtri, senza confini

Sulle tracce di FVG Bike Trail: senza traffico, senza filtri, senza confini

Tornare a pedalare in Friuli Venezia Giulia è sempre un piacere, specie negli ultimi anni: da territorio di passaggio verso altre mète cicloturistiche si è trasformata in Regione di destinazione per la bici grazie alle sue politiche per la ciclabilità e ho avuto modo di apprezzare questo cambiamento partecipando alla press ride organizzata dall’agenzia PM2 pedalando in anteprima sulle tracce della seconda edizione di FVG Bike Trail, evento che si terrà dal 4 settembre 2025.

Udine (senza traffico)

Udine, quartier generale della macchina organizzativa dell’evento, mi fa entrare subito nel mood di questa tre giorni friulana: dopo il check-in nel bike hotel Suite Inn attraversare a piedi il centro storico senza traffico motorizzato (per me che vengo da una città caotica come Roma) è stato rigenerante.

A Palazzo Morpurgo sono intervenuti alla presentazione dell’evento anche Enzo Sima, Responsabile Area Bike di Promoturismo Friuli Venezia Giulia e il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi, che ha sottolineato come la città si presti benissimo a essere base per giri in bici a margherita nei dintorni: tanti percorsi strada, gravel o mtb, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il prologo della pedalata che ci aspetta l’indomani si conclude con aperitivo e cena a base di prodotti tipici presso l’Osteria da Michele.

Cicloturismo in ebike

Il primo giorno in sella comincia dalla tavola: prima colazione energetica per i 75 km e i 950 metri di dislivello che mi attendono, anche se prudentemente ho optato per un’ebike, per godermi al meglio il percorso ma anche le (tante) soste enogastronomiche, che fanno parte integrante di questa esperienza friulana senza filtri.

Manuel Massimo ebike FVG press ride FVG Bike Trail 2025

Salgo sulla mia e-Mtb Mondraker Crafty R, biammortizzata e motorizzata Bosch, fornita e messa a punto da Michele e Andrea di X-Zone Bike: una scelta che ho modo di apprezzare fin da subito, visto che dopo circa un quarto d’ora di pedalata abbandoniamo l’asfalto per assaggiare lo sterrato friulano delle campagne immerse nel verde.

Friuli Venezia Giulia (senza filtri)

Grazie alle coperture generose il fango non mi fa slittare e taglio in scioltezza le piccole pozzanghere che si sono formate nella notte: arrivo alla prima sosta inzaccherato ma felice e la visita alla Cantina La Tunella a Premariacco si conclude con il primo brindisi della giornata. Ci accompagnano anche Giacomo “Jack” Miranda, Co-founder di FVG Bike Trail e CEO di PM2, Alex Della Mea – Co-founder di FVG Bike Trail, art director e socio di PM2 – e l’ultracyclist Michele Miani che apre la strada e aiuta a tenere compatto il gruppo.

Accostamenti insoliti

Si rimonta in sella verso Prepotto dove all’Agriturismo Scribano ci aspetta un pranzo che si rivelerà un’esplosione di sapori: antipasto a base di formaggi locali con confettura di pomodori verdi, salumi friulani e sottaceti fatti in casa tra cui spiccano per originalità i cachi (non l’avrei mai detto).

Caterina, la padrona di casa, spiega ogni piatto: dalla Selinka di primavera (crema di sedano rapa con panna acida e trito di prezzemolo e menta) ai blecs di grano saraceno con ragù di salsiccia, finocchietto selvatico e ricotta affumicata di capra. Dulcis in fundo crostata con crema di ricotta e confettura di uva fragola, tutto con ingredienti a km 0.

Alessandro De Marchi "Rosso di Buja" con Giacomo "Jack" Miranda, CEO di PM2

A ruota del Rosso di Buja

Al caffè una gradita sorpresa per la ciclocarovana di colleghi giornalisti che si accinge ad affrontare la Salita a Castelmonte: il ciclista professionista della Jayco Alula Alessandro De Marchi, alias il “Rosso di Buja” friulano doc, conclude la sua giornata di allenamento “scortandoci” lungo l’ascesa verso uno dei punti più panoramici della giornata: grazie alla pedalata assistita riesco a stargli a ruota e a scambiare due chiacchiere (potere dell’ebike) e la vista che si gode da lassù ripaga di ogni fatica.

Se la salita era stata tutta su asfalto, la discesa verso San Pietro al Natisone è praticamente tutta su sterrato: entriamo nel vivo del percorso che affronteranno i partecipanti a FVG Bike Trail e mi sorprende la quantità di suoni della natura udibili nel bosco: dal canto degli uccelli allo scroscio dei torrenti tutto è amplificato in maniera armoniosa e si fonde con il mio respiro e con l’impronta delle ruote sul terreno.

Merenda con la Gubana

La merenda la facciamo presso il Gubanificio Dorbolò, un’azienda a conduzione familiare e a trazione femminile dove la ricetta del tipico dolce friulano – a base di pasta lievitata e un ripieno inebriante con noci, nocciole, pinoli, uvetta e un goccio di rum – si tramanda da generazioni. Altro che gel e barrette energetiche!

Bellezze e prelibatezze locali

Attraversiamo velocemente Cividale del Friuli, città di origini longobarde in cui mi sono ripromesso di ritornare, e facciamo una sosta al Ponte del Diavolo prima di addentrarci tra i vicoli medievali del centro storico e giungere, dopo un altro po’ di sterrato e di fango, al Glamping Alvearium di Alturis: una soluzione davvero particolare con casette in legno di larice completamente autosufficienti (perché alimentate a energia solare) immerse tra i vigneti dell’azienda agricola Alturis dove ci attende la degustazione di vini di fine giornata e una cenetta sempre all’insegna dei sapori locali (equilibrato il risotto agli asparagi, gustosi i tagliolini al San Daniele).

In sella (senza confini)

Il secondo giorno di pedalata sulle tracce di FVG Bike Trail comincia di buon mattino: ci aspettano 45 km e 780 metri di dislivello. A farci da guida c’è Simone Braidotti: commercialista, track designer e membro di FVG Bike Trail che ha disegnato i nuovi percorsi e non vede l’ora di farceli pedalare. Ci dirigiamo verso Est, percorrendo le colline del Collio orientale e sconfinando dolcemente in Slovenia dove arriviamo dopo una lunga salita immersa nel verde del paesaggio e pressoché in assenza di automobili (una piacevole costante che ci sta accompagnando lungo tutto il percorso).

Isonzo: 50 sfumature di verde

Gli ultimi chilometri li percorriamo lungo la pista ciclabile che costeggia il fiume Isonzo e le sue innumerevoli sfumature di verde: l’arrivo a Gorizia avviene attraverso il ponte per le bici di recente realizzazione che rappresenta l’unione (anche ideale) tra l’anima italiana e quella slovena, perché quello che stiamo facendo in bici è un viaggio senza confini.

La tappa finale del nostro viaggio di esplorazione e scoperta del percorso su cui si cimenteranno i partecipanti al FVG Bike Trail 2025 non a caso è proprio Gorizia: la Capitale Europea della Cultura 2025 insieme a Nova Gorica, coppia di città simbolo del dialogo che supera ogni distanza come dimostrano le tante iniziative messe in campo dal GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale) per festeggiare nel corso di tutto l’anno all’insegna di una cultura senza confini: “L’obiettivo è che GO! Borderless sia molto più di uno slogan, ma un invito concreto a costruire insieme un territorio aperto, partecipato e accogliente, in cui ogni attività può diventare parte attiva della Capitale Europea della Cultura”, ci spiegano i rappresentanti del GECT.

Gli ultimi colpi di pedale ci portano a condividere l’ultimo pasto conviviale di questa pedalata senza traffico, senza filtri e senza confini presso la Trattoria alla Luna con un menu che fonde sapori diversi dall’antipasto al dolce – Tolcenije, Palačinke, Gibanica – e mi concedo una corroborante birra slovena Laško per chiudere in bellezza questa tre giorni in cui attraversando in bici il Friuli Venezia Giulia ho fatto il pieno di quiete, natura e autenticità. E riempito gli occhi di scorci da incorniciare che mi resteranno nel cuore e mi spingeranno a tornare qui, sulle tracce di una nuova avventura.

Per maggiori informazioni e per iscriversi all’evento: www.fvgbiketrail.it

[Tutte le immagini a corredo dell’articolo sono di Stefan Nita]

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