Dimenticate le luci dei palchi e la folla adorante: per Jovanotti la vera meraviglia è viaggiare in bicicletta. Il cantante italiano, da sempre amante dell’avventura, ha recentemente raccontato ad Alberto Angela nel programma Noos, in onda su Rai1, la sua straordinaria passione per il cicloturismo, svelando il volto intimo e profondo di un artista che ha scelto la strada – letteralmente – per cercare emozioni autentiche.
Un viaggio che è molto più di un viaggio
Jovanotti spiega: “Viaggiare in bicicletta è diverso dal viaggio fatto con altri mezzi. Intanto, perché non c’è la mediazione del vetro, del finestrino, e perché la bicicletta è un mezzo perfetto: è silenziosa, ti fa sentire il vento, la pioggia, il caldo“.
È la lentezza a fare la differenza. La bici diventa uno strumento di connessione profonda con il paesaggio, con le persone e con sé stessi. “La bici ti fa vedere il mondo come un film lento: la salita, la discesa, il panorama… La bici ti obbliga ad avere un ritmo umano“, dice Jovanotti in un passaggio della lunga intervista.

L’adrenalina dell’ignoto
Per Jovanotti, la bellezza del viaggio in bicicletta sta anche nell’imprevedibilità: “Non è il viaggio organizzato: dormi dove capita, incontri chi non ti aspetti, mangi quello che c’è. È un’esperienza totale”. Nel suo racconto traspare la libertà assoluta di chi si affida al caso, lasciandosi stupire: “La bicicletta ti porta in un rapporto diretto col mondo. La gente ti ferma, ti offre un bicchiere d’acqua, ti racconta la sua storia”.
Viaggiare per ascoltare, non solo per vedere
Uno degli aspetti più affascinanti del cicloviaggio per Jovanotti è l’incontro con l’altro: “Quando sei in bici non sei una minaccia. La gente ti accoglie con un sorriso, con curiosità. È come se avessero bisogno di raccontarsi”. Ed è così che, tra una pedalata e l’altra, si crea uno scambio umano autentico: “Le storie delle persone che incontri diventano parte del tuo viaggio. Ogni volto, ogni accento, ogni gesto entra dentro di te”.
Pedalare come forma di meditazione
Il cantautore italiano – che il 26 luglio prossimo farà un concerto per soli ciclisti – racconta anche come il cicloviaggio sia una forma di ricerca interiore: “Quando pedali per ore, entri in uno stato mentale particolare. È come una meditazione in movimento”. Il rumore delle ruote sull’asfalto, il respiro che si fa regolare, il paesaggio che scorre lento: “In quei momenti ti senti parte di qualcosa di grande, ti senti vivo. Non c’è stress, solo presenza”.

La bicicletta come scuola di vita
Infine, Jovanotti riflette sul valore educativo del viaggio in bicicletta: “La bici ti insegna la pazienza, la fatica, la gioia della conquista. Ti insegna che il bello sta nel percorso, non solo nella mèta”. Un messaggio potente, soprattutto in un’epoca dove tutto è accelerato e iper-connesso. Il cicloviaggio diventa così una scelta controcorrente, un ritorno all’essenziale, una dichiarazione d’amore per il mondo e per l’umanità.
Perché l’esempio di Jovanotti può ispirare tutti
Come avevamo già avuto modo di sottolineare su Bikeitalia qualche tempo fa, in un momento storico dominato dalla tecnologia in cui sempre più persone cercano esperienze autentiche, sostenibili e trasformative, il cicloviaggio emerge come una risposta concreta. Jovanotti, con la sua testimonianza, ci mostra che non serve essere sportivi estremi né esperti di viaggi: basta una bici, un po’ di coraggio e tanta voglia di lasciarsi sorprendere.
E chissà, forse la prossima persona a partire sarai proprio tu: quali strade solcherai con la tua bici?


















Bello, è vero. La bici è libertà, è il ritrovamento di se stessi. Anche senza fare giri di giorni, anche solo l’uscita pomeridiana da casa. Il bello è uscire e decidere sul momento se girare a destra o a sinistra e quale meta prefiggersi, per poi ad un bivio scegliere una deviazione sconosciuta per vedere dove porta; il più delle volte da nessuna parte, altre ti fa scoprire posti nuovi vicino a te che non pensavi ci fossero. La bici non è una cyclette, è girare, è cambiare, è imprevisto, è il ritmo tuo, è rilassamento nella fatica, è sentirsi vivi.
Grazie a Jovanotti perchè ha descritto bene ciò che sento quando girovago in bici
FIAB ancora sta pagando la partnership disastrosa del suo ultimo tour, sponsorizzato da Fileni e Riomare (allevamenti intensivi e predatori dei mari) che ha distrutto le spiagge e gli ecosistemi esistenti. [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]
verissimo. beato te che hai i soldi e il tempo per farlo…
Tutto vero,quello che ha detto Jovanotti.La bici ti mette in contatto con tanta gente, che incontri sulla strada e nei centri abitati.Si vede che ti cercano, mi è successo nell ultimo viaggio dall’Italia alla Georgia. I turchi specialmente sono accoglienti e desiderosi di parlare con te e di aiutarti.
Ivano.
[Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]
complimenti Jova hai fatto un quadro di viaggi in bici perfetto . Io da pensionato mi diletto con BDC e eMTB 👍abbiamo due cose che ci accomunano il nome e Augusto che conosco da quando faceva commesso per Albero delle ruote . Saluti e🤞🤞🍀🍀👋
Bello poter girare in bici senza il pericolo delle auto! Non ci riesco a camminare in strada in bici, preferisco correre sulla sabbia a piedi.
l’Italia ciclabile sarebbe, per me, un bellissimo sogno.
Ho guardato i suoi viaggi mille volte (e che peccato che l’ultimo non sia più disponibile su Raiplay) e l’anno scorso Modena Lubiana passando da Trieste all’andata e Gorizia al ritorno! Quest’anno appena tornato dalla scalata dello Stelvio sempre partendo da Modena 😊 in una 6 giorni in solitaria. Niente di paragonabile. E ora la parte anche migliore: i mesi che passerò a pensare e sognare la meta del prossimo viaggio. Domenico