Una pedalata tranquilla si è trasformata in un caso che sfiora l’assurdo: è successo a Lainate, città dell’hinterland nord‑ovest di Milano. Come riportano le cronache locali il bambino Elia, otto anni appena compiuti, è finito con la sua bicicletta contro un camion, che era parcheggiato in modo irregolare lungo la pista ciclabile.
Dopo l’urto, ha rimediato tanto spavento e diverse escoriazioni: sotto il mento, sulla spalla, in altre parti del corpo. Fortunatamente il piccolo ciclista non ha riportato gravi danni. Ma la vera sorpresa è arrivata settimane dopo, con una busta nella cassetta delle lettere.
Una multa. A un bambino di 8 anni. Una sanzione di 38,45 euro per non essere riuscito a evitare il camion che occupava il percorso riservato alle bici. Oltre il danno la beffa.
Il verbale, intestato a suo padre, parla chiaro: “Il conducente del velocipede – cioè il piccolo Elia, ndr – non manteneva il controllo del mezzo e non era in grado di arrestarlo, compiendo le manovre necessarie per evitare l’ostacolo prevedibile entro il limite del campo visivo andando ad urtare contro il veicolo in sosta”.
“Siamo rimasti senza parole”
“Quando abbiamo ricevuto il verbale siamo rimasti senza parole” – racconta il padre di Elia, Diego – “Avevamo chiamato subito la Polizia Locale dopo l’incidente, ma nessuno ci aveva detto che ci sarebbe arrivata una multa. Mio figlio è effettivamente finito contro quel camion, ma quel mezzo non doveva stare lì”.
Nonostante lo sconcerto, il papà ha inviato una PEC al Comando della Polizia Locale e al sindaco chiedendo spiegazioni, aggiungendo con sarcasmo e senso civico: “Pagherò volentieri la sanzione, ma mi piacerebbe capire le motivazioni, considerando che il camion era parcheggiato dove non poteva stare”.
Il sindaco: “Spiace sia coinvolto un bambino”
Il primo cittadino di Lainate, Alberto Landonio, ha risposto all’appello del padre: “Ho ricevuto la mail e sono disponibile a incontrarlo. Gli agenti hanno applicato correttamente il Codice della strada. Spiace che il protagonista sia un bambino. Ma confermo che anche il camion è stato multato“.
Dove finisce il buonsenso?
Nel rispetto delle norme che tutti devono rispettare, è legittimo chiedersi che fine abbia fatto il buonsenso. Gli agenti della polizia locale intervenuti sul posto hanno applicato il Codice della Strada, certo. Sicuramente in modo pedissequo e con eccesso di zelo, senza alcuna elasticità rispetto all’episodio e al soggetto coinvolto. Ma la domanda legittima, alla luce di quanto accaduto, resta: “È davvero giusto che un bambino di otto anni venga trattato come un adulto alla guida di un veicolo?”.
Una vicenda (assurda) che invita a riflettere
Quella di Elia non è solo una notizia da cronaca locale: è una storia che parla di regole, buonsenso e sicurezza stradale. Una storia che invita a riflettere: e se al posto di un camion (fermo) ci fosse stato un palo rotto, una buca o un altro ostacolo ancora più pericoloso e insidioso come sarebbe andata a finire?
[Fonte]




















Trovo sempre molto triste quando vedo le forze dell’ordine, baluardo di integrità, rispetto, fonte di ispirazione per i cittadini alla correttezza e buon senso, cadere in questi errori e farsi coprire di indignazione dalla gente. Davvero lo reputo una grandissima caduta di stile che porta solamente a una ennesima riprovazione sociale e diminuzione ulteriore del rispetto per le uniformi in generale. Davvero un vero peccato.
Non gli hanno neanche dato la multa minima, che è di circa 26 euro, il che mi sembra ancora più complesso da giustificare, visto che non ci sono state lesioni, e che l’infrazione era del tutto impossibile da evitare.
Un padre deve mettere i suoi figli in bici, assumendosi il rischio che commettano degli errori: gli errori e la loro gestione sono parte del processo di apprendimento, che tutti i bambini che imparano ad andare in bici devono fare.
Questa logica vale in tutti gli ambiti: non è che se le mie figlie si menano, io devo essere arrestato per non aver prevenuto un’aggressione e una rissa. Tutti i genitori avrebbero più precedenti dei parlamentari.
E’ chiaro che queste sanzioni non sono allineate con il codice della strada, perché se lo fossero, e da domani fossero multati tutti i bambini che cadono dalla bicicletta, probabilmente vedremmo il ministro dei trasporti fare un salto al lavoro.