Alcune piste ciclabili sono un vero e proprio percorso a ostacoli, con buche che richiedono un’estrema attenzione da parte di chi va in bicicletta: per questo molti ciclisti rinunciano a usare le ciclabili e preferiscono avventurarsi in strada, contravvenendo così alle regole del codice della strada.
I motivi del deterioramento della superficie delle ciclabili possono essere molteplici: il primo motivo è sicuramente la manutenzione, che deve essere pianificata con regolarità. Un altro motivo sono gli errori dovuti alla realizzazione (per questo alle volte trovate l’erba che spunta dalla ciclabile): nella maggior parte dei casi, l’imputato principale è la scelta errata dei materiali di realizzazione.


Un errore molto comune riguarda l’impiego di prodotti non idonei: le vernici al solvente applicate sull’asfalto finiscono per contrastare con il bitume e il risultato finale è facilmente riconoscibile. Nell’immediato si crea un effetto ragnatela, dopo 5 mesi iniziano a vedersi le prime crepe e dopo un paio d’anni la superficie della ciclabile sembra bombardata.
Il risultato: dopo poco tempo dal taglio del nastro occorrerà fresare l’asfalto (creando un rifiuto speciale che deve essere smaltito), rifare la pavimentazione e procedere nuovamente alla colorazione.
La soluzione è utilizzare una resina all’acqua da applicare sul bitume, come il Resuper.01 Ecobike di Cebic: un prodotto made in Italy che garantisce una durevolezza maggiore e che non scolorisce col passare del tempo perché resiste ai raggi UV. Un lavoro realizzato in questo modo può durare fino a 15 anni.


La controindicazione evidente è che la resina all’acqua costa il doppio della vernice al solvente in commercio. Ma a conti fatti, la scelta di una resina all’acqua rispetto a una vernice al solvente aumenta di circa il 10% il prezzo totale dell’infrastruttura ciclabile ed addirittura un risparmio se includiamo i costi della rimozione, smaltimento e rifacimento.
Un’altra causa dei crateri che alle volte si verificano sulle piste ciclabili è dovuto dall’abrasione generata dal passaggio di mezzi pesanti sulle ciclabili: le corsie ciclabili in particolare sono particolarmente soggette a questo tipo di usura perché il Codice della Strada le rende percorribili sia da biciclette che da automobili e camion.
Anche in questo caso il problema va affrontato partendo dalla scelta dei materiali: Resuplast Epo 2K è stato pensato appositamente per questo utilizzo promiscuo e garantire durabilità nel tempo.


In ogni caso, chiunque si ritrovi a progettare un’infrastruttura ciclabile deve considerare il tema delle isole di calore che sono un fenomeno sempre più rilevante negli ultimi anni. Alcuni materiali sono in grado di ridurre la temperatura al suolo fino a 10°C e per questo ottengono una certificazione sull’indice di riflettanza solare (SRI) dei materiali, parametro essenziale secondo il decreto CAM STRADE.
Per maggiori informazioni: www.cebic.it
[Contenuto realizzato in collaborazione con Cebic]




















Vorrei sapere se qualcuno la sa cosa si intende per “Pista Ciclabile”. Nel mio comune hanno fatto delle piste ciclabili a senso unico, dove possono parcheggiare macchine e moto e dove posso essere percorse da’ qualsiasi mezzo a motore ecc. A parere mio un pista ciclabile dovrebbe essere interdetta non con dei cartelli o con delle strice in terra, ma con delle barriere tali da non permettere ad altri mezzi il loro passaggio.
Buongiorno, sono rientrata lunedì 10 novembre da un bellissimo giro lungo la ciclovia Adriatica (l’ho percorsa assieme a mio fratello e mio figlio da Sirolo a Santa Maria di Leuca). Effettivamente le ciclopiste sono fantasiose e a volte sono un quiz. Ritengo pericolosi i buchi, i vetri (abbiamo forato in 8 giorni 5 volte), autisti che le usano come parcheggi (anche la polizia) e anche i cani randagi non sono da sottovalutare. In ogni caso pedalare in quei territori, rimane un’emozione fatta di luci, colori, profumi e tanta accoglienza che (in particolare )la Puglia regala. Altro fattore importante poter pedalare a novembre in maglietta e calzoncini! La mia speranza che a poco a poco la situazione migliori! Un saluto a tutti
Mi permetto di fare un commento alle motivazioni dell”asfalto che si deteriora formando l’effetto ragnatela, in realtà é dovuto agli strati di sottofondo dove hanno usato materiale (ghiaia) bagnata cioè con umidità relativa non adeguata e formano quello che nelle specifiche tecniche americane viene chiamato crocodile effect. Quindi bene tutti i prodotti chimici per ovviare e riparare ma basterebbe fare bene i lavori essenziali dall’inizio
Il problema principale, in città ed in prima periferia, è che molto spesso pista ciclabile e marciapiede sono la stessa cosa, quindi andare in bicicletta diventa difficile e pericoloso.
Oltre alla scarsa manutenzione citerei la pessima realizzazione di alcune piste ciclabili. Per fare nomi e riferimenti, qui a Novara alcuni tratti sono raccordati con veri e propri scalini o dislivelli che non sono proprio il massimo per chi va in bici. In più, l’attenzione alla correzione e riparazione di tali svarioni non viene neppure presa in considerazione da chi dovrebbe occuparsi di manutenzione stradale.