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Perché il mercato di bici in Italia non ritornerà più quello di un tempo

Perché il mercato di bici in Italia non ritornerà più quello di un tempo

Guido Rubino scrive di biciclette dal 1996: giornalista, editore, scrittore e fotografo, ha una testata giornalistica in cui si occupa quotidianamente del mondo delle biciclette dal punto di vista tecnico e non solo, Cyclinside. La sua esperienza lo rende uno dei principali esperti dell’oggetto bicicletta, e un osservatore privilegiato delle evoluzioni del mercato.

Parliamo di prezzi

I dati parlano chiaro: il numero dei ciclisti è in continuo aumento, ma i dati di vendita delle biciclette non migliorano. E l’opinione comune sembra essere unanime: “Le biciclette costano troppo“.

Ma le cose stanno veramente così? O il mercato delle bici si sta concentrando sul vendere biciclette iper-performanti che non rispecchiano più le esigenze della maggior parte dei ciclisti?

Detto in altre parole: non è che stiamo sbagliando tutto?

Questo è il focus dell’ultima puntata del podcast From Bike To Business che trovi qui sotto.

Di chi è la colpa

Su Bikeitalia il tema del prezzo delle biciclette è già stato ampiamente trattato: è impossibile trovare un solo responsabile, dalla stampa (che racconta un mondo in cui la bicicletta ultra performante è un simbolo di status) ai superappasionati (che pretendono di pedalare sulle stesse biciclette che vedono in contesti agonistici).

Ma naturalmente, una grande responsabilità ricade sui produttori di biciclette. Molti continuano a proporre gli stessi modelli di sempre, concentrandosi sulle bici da gara o sulle novità più tecnologiche, nella speranza che tutto torni come ai bei vecchi tempi.

Ma, spoiler, non torneremo più indietro perché i clienti sono molto diversi rispetto al passato.

N.B. La Fiera del Cicloturismo è il luogo dove produttori, appassionati e nuovi ciclisti si incontrano per scoprire bici, accessori e destinazioni per creare meravigliosi ricordi a pedali. Segna in agenda.

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Commenti

  1. Paolo ha detto:

    avere una bici top di gamma o una di fascia media e’ come avere un orologio seiko o oppure avere un rolex da 10000 euro….fanno lo stessa cosa…ma avere una cosa come oggetto del desiderio e’ normale specialmente per chi se lo puo’ permettere e io ho una bici da 15000 e non sono esibizionista ma mi piace cosi’,se devo esagerare lo faccio per lo sport che amo da sempre…..

  2. Fabio Punk ha detto:

    Sono gli utenti che alimentano questa corsa ai prezzi. Ho vissuto in Olanda per trent’anni e la’ non c’e’ la frenesia dell’ “ultimo modello” che vedo qui. Si vede gente allenarsi con bici – in perfetto ordine – che noi chiameremmo “datate”. La sensazione e’ che la gente si concentri sul piacere dello sport, e che dia valore al mezzo che usa. Del resto, chi ha veramente bisogni freni a disco a comando idraulico? si possono tranquillamente fare passi di montagna con freni tradizionali a ganasce. Chi ha bisogno di 12 rapporti? Chi usa veramente i pignoni 11, 12, 13? Siamo sinceri … se ne puo’ tranquillamente fare a meno. Se la gente non accettasse tutto quello che viene proposto dai costruttori – che viene proposto per “smuovere il mercato” e rendere obsoleta la attrezzatura che abbiamo gia’, facendoci spendere – i costruttori dovrebbero darsi una calmata. Del resto il mercato non puo’ continuare crescere a regime esponenziale…. come i costruttori invece auspicano.

  3. Angelo ha detto:

    Salve, voglio dare il mio contributo. Non posso definirmi un ciclista: ho riscoperto l’uso della bici qualche anno fa per merito di un mio figlio gravemente disabile (ritardi mentali e tratti autistici). Ho capito che avrebbe voluto anche lui (come la sorellina minore) usare la bici, ma non poteva: mi ha “costretto” a montare un follow me che collegasse una vecchia improbabile mtb degli anni 90 (da supermercato anche allora) sepolta in garage alla sue biciclettina. Da questa, poi con lui siamo passati a un tandem a guida posteriore con il quale, assieme agli altri miei figli e mia moglie abbiamo fatto bei tour (ciclabile val venosta, isola di favignana).
    Nel frattempo ho cominciato anche io a guardare alcuni video e mi è venuta la voglia di comprarmi una bici. Devo essere sincero, anche io mi stavo facendo ingolosire da quello che vedevo sui social, ma quel punto mi sono fermato, ho dato un’occhio al mio budget e mi sono chiesto: io che uso devo fare della bici ?
    Ho acquistato una semplicissima trek marlin 5 (vilissimi 2x9v) per circa 550 euro.
    Con questa ci faccio quello che mi serve e mi diverto un mondo: la domenica faccio le mie 3-4h in giro per le strade secondarie attorno alla mia città, vado a fare la spesa (si nelle salite…tante nella mia città….metto la prima e salgo piano piano…o scendo e spingo). Ho fatto anche due piccoli giri di cicloturismo (semplici we sui nebrodi e sulle madonie).
    Non so: forse con una bici migliore arriverei prima ? o faticherei di meno ? o mi divertirei di più?
    Fermo restando che se uno ha la passione (e i denari) può anche prendere una bici top di g (così come non c’è niente di male a comprare un bell’orologio o un bel gioiello, ecc.).Io penso che, prima di fare un acquisto, ci si debba fermare e chiedersi: cosa devo farci io ?
    Buone pedalate a tutti

  4. Bernard ha detto:

    Se i ciclisti sono aumentati vuol dire che la bici ce l’hanno già. Quante bici dobbiamo comprare? Una bici dura 5 o 10 anni una volta comprata. Si farebbe meglio osservare il mercato dei componenti e abbigliamento.
    La storia dei costi vale solo per una piccolissima fetta del mercato. Una bici da cicloturismo si può comprare per meno di 1000 euri. Le bici usate si possono avere in ottime condizioni per molto meno.

  5. Carlo ha detto:

    Con tutto il rispetto per l’opinione di due professionisti del “sistema ciclismo”, concentrarsi sul parallelo tra top di gamma è vedere il problema da un punto di vista molto parziale.
    L’aumento senza giustificazione dei prezzi è oggettivo perché le stesse identiche biciclette che venivano vendute prima della pandemia – parliamo di quelle fasce che vanno dalla bici appena sopra quella da supermercato alle medio di gamma – hanno subito un aumento continuo fino ad arrivare a raddoppi di prezzo.
    E parliamo di bici che hanno una tecnologia oramai totalmente ammortizzata.
    Ergo, anche al netto dell’inflazione, le bici sono aumentate senza motivo se non approfittarsi della maggiore richiesta.
    Solo negli ultimi mesi i produttori, probabilmente vedendo i dati di vendita, si sono fermati in questa folle corsa.
    Vedremo se sarà sufficiente

  6. Massimiliano Costa ha detto:

    I dati parlano chiaro: il numero dei ciclisti è in continuo aumento, ma i dati di vendita delle biciclette non migliorano.
    …..ma qualcosa non torna .
    ora non può essere un dato inversamente proporzionale, perché se aumentano gli utenti va da sé che aumentano le vendite.
    A meno che i nuovi ciclisti si sentano tali con l’acquisto del monopattino…🤣 . Battute a parte, mi potete dire che vengono acquistate bici usate , sicuramente ma nello stesso tempo chi la venduta è ( per gran maggioranza) perché ne acquisterà una nuova🤷‍♂️
    Poi certo i costi sono alle stelle , ma è la prova inconfutabile che le vendite non possono essere in calo. È la legge del mercato, più si alza la richiesta più si alza il prezzo, inoltre oggi anche l’appassionato vuole sempre il mezzo più performante anche se non è assolutamente in grado di capirne l’utilizzo.
    Personalmente mi viene da pensare che le case vogliano fare le piangine.
    E come nel mondo della MTB , leggo articoli che andrà a morire ….anche qua mi sembra un po un boicottaggio. Le gare di Mtb sono sempre più seguite a qualsiasi categoria agonistica , sempre più ragazzi si avvicinano alle ruote grasse senza poi parlare dei appassionati tra muscolari e e-bike.
    Anche su questo punto ho il mio pensiero, non è che dai piani alti del ciclismo ( mondo strada ) dove hanno in mano la fetta enorme di denaro e vista la crescita della disciplina offroad, non intendono ripartire il dolcino?
    Max.

  7. Giuseppe ha detto:

    Che dire, sono un cicloamatore di 77 anni, da circa 40 anni vado in bici, la mia prima bici era una city Bike doppia stella avanti da 42/52 e una cassetta da 7 rapporti 11/28. La bici in acciaio normale pesava 14 kg, quando l’ho acquistata avevo 37 anni e la utilizzavo durante la bella stagione ad andare al lavoro 17 km di andata idem al ritorno. Costava allora circa 250.000lire e lo stipendio medio di allora si aggirava sulle 900.000 lire. Sono poi passato dopo qualche anno a quella da corsa una Bianchi nuova in acciaio al prezzo di 500.000 lire, un modello non recente acquistata a prezzo di svendita.
    Sono poi passato negli anni duemila ad una da corsa in Alluminio prezzo sui 600 euro, e poi nel 2013 ad una da corsa in alluminio Scott S20 peso sui 10 kg a 1.200 euro. Ho poi optato in parallelo ad una Mountain Bike, una Trek 4000 in alluminio freni a disco idraulici ruote da 26 pollici peso sui 13 kg prezzo 1.200 euro. Queste sono state le mie bici fino a 4 anni fa quando avevo 73 anni. Poi le salite mi pesavano sempre di più e la voglia di andare in bici in salita ancora l’avevo per cui sono entrato nell’universo delle E-Bike. Questo mondo è un universo infinito dove chi vende bici ci sguazza in modo indecente, bici che vengono vendute a prezzi iperbolici, costano molto di più le E-Bike che delle motociclette, eppure il mercato ha retto e ne vendono a go-go. Io ho comperato una Front Olimpia S900, mono corona con 34 avanti e cassetta dieci rapporti da 11-46, freni a disco idraulico di con semplice pistoni, forcella ad aria steli da 34 mm escursione da 120 mm,
    Ruote da 29 pollici, batteria da 900 Wh.
    Prezzo di listino 3.000 euro comperata a 2.400 euro.
    Il prezzo di questa E-Bike era una dei più bassi allora sul mercato e la batteria da 900Wh è stata decisiva nella mia scelta e ne sono rimasto felice, quando esco con il mio Gruppo e facciamo percorsi di circa 140 km con salite da 10-15 km importanti con pendenze da 7-20% io non ricarico nel mentre ma rientro ancora con un 30% di batteria, mentre loro con bici più blasonate biammortizzate con batterie da 630Wh dal costo sui 5.000-7.000 Euro mentre pranzavamo dovevano ricaricare.
    Scusatemi per questo mio pistolotto questa è la esperienza, la mia opinione è semplice, il ciclismo è una bella cosa coloro che ci speculano NO.
    UN SALUTO GIUSEPPE.

  8. Antonii ha detto:

    Le bici costano troppo, inoltre vanno semplificate, il monocorona per esempio è una semplificazione che doveva avere più successo è stato spinto poco.

  9. Roberto ha detto:

    oltre il costo sproporzionato (devono coprire i costi di sponsorizzazione delle squadre) delle bici, c’è anche l’ imposizione dei freni a disco che comporta anche il cambio delle ruote (Colnago con l’ ultimo telaio prevede anche i rim brake)…oltre il fatto che l’ inflazione ha eroso gli stipendi… sommati questi aspetti

  10. Caprara Emanuele ha detto:

    è cambiato il pubblico e la relativa domanda: per esempio tra le bici italiane sul mercato è ancora difficile trovare telai con i buchi per il portapacchi, mentre di converso il ciclo turismo si sta sempre più sviluppando con incrementi a doppia cifra. E non basta assecondare la tendenza del backpacking per dare risposta a questa domanda

  11. Jess ha detto:

    Sono d’accordo sul fatto che ci siamo impoveriti e le bici di media e bassa gamma costano troppo. Le bici di alta gamma non fanno testo, quelle si vendono sempre a una nicchia di appassionati.
    Ma allora se siamo poveri perché abbiamo più macchine in rapporto al numero di abitanti più alto d’Europa? Perché la macchina, ad esclusione di grandi e medie città, è indispensabile in un paese che non offre alternative. Il trasporto pubblico è pietoso, le infrastrutture per le bici non ci sono. Mancano percorsi protetti e luoghi sicuri dove lasciarla. Se si vuole tornare a vendere bisogna allargare il bacino di utenza, quello che la bici non la considera proprio. È quello che va convinto che la bici è un’alternativa alla seconda macchina o allo scooter. Le bici vanno vendute ai ragazzi e alle ragazze per andare a scuola, alle donne e agli uomini che fanno commissioni intorno casa. Senza infrastrutture, strade più sicure e prezzi popolari la bici continuerà a comprarla chi già ci va, e se prima la cambiava ogni 3/5 anni adesso se la tiene perché costano troppo e i bisogni primari sono altri.

  12. Luca Bettolli ha detto:

    La bici, se ben tenuta, è pressoché immortale: da 25 anni ho una Rewel in titanio front da 8,5 kg che sembra comprata stamattina, l’ho aggiornata con monocorona a pochi euro. Teniamoci le nostre care 26 senza assurdità come cambi elettronici, freni idraulici… Idem corsa, ho una Cannondale Supersix del 2008: 6,8 kg e mai avuto problemi. Non compro bici da anni semplicemente perché penso che le bici di una volta siano molto meglio delle attuali. Le bici non sono computer o smartphone che si basano su tecnologie in continua evoluzione, introdurre finte innovazioni per indurre i ciclisti a cambiare il mezzo è stato un madornale errore: basta paragonare una bici di 20 anni fa a una bici attuale per capire che c’è stato un peggioramento in termini di costo, peso, facilità di utilizzo e manutenzione, robustezza e affidabilità (e per quanto mi riguarda anche estetica).

  13. Piergiorgio ha detto:

    Il nocciolo della questione è che il paese si sta impoverendo e i produttori faticano ad accorgersene. Solo Decathlon l’ ha capito ed infatti è l’unico che continua a vendere con una politica commerciale che potremmo definire “popolare”. Ma adesso arrivano i cinesi e drizzano la schiena a tutti. Ben vengano.

  14. Sergio Poli ha detto:

    ci sono marchi(europei) che costano ancora il giusto offrendo qualità e prestazioni .

  15. Claudio ha detto:

    Il costo di una bici sia bdc che mtb supera il costo di una moto tipo 650 cc. A breve arriveranno le bici made in China come sono arrivate le moto e si dovranno ridimensionare come stanno facendo con le moto, d’altronde in Cina hanno fatto esperienza con il carbonio visti i “produttori” europei dove si rivolgevano per le bici

  16. Luca ha detto:

    Non solo il prezzo in sé, ma anche il potere di acquisto dall’avvento dell’euro e la recessione post COVID si è realmente dimezzato, per contro gli stipendi italiani sono fermi da allora. L’ITALIA STA DIVENTANDO POVERA! Il resto d’Europa e sulla strada buona. Il mercato lo fanno i grandi numeri non i pochi ricchi

  17. sergio rapalino ha detto:

    Io ho venduto bdc e MTB in carbonio mi sono tenuto un front in alluminio e sono ritornato alla moto
    costano molto meno

  18. Marco Spada ha detto:

    potrebbe essere che è iniziato un trend di utenza diversa anche in Italia? cioè che, allargando la base degli utilizzatori con sportivi ‘nuovi’ ma soprattutto con UNA NUOVA SCHIERA DI COMMUTER, la domanda sta cambiando, e che l’industria – produzione e vendita – non se ne accorge?

  19. Alberto ha detto:

    Il problema non sono i prezzi delle top di gamma , ( quelle chi ha i soldi e vuole togliersi lo sfizio le acquista senza problemi) ma sono proprio i prezzi delle bici di medio bassa gamma , pedalare su una bici da 8 kg ad oggi vuol dire mettersi in mano circa 5000€…
    Obiettivamente non sono pochi per come sta attualmente evolvendo il quadro economico in Italia, dove tutti (fatti salvi pochi eletti) dobbiamo pensare come arrivare a fine mese !!!

  20. Davide Tambuchi ha detto:

    Costano troppo e sono troppo tecnologiche (circuito idraulico freni a disco, telaio in carbonio più delicato in caso di urti, cambio elettronico, ecc.). Per un non agonista una bici da corsa in alluminio con cambio tradizionale e freni a gommino è più semplice da mantenere. E i non agonisti sono la stragrande maggioranza degli acquirenti. La mia Cannondale R600 costava quasi quanto uno stipendio e mi è durata oltre 20 anni, ora una entry level al carbonio costa almeno il doppio e non ha di certo la stessa aspettativa di vita.

  21. Alessandro ha detto:

    Uno dei problemi della vendita di bici è che i negozi sono pochissimi, e quando si sono fatti un buon giro di clienti, smettono di fare assistenza.
    Cioè su duemila mq di bici esposte, si tengono una micro officina in cui fanno le messe a punto delle bici nuove, ma se gli chiedi una riparazione o ti rimbalzano, o ti chiedono delle cifre (e dei tempi) che non ci riprovi.
    Tra le bici “da lavoro”, cioè quelle che vengono usate per le commissioni quotidiane, in Italia non se ne vede in giro una che sia in condizioni decenti.
    E’ chiaro che se “la bici” nell’immaginario collettivo è un rottame cigolante che non frena e ha sempre le gomme a terra, quanto dovrebbe essere disposto a spendere uno che ne vuole comprare una? Milleduecento euro?
    Quando la gente non è disposta a spendere il giusto, diventa difficile fare delle proposte sensate.

  22. Franco ha detto:

    È normale il calo di vendite,dopo il boom, perché il mercato si è saturato,poi le bici sono beni durevoli,da appassionato cambio anch’io la bici ogni 5-6 anni,senza lasciarmi influenzare da tendenze e prezzi assurdi. Tanti che hanno il top di gamma,non sono veri ciclisti,sono solo esibizionisti,ma viva la libertà di scelta. Franco

  23. Alessandro ha detto:

    buongiorno, soluzioni? Fare tornare la Pista, le strade uccidono, bici da fantascienza, costi spropositati ( vedi anche abbigliamento) tolti 3/4 super atleti, gli altri a servizio nel ciclismo su strada è sempre stato così. Gli amatori popolo strano conteso tra essere un cicloturista e la rivalsa di non essere stato un atleta a tempo e debito.

  24. Raffaele Lauritano ha detto:

    buongiorno è vero le bici costano troppo. io personalmente ho due bici usate sia una MTB che una da corsa. lo sport deve essere accessibile a tutti. ovviamente i fanatici fanno come vogliono e i produttori di bici e accessori specialmente li ringraziano. detto ciò viva lo sport per chi come me lo fa per passione e non per la moda del momento o per illusioni di diventare per forza un campione!

  25. Davide ha detto:

    tutti abbiamo una bici, perché dovremmo prenderne una nuova e farci derubare ancora da aziende e negozianti ? perché dovremmo cambiare bici ogni anno? voi siete complici di questi prezzi folli e di queste truffe legalizzate

  26. Gianluca Scarpa ha detto:

    COSTANO TROPPO🚴, per anni hanno pompato i prezzi ora , non si può “fare retromarcia” , quindi si lasciano i top di gamma con prezzi stellari e nel sotto bosco com mille scuse : offerta promo , black price, fine serie, ecc… si rascia il prezzo per invogliare l’ acquisto. Poi perché non posso acquistare una bici da 6,8kg rim brake 11v che costerebbe max 3,5/4k€ e performerebbe come una top di gamma disk 🤔 ? Questo per il corsa , per il gravel anche lì si sta’ ripercorrendo in parte la politica della bici da corsa con prezzi in aumento fortunatamente più contenuti. Ultimo non è sensato ad ogni anno presentare il “nuovo modello” che di fatto cambia solo in pochi dettagli e rende quello precedente “obsoleto” 👋

  27. Lorenzo Roberto ha detto:

    ci tengo a divulgare queste due linee di pensiero:
    ->che costano troppo è ormai assodato. i ciclisti aumentano e le vendite no.. vero ne abbiamo tutti chi due chi tre o addirittura 4 e così magari ne vendiamo qualcuna tra privati ?

    -> 2° il più importante.. secondo me si sbagliano le misure, cioè mica siamo tutti 1,80m con 35 anni per acquistare le 29″ o 😁😁😄 addirittura le 32″ (ma x favore !!??) esiste una marea di donne, ciclisti piccoli e “diversamente giovani” a cui farebbero molto MOLTO COMODO le care e vecchie 26″.

    se non sono stato sufficientemente chiaro contattatemi via mail.
    grazie

    1. Paolo Pinzuti Paolo Pinzuti ha detto:

      CIao Lorenzo,
      Grazie per il tuo commento. Mi sento di dire che non è vero che tutti hanno una bici, 2 , 3 o 4. Chi ha 4 bici sono gli appassionati. Poi ci sono quelli che ancora non vanno in bici e che magari di bici ne hanno una: la MTB degli anni ’90 che hanno comprato con le pentole della Mondial Casa.

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