Le vacanze in bici rappresentano un tempo sospeso che ci prendiamo solo per noi, per ritemprarci e staccare la spina dalla routine quotidiana fatta di impegni, scadenze e rumori di fondo. Quindi è molto importante scegliere una meta che riesca a coniugare la tranquillità dei luoghi con la possibilità di attività all’aria aperta, come delle pedalate facili immerse nella natura.
Qualche giorno fa ho avuto modo di visitare un territorio al centro dell’Italia che sta riscoprendo la sua vocazione turistica anche grazie alla bici: l’Umbria, in particolare la Bassa Valnerina Ternana, tra borghi medievali, una cascata monumentale, fiumi costeggiati da ciclabili e un lago che mi è rimasto nel cuore.
L’occasione si è concretizzata grazie al press tour “Bike e Cammini” promosso da Umbria & Bike con tre giorni di attività organizzate da Umbria Experience (Distretto Integrato Turistico) alla scoperta dei territori, dei sapori e dei colori di quella che geograficamente è conosciuta come Conca Ternana ma che paesaggisticamente rappresenta davvero una Valle Incantata [che infatti è il nome scelto per valorizzare questa destinazione turistica, ndr].
L’esplorazione comincia
Il nostro luogo di ritrovo per cominciare questa avventura è stato l’Hotel Terra Umbra, un accogliente 4 stelle a Narni. Strategicamente situato a ridosso della pista ciclabile che unisce Narni e Terni, si è rivelato il punto di partenza perfetto per esplorare la zona in ebike. La struttura è comodissima per raggiungere le Gole del Nera o la Cascata delle Marmore. Dopo le fatiche sui pedali ci si rigenera in piscina o nell’area fitness, che sarà presto arricchita con idromassaggio e bagno turco. Un vero plus per i cicloturisti anche la futura stanza dedicata al ricovero delle bici.
A darci il benvenuto e la giusta energia prima di montare in sella è stato un gustoso light lunch a buffet, tra sfiziosità salate, fresche insalate di farro e morbide focacce farcite.
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In sella lungo la Greenway del Nera
L’esplorazione in ebike è partita dalle porte di Terni lungo la Greenway del fiume Nera: un percorso ciclabile e pedonale immerso nella natura [non è un caso se l’Umbria è conosciuta come “Il cuore verde d’Italia”, ndr] con il piccolo borgo di Stifone e le rovine del Ponte di Augusto che rappresentano un’importante testimonianza del passato di questo territorio che si lascia scoprire a poco a poco.






Un tuffo nel passato: i Plenaristi
Tra il Sette e l’Ottocento, la valle ternana fu la meta prediletta dei “Plenaristi”, artisti europei del Grand Tour che amavano dipingere all’aria aperta [in francese “en plein air“: di qui il nome, ndr], folgorati dai paesaggi di questa “Valle Incantata”. Con taccuini e pennelli, maestri del calibro di Jean-Baptiste-Camille Corot immortalarono dal vivo siti iconici come la maestosa Cascata delle Marmore e le placide acque del Lago di Piediluco. Oggi, per ammirare questi capolavori sparsi nel mondo, è nato un prezioso museo virtuale: un archivio digitale con oltre 400 opere per fare un tuffo nel passato.
Il fascino e il mistero di Narni Sotterranea
A questa breve pedalata-prologo è seguita la passeggiata nel centro storico di Narni, in quei giorni addobbato a festa per la rievocazione della Corsa dell’Anello, ma soprattutto la visita guidata di Narni Sotterranea che è stato come fare un viaggio indietro nel tempo, anche grazie alle animazioni multimediali e alla spiegazione coinvolgente della guida Michele Favetta, narnese doc super appassionato del suo lavoro.




Scoperto nel 1979 da un gruppo di giovani speleologi, il percorso si snoda sotto l’antico convento di San Domenico. Camminando tra cisterne romane, acquedotti virtuali e una suggestiva chiesa del Duecento dedicata all’Arcangelo Michele, si fa un vero balzo indietro nei secoli. L’emozione più forte si vive però in fondo a un lungo corridoio: varcare la soglia della “Stanza dei Tormenti”, l’inquietante luogo in cui si svolgevano gli interrogatori del Tribunale dell’Inquisizione, fa venire i brividi.
Sapori autentici alla Fattoria Collina Incantata
La prima giornata si è conclusa in bellezza alla Fattoria Collina Incantata con una cena degustazione dai sapori autentici: mi sono rimasti impressi il risotto mantecato al Ciliegiolo di Narni e il maialino in porchetta, abbinati ai vini prodotti dalla Cantina Giovannini (diverse qualità di Ciliegiolo tra cui un Passito davvero particolare).
Si tratta di un’oasi immersa nel verde perfetta per chi ama il turismo attivo: è possibile noleggiare bici per esplorare le campagne umbre. Ma c’è spazio anche per equitazione, pesca sportiva e visite agli animali.
Lo spettacolo della Cascata delle Marmore

Dopo una sostanziosa colazione il secondo giorno ci ha portato a scoprire la Cascata delle Marmore, un luogo magico in cui natura e ingegno umano si fondono da secoli. Con i suoi 165 metri di altezza suddivisi in tre spettacolari salti, è la cascata artificiale più alta d’Europa. Sorprende sempre scoprire che si tratta di un’opera artificiale, voluta dai Romani nel 271 a.C. per far confluire il fiume Velino nel Nera. Ci siamo immersi nei sentieri per un trekking del parco naturalistico, fino a sfiorare l’acqua al Balcone degli Innamorati per un affaccio unico.



Sosta golosa all’Osteria dello Sportello
All’uscita dal parco abbiamo ripreso le ebike per tornare sempre lungo la Greenway del Nera in direzione Casteldilago, un borgo medievale dove stanno realizzando un punto per ricaricare, ricoverare e riparare le ebike nell’ottica di un ulteriore sviluppo del cicloturismo nella zona.

Qui per ricaricare le batterie a metà itinerario ci siamo fermati all’Osteria dello Sportello, che fa parte dell’albergo diffuso “Borgo San Valentino”, dove abbiamo degustato un pranzo ricco di sapori del territorio con antipasti impreziositi dal tartufo locale e le immancabili ciriole alla ternana (una pasta tipica, acqua e farina, condita in questo caso con sugo al pomodoro e peperoncino).
Piediluco: oasi di pace sull’acqua

Nel pomeriggio, finalmente, l’arrivo in bici al Lago di Piediluco: un piccolo specchio d’acqua incastonato tra le colline, un luogo di assoluta pace e tranquillità. Le caratteristiche di questo lago lo rendono perfetto per il canottaggio, tanto che nel paesino ci sono due storici circoli di canottieri e proprio qui la Federazione Italiana Canottaggio ha il suo quartier generale per allenare gli atleti della Nazionale.
Sulle sponde del lago c’è l’Hotel Miralago dove al termine della giornata abbiamo fatto una pausa rigenerante in giardino prima di arrivare alla struttura che ci ha ospitato per la notte: l’Hotel del Lago, posto in posizione strategica su una collina che guarda Piediluco. Aperto nel 1934 come colonia estiva, poi diventato – per la salubrità dell’aria – sanatorio nel Secondo Dopoguerra e infine albergo. Rilevato nel 2001 da una cordata guidata dall’imprenditrice Susanna Sabatini, è stato recentemente ristrutturato con soluzioni ecologiche (come le vernici fotocatalitiche che purificano l’aria) e ha una SPA panoramica vista lago in cui vale davvero la pena entrare per lasciarsi tutto il mondo fuori (cosa che, naturalmente, ho fatto).
Grazie al concept “Il Bosco nel Bosco”, la struttura offre un’immersione totale nella natura con una vista unica sul borgo lacustre e sul Monte Terminillo. Situato a soli 4 km dalla Cascata delle Marmore, è la base ideale per chi cerca armonia tra relax ed esperienze attive (a partire dalle escursioni in bici, ma anche trekking, rafting, kayak e canoa).

Cena a bordo lago: l’Umbro Churrascaria
Per la cena a bordo lago, a base di carne, siamo stati da “Umbro Churrascaria”, che fa sempre parte dell’Hotel del Lago: un ristorante che prende spunto dal format brasiliano della Churrascaria – con buffet di antipasti caldi e freddi e carne servita alla spada – ma la reinterpreta con i sapori locali dell’Umbria. E in modalità “zero sprechi”: su ciascun tavolo c’è un semaforo, la carne viene servita a volontà finché c’è il via libera sul verde, quando si è sazi basta spostare il cursore sul rosso e si può chiudere in dolcezza con un tiramisù della casa e un buon amaro digestivo.
Dopo un ottimo sonno ristoratore nell’assoluto silenzio e una colazione a base di prodotti freschi di giornata lasciamo l’Hotel del Lago: è tempo di fare un’escursione in battello sul Lago di Piediluco, un piacevole giro panoramico per ascoltare i tanti aneddoti sul luogo raccontati da David – memoria storica di Piediluco – e guardare il borgo dal centro del lago: davvero molto suggestivo.

Atmosfere celestiali: il Santuario di Greccio
Per l’ultima visita in programma sconfiniamo nel Lazio, nella vicina Greccio, che dista circa una ventina di chilometri da Piediluco e che in ebike si può raggiungere comodamente, affrontando la salita e qualche tornante. Qui visitiamo il Santuario Francescano dove San Francesco d’Assisi [di cui proprio nel 2026 ricorre l’ottocentenario della morte, ndr] realizzò il primo presepe della storia la notte di Natale del 1223.
Un luogo dove il canto degli uccelli e lo sguardo a perdita d’occhio sulle verdi colline tutt’intorno riconcilia col mondo.


Rientro all’Hotel Miralago per l’ultimo pranzo tipico a base di salumi, bruschette e formaggi locali, dove ha spiccato un memorabile piatto di ciriole con fave, guanciale e pecorino, chiuso in freschezza da un tiramisù alle fragole.
Riparto con un pizzico di nostalgia, favorita non solo dall’atmosfera sospesa e rarefatta del lago ma dalla consapevolezza che mi sto lasciando alle spalle un silenzio impagabile e una natura prorompente che mi hanno accompagnato in questa tre giorni nella Valle Incantata, dalla Cascata delle Marmore al Lago di Piediluco e dintorni.
Un ottimo motivo per ritornare a visitarla, naturalmente in bici.
[L’esperienza descritta in questo articolo viene proposta in questo pacchetto di Umbria Experience]


















Spero che, al ritorno da questa bellissima vacanza, non abbiate messo i piedi su di una bilancia……….
attraverso la condivisione di questa esperienza si può apprezzare o progettare tour ciclistici che altrimenti non sarebbe possibile. grazie