Mobilità

Ma le città sono fatte per i 50 km/h?

Ma le città sono fatte per i 50 km/h?

Dopo la decisione di Bologna di adottare il limite dei 30 km/h su gran parte della rete stradale urbana,
come prevedibile sono esplose reazioni fortemente avverse rispetto alla messa in discussione di un comportamento considerato per gli automobilisti assolutamente normale e in qualche modo ‘dovuto’ in
quanto ‘sancito’ dal Codice della Strada.

Codice della Strada e limiti in ambito urbano

Il Codice della Strada in realtà con l’articolo 142 stabilisce i limiti massimi da non superare in ambito urbano, mentre con l’art. 141 prescrive che “… è obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo […] alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone…”.

È interessante allora verificare cosa concretamente significhi dover regolare la velocità per “… evitare ogni pericolo…” su una normale strada urbana, tipicamente utilizzata per la sosta.

Sosta su strada e triangoli di visibilità

Analizziamo in particolare il caso di una strada secondaria che s’immette su una principale: se si disegnano i triangoli di visibilità per una velocità di 50 km/h, velocità che richiede una distanza di arresto di circa 50 metri, si può verificare come occorra arretrare la sosta di 32 metri, mentre il Codice della Strada (art.158) prescrive un arretramento di soli 5 metri.

La stessa verifica fatta per una velocità di 30 km/h comporta un distanziamento di 14 metri.

La velocità compatibile con il distanziamento di 5 metri previsto dal Codice della Strada è invece di circa 20 km/h.

Limite di velocità di 50 km/h in città
Distanze di arresto e triangoli di visibilità a 50, 30 e 20 km/h

La necessaria riduzione della velocità

Analoghe se non più stringenti considerazioni valgono poi per gli attraversamenti pedonali e per i passi
carrai, con conseguente estensione del problema a gran parte dalla rete interessata dalla sosta.

La sosta lungo strada rappresenta dunque sempre un ostacolo alla visibilità, e se a una riduzione della visibilità non si accompagna una parallela riduzione delle velocità, il sistema diventa intrinsecamente insicuro.

Non è un caso che sulla rete della viabilità di scorrimento, dove le velocità tendono a essere maggiori ma dove non c’è sosta, si registrino tassi di incidentalità ampiamente inferiori a quelli della restante rete, densa di sosta, intersezioni, immissioni e attraversamenti.

I 50 km/h sono incompatibili con le strade che ospitano la sosta

La conclusione è quindi chiarissima e questa volta non opinabile: i 50 km/h sono tecnicamente e normativamente incompatibili con le strade che ospitano sosta, cioè sulla stragrande maggioranza della viabilità ordinaria, mentre su quella rete i 30 km/h non solo sono dovuti, ma sono anzi ancora troppo elevati.

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Commenti

  1. Sandro Clemente ha detto:

    No, questo articolo dovrebbe servire a far capire agli utenti della strada che con scarsa visibilità (auto e furgoni in sosta) la velocità dovrebbe essere ridotta a 20-30Km/h.
    Dico dovrebbe perchè conoscendo l’italiano medio dubito che possa far propria questa considerazione.
    Poi, i più arguti, potrebbero altresì concludere che per circolare a 20-30Km/h non ha senso spostare 20 quintali di auto, elettrica o a combustione che sia, quando ci si può spostare con un mezzo di circa 20Kg che mentre lo usi ti fà restare in forma e ti mette di buon umore.
    La vera evoluzione è tornare a muoversi leggeri, anche a scapito dell’economia. (ma tanto i soldi girerebbero ugualmente, solo in canali più virtuosi).

  2. Fabrizio MARCELLA ha detto:

    Una domanda banale: a parità di km percorsi un veicolo con motore a combustione consuma più carburante se viaggia ad una velocità di 40-50 km/h o se viaggia ad una velocità di 20-30 km/h con marcia più bassa?
    Ho l’impressione che questa discussione serva più che altro ad orientare verso l’acquisto di auto elettriche senza che i problemi connessi all’ “evoluzione” verso l’elettrico siano minimamente risolti.

  3. luca ha detto:

    Diego Pizzolato: “Qual’è lo spazio di frenata di una bicicletta o di un monopattino a 15 km/h ammesso e non concesso che il tizio che li guida non sia assertore della condotta alla “Una schivata risolve tutti i problemi, soprattutto perché a schivarti sei tu?”

    Ma dici sul serio!?! Vuoi comparare lo spazio di arresto di una bici o un monopattino, che pesano forse il 10% dell’essere umano alla guida, e quindi praticamente non hanno massa, con quello di un mezzo che pesa da solo almeno 1500, se non 2000 o più kg?

    E poi: si, schivare è un modo efficiente e sicuro fra mezzi a propulsione muscolare o monopattini. Non lo è in auto invece. Guardati video di come funzionano gli incroci delle strade ad Amsterdam, vedrai come la maggior parte dei ciclisti non si ferma, ma rallenta, fa passare e riprende. Ed è il luogo più sicuro al mondo!

    Per il resto, bravo, magari più persone guidassero come te.

  4. Diego Pizzolato ha detto:

    Ricordo statistiche di decenni fa che riportavano a seconda delle città/agglomerati urbani velocità medie fra i 15 e i 35 km/h.
    Ogni giorno, da autista professionale, ho a che fare con gente che si “indigna” perché faccio 25 km/h costanti invece di adottare una guida alla Accelera-Frena-Accelera-Inchioda-Riparti-Frena-Ed avanti così…
    Di Conseguenza, questo limite di 30 orari alla “…E vi castigo Ioo, Compromissori Della Sicurezza Stradaleee!” mi fa sogghignare un po’.
    Detto questo, ogni tanto son pedone, come tutti.
    Perciò domando un poco perfidamente:
    <Qual'è lo spazio di frenata di una bicicletta o di un monopattino a 15 km/h ammesso e non concesso che il tizio che li guida non sia assertore della condotta alla "Una schivata risolve tutti i problemi, soprattutto perché a schivarti sei tu?" 😛

  5. Bernard ha detto:

    La regola: ” è obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo […] alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone…”. Quindi la regola generale è di ridurre il rischio di incidente non di arrivare nel tempo minore a destinazione.
    Oltre a questo la velocità di 50 km/h non è quella imposta ma la massima ammessa. Generalmente uno dovrebbe viaggiare a velocità inferiore.
    Ricordiamo che la velocità media di un’auto in città è di circa 15 km/h.

  6. Stefano ha detto:

    Non tutte le strade urbane sono uguali e soprattutto gli spazi di arresto menzionati nell’articolo sono molto sovrastimati.

  7. Luigi ha detto:

    Sia nell’articolo sia nel commento di Gabri, si dà per scontato che chi si immette da una strada laterale e i “variegati componenti” non rispettino le regole del codice della strada che invece sono fatte per TUTTI coloro che si muovono per strada. Certo, se un’auto esce da una strada laterale senza dare la precedenza o se un pedone sbuca da dietro un’auto parcheggiata senza guardare, l’impatto è scontato, ma lo è anche se uno viaggia ai 10 km/h e la fuoriuscita avviene 5 m prima del sopraggiungere dell’auto. Se invece TUTTI rispettano le regole che già ci sono, non avviene nessun impatto. Si sta facendo passare il messaggio che le auto devono andare sempre più piano, perchè le altre categorie di utenti della strada fanno quello che gli pare senza essere sanzionati. Quello che poi succede è che avvengono anche sempre più incidenti tra le altre categorie di utenti della strada (tipicamente tra bici e pedoni, ma non solo) perchè sono abituate a non rispettare le regole.
    La vera soluzione non è restringere le regole, ma fare rispettare a TUTTI quelle che ci sono: quindi molti più vigili per la strada con occhi bene aperti.

  8. Gabri ha detto:

    …a 50 km/h un veicolo percorre circa 14 mt. al secondo…il dato parla chiaro…non è compatibile con l’ambiente urbano ed i suoi molteplici e variegati componenti… (pedoni, anziani, bambini, mamme, runners, monopattini, ebike, bici….)

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