Londra, la capitale cosmopolita del Regno Unito, sta vivendo una rivoluzione ciclistica che va oltre il semplice spostamento da un punto all’altro. Esploriamo la situazione ciclabile della città, concentrandoci su infrastrutture, politiche comunali e uno sguardo alternativo rivolto ad un pubblico giovane under 30 che usa la bicicletta come “commuting machine” e per allenarsi in città.
Infrastrutture ciclabili rivoluzionarie e cittadini pronti al cambiamento
Londra sta investendo in infrastrutture ciclabili rivoluzionarie per promuovere uno stile di vita più sostenibile. Le “ciclostrade” (o superciclabili), una rete di piste ciclabili protette, sono il cuore pulsante di questa trasformazione. Percorsi dedicati che si snodano attraverso la città, offrendo ai ciclisti un’esperienza sicura e piacevole. La pista ciclabile “East-West Cycle Superhighway” è lunga 18 chilometri e collega Westminster a Stratford, offrendo un viaggio panoramico attraverso i quartieri più vivaci di Londra. Gli investimenti in nuove piste ciclabili e in sistemi di bike sharing come “Santander Cycles” hanno reso il ciclismo più accessibile che mai.

Politiche comunali e regionali
Il Comune di Londra si è impegnato a creare una città più sostenibile e bike friendly. Il sindaco Sadiq Khan, al governo della città dal 2016, ha lanciato da tre anni il “London Cycling Action Plan“, un ambizioso progetto quinquennale per migliorare la sicurezza dei ciclisti e incentivare l’uso della bicicletta.
Le politiche includono l’espansione della rete ciclabile alle zone più periferiche, la creazione di parcheggi sicuri per le biciclette e la promozione di iniziative per ridurre l’inquinamento atmosferico.
Un passo audace è rappresentato dalle “Low Traffic Neighbourhoods”, quartieri a traffico limitato con limite di “20 miles per hour“ (equivalenti a 32 km/h, ndr), che rendono le strade più sicure e accoglienti per i ciclisti. Queste politiche invitano giovani e turisti ad esplorare la città in modo più piacevole.

Gli inglesi in auto sono gentili?
L’atteggiamento degli automobilisti londinesi verso i ciclisti sta vivendo un cambio di prospettiva. Con la crescente consapevolezza ambientale e la promozione di uno stile di vita attivo, molti conducenti si stanno dimostrando più rispettosi e consapevoli della presenza dei ciclisti sulle strade.
Roberto, un residente di Highbury, ha condiviso la sua esperienza: “Sono un italiano che vive a Londra dal 2009 e posso confermare di aver notato che sempre più automobilisti sono attenti quando condividiamo la strada. Ci sono momenti di gentilezza, come lasciare passare i ciclisti nei momenti affollati, che fanno davvero la differenza”.
Daniel, un automobilista nel centro di Londra, ha aggiunto: “Con il crescente numero di ciclisti, ho imparato a essere più cauto. La coesistenza è fondamentale, e vedo un cambiamento positivo nell’atteggiamento generale. Per adesso mi muovo in bici solo nel periodo estivo, ma chissà”.
La creatività urbana viaggia in bici
Oltre a essere un mezzo di trasporto sostenibile, la bicicletta a Londra è diventata una forma di espressione artistica. I giovani, in particolare, stanno abbracciando la cultura del ciclismo urbano, trasformando le loro biciclette in opere d’arte ambulanti. Graffiti e decorazioni creative adornano le bici, contribuendo a una scena artistica dinamica in costante evoluzione.
Vi sono anche alcune organizzazioni come la London Cycling Campaign (LCC), la Bicycle Ballet Company e la cooperativa di biciclette Brixton Cycles Cooperative che stanno svolgendo un ruolo chiave nell’incoraggiare la partecipazione attiva della comunità ciclistica.

Intervista con Sarah della London Cycling Campaign
Per approfondire questo tema, ho avuto l’opportunità di intervistare Sarah, membro attivo della London Cycling Campaign (LCC).
Come vedi il ruolo della creatività urbana nel promuovere il ciclismo a Londra?
“La creatività urbana è fondamentale per rendere il ciclismo più attraente e accessibile a un pubblico più ampio. Quando le persone vedono le biciclette trasformate in opere d’arte, sono più inclini a considerare il ciclismo come un’opzione di trasporto. Inoltre, le iniziative creative come i murales ciclistici e gli eventi culturali incentrati sul ciclismo contribuiscono a creare una sensazione di comunità tra i ciclisti e ad aumentare la consapevolezza dell’importanza del ciclismo urbano.”
Qual è il ruolo della LCC nel sostenere questa cultura ciclistica urbana?
“LCC svolge un ruolo chiave nel promuovere la cultura ciclistica urbana attraverso campagne di sensibilizzazione, advocacy e eventi comunitari. Lavoriamo per migliorare le infrastrutture ciclabili,sostenendo anche progetti artistici che celebrano il ciclismo e la vita urbana, promuovendo così una cultura ciclistica più inclusiva e accogliente.”

Quali sono le vostre prospettive per il futuro del ciclismo a Londra?
“Siamo ottimisti sul futuro del ciclismo a Londra. Vediamo sempre più persone che scelgono la bicicletta come mezzo di trasporto, e crediamo che con un impegno continuo da parte delle autorità locali, delle organizzazioni ciclistiche e della comunità, il ciclismo urbano diventerà sempre più popolare e accessibile a tutti.”
Londra come esempio da seguire
Possiamo dire quindi che la capitale britannica, anche malgrado l’instabilità politica dovuta a scelte dell’ultimo decennio, sta pedalando verso un futuro più verde e inclusivo. Con cambiamento culturale nei confronti degli automobilisti e la partecipazione attiva di comunità ciclistiche, Londra sta dimostrando che il ciclismo non è solo un mezzo di trasporto, ma una forma di espressione che abbraccia l’arte e le comunità attive.
[Articolo aggiornato a febbraio 2024]


















Oltre che a Londra i viaggi in bici anche a Parigi hanno superato quelli in auto e sono circa il triplo! Con chiari effetti sulla qualità dell’aria.
Ma noi italiani abbiamo dei polmoni super-resistenti a tutti gli inquinanti (ovviamente sono tristemente ironico).
Gli esempi di mobilità in bici in Europa sono lì da vedere da decenni, ultimamente Londra rappresenta un bellissimo esempio, ma l’Olanda, la Danimarca sono ciclabili da tempo. Il punto principale è la costruzione e manutenzione delle ciclabili, in secondo luogo occorre che le aziende si dotino di parcheggio bici e di strutture tipo spogliatoio dove il pendolare sudato e sporco possa rimettersi in ordine per le ore di lavoro. Poi certo, il cambio di mentalità delle persone alla guida dei mezzi è importante, ma se non si progettano le strade e le strutture per le bici il resto sono chiacchere. Un ciclista con trentacinque anni di bici nelle gambe.
La bici da tanto, così come anche le belle camminate, ma se le distanze aumentano, serve la bici.
Con una mobilità alternativa, ecosostenibile che ci induca a fare un pò di movimento, risolveremmo tanti problemi di cui ci lamentiamo quotidianamente.
Quindi, se la ” Teoria delle Finestre Rotte [ https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_delle_finestre_rotte ] ha una validità anche minima (io credo di si), allora va da se che se vogliamo migliorare la città, la vivibilità, la salute, e chi più ne ha più ne metta, dobbiamo dare il buon esempio tutti quanti, i singoli e le istituzioni.
[Questo commento non è stato pubblicato perché conteneva insulti e non aggiungeva nulla al dibattito in merito all’articolo – Bikeitalia.it]
Purtroppo, escludendo pochi eletti, chi si siede alla guida di automobili più o meno potenti e di ultima generazione, si comporta spesso con sconcertante prepotenza, dando conferma al dire comune “Tanti cavalli guidati da un somaro”. Schiacciare il pedale del gas e sentire l’accelerazione che ti comprime allo schienale della vettura, è una droga inebriante e irrinunciabile, pagata, spesso, con tanti sacrifici monetari, per l’acquisto dell’auto che si ostenta in mille modi. Per contro il ciclista, valuta con coscienza i pesi della sua bicicletta, con lo scopo di ridurre l’impegno muscolare, punto fondamentale per fare la differenza comportamentale generale.
Londra non è Inghilterra
“Gli italiani devono pensare a lavorare” cit. il ministro medievale.
“L’atteggiamento degli automobilisti londinesi verso i ciclisti sta vivendo un cambio di prospettiva. Con la crescente consapevolezza ambientale e la promozione di uno stile di vita attivo, molti conducenti si stanno dimostrando più rispettosi e consapevoli della presenza dei ciclisti sulle strade”
questo non è affatto vero. c’è una guerra spietata alle biciclette e alle Ztl che non avete idea. l’aggressività degli automobilisti londinesi è fuori dal comune e se potessero annienterebbero tutti e tutto.