Un casco da crono spaziale. Vi sarà capitato di vedere foto o video sul casco “alieno” presentato dal team Visma | Lease a Bike alla cronoprologo della Tirreno-Adriatico. Si tratta del casco Aerohead 2.0, prodotto da Giro: un casco da crono che ha destato curiosità, soprattutto per la sua forma stravagante e oversize.

L‘aerodinamica applicata al ciclismo professionistico ci ha abituato, negli anni, a soluzioni a volte bizzarre: dalle ruote a profilo altissimo, le lenticolari, i telai aero e le scelte come le leve inclinate verso l’interno di Remco Evenepoel (ora vietate dall’UCI) e adesso anche il casco da crono Giro Aerohead 2.0 della Visma | Lease a Bike.
Ma quale impatto ha l’aerodinamica sulla prestazione del ciclista? E soprattutto, se un ciclista “normale” adottasse queste soluzioni e si comprasse il casco da crono utilizzato da Vingegaard e compagni della Visma | Lease a Bike appena uscirà sul mercato, avrebbe davvero un miglioramento della sua prestazione?
L’aerodinamica nel ciclismo
Per capire come funziona l’aerodinamica del ciclismo, vi proponiamo due estratti dagli interventi tenuti a Campus Bike Convention dal prof. Marco Belloli del dipartimento di ingegneria del Politecnico di Milano e da Filippo Galli, ingegnere nel settore della ricerca e sviluppo dell’azienda Colnago.
Il comunicato dell’UCI sui nuovi caschi aerodinamici
Intanto a meno di 24 ore dalla comparsa del casco da crono Giro Aerohead 2.0 del team Visma | Lease a Bike, l’UCI ha pubblicato un comunicato ufficiale in cui annuncia che monitorerà il fenomeno dei caschi aerodinamici da crono per regolamentarlo, soprattutto in relazione alla sicurezza dei ciclisti:
“Per quanto riguarda il casco prodotto da Giro Sport Design, utilizzato dal Team Visma | Lease a Bike al prologo della Tirreno-Adriatico, così come il casco Rudy Project Windgream HL 85 (utilizzato da Bahrain Victorious) e il casco Poc Tempor (utilizzato da diversi squadre), l’UCI riconosce che, sebbene ciò possa non contravvenire direttamente ai regolamenti UCI esistenti, solleva una questione significativa riguardante l’attuale e più ampia tendenza nella progettazione dei caschi da cronometro, che si concentra più sulle prestazioni che sulla funzione primaria di un casco, vale a dire garantire la sicurezza di chi lo indossa in caso di caduta.
In considerazione dell’evoluzione di queste situazioni nonché degli altri problemi incontrati negli ultimi anni, in relazione al requisito di disponibilità commerciale, al divieto di componenti non essenziali e alla forma e dimensione dei caschi da cronometro, l’UCI intraprenderà una revisione delle sue regole sulla progettazione e l’uso dei caschi in competizione. In tal modo intende garantire che venga definito un quadro chiaro e coerente con gli obiettivi prefissati. Qualsiasi modifica al presente regolamento sarà comunicata tempestivamente dopo la sua adozione da parte degli organi competenti dell’UCI”.


















