Un festival che unisce il mondo del turismo a piedi e in bicicletta. Modi diversi, ma con tanti aspetti in comune, per esplorare i territori, conoscere persone e vivere il proprio tempo libero. Siamo stati a Breno, per la seconda edizione del festival Orme Camune Hike&Bike, che si è svolto il 29 e 30 giugno 2024.
Abbiamo raggiunto il festival pedalando lungo la ciclabile dell’Oglio, invitati da Roberto Caratti, (da poco) ex consigliere comunale con delega al turismo del comune di Breno, in Valle Camonica, ideatore e organizzatore della manifestazione.
Caratti ci ha spiegato che Breno si trova a metà strada tra Lago d’Iseo e l’alta valle che, con Ponte di Legno, Tonale e Aprica, offre località turistiche molto note e gettonate. L’idea è quella di fare conoscere al turista, luoghi che normalmente sono solo di passaggio ma che hanno tanto da raccontare, per contrastare il fenomeno del turismo mordi e fuggi. I cammini di lunga distanza ed il cicloturismo, sono strumenti formidabili per mettere in connessione chi vive i territori e chi li visita.

Le giornate di Orme Camune
Le due giornate offrivano escursioni in gruppo (sia a piedi che in bicicletta a seconda della preferenza), talk, discussioni e musica. Il pezzo forte di Orme Camune resta il castello, che svetta sopra la piazza del paese e che l’organizzazione aveva allestito come campeggio a disposizione di tutti i partecipanti.
Nella giornata di sabato i talk hanno ospitato Ersilio Ambrosini e di come la bicicletta sia stata fondamentale nel suo processo di rinascita dopo una grave malattia; Marco Ungaro, con il suo progetto di raggiungere Capo Nord da Brescia, percorrendo ogni anno un tratto degli oltre 4000 km che lo separano dal punto più a nord d’Europa. Mauro Fumagalli (Marche Bike Life) e Francesco Boggi (Cammini d’Italia) hanno infine discusso su quali fossero gli elementi che determinano il successo di un cammino o di una ciclovia e dei benefici che queste apportano al territorio.

Le tradizioni locali
Al termine dei talk una degustazione di prodotti tipici locali, come la Spongada ed il nostranissimo Brè. Il formaggio Brè viene prodotto nelle malghe dei pascoli d’alta quota del comune e invecchiato per 18 mesi nel rifugio antiaereo costruito sotto il castello di Breno, durante la seconda guerra mondiale. Un formaggio non fine a se stesso, ma nato nel 2012 per diventare esso stesso elemento di promozione e valorizzazione del territorio grazie ad un’idea dell’allora sindaco Sandro Farisoglio.

Dopo la cena ed il concerto in piazza, il castello ha accolto i partecipanti per una notte tra la magica atmosfera delle sue mura con vista sui borghi illuminati e silenziosi.

Le attività di Orme Camune
La domenica è iniziata con una lezione di yoga per il risveglio muscolare, la colazione in piazza e la partenza dei due gruppi (trekking e gravel) per le rispettive destinazioni. Noi abbiamo optato ovviamente per il beach&gravel tour, un itinerario molto piacevole attraversando Bienno, uno dei borghi più belli d’Italia ed eletto Borgo degli Artisti.
Abbiamo quindi proseguito alternando la pedalata sulle tracce del Cammino di Carlomagno ed infine sulla ciclabile dell’Oglio, premiata nel 2019 quale ciclabile più bella d’Italia.
Premio e meta di giornata un tuffo nel Lago Moro, piccolo lago alpino nel comune di Darfo Boario Terme. Bella sorpresa scoprire che la strada di accesso venga chiusa ai mezzi motorizzati, nei weekend estivi, per evitare l’assalto turistico e rendere vivibile il luogo
Orme Camune è un festival che ha tutto per accogliere cicloturisti o camminatori e far conoscere quanto la media Valle Camonica abbia da offrire. Un bel motivo per salutarsi e dirsi arrivederci alla prossima edizione.
(in collaborazione con Comune di Breno)





















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