Mobilità

“La nostra forza è nella collaborazione”: Luigi Menna si candida alla guida di FIAB

“La nostra forza è nella collaborazione”: Luigi Menna si candida alla guida di FIAB
Luigi Menna (foto di Roberto Cavallini)

Tesoriere uscente, membro della Presidenza di FIAB e del Consiglio Nazionale, Luigi Menna si candida alla presidenza della Federazione per il prossimo triennio, in continuità con il percorso tracciato dall’attuale presidente Alessandro Tursi. Con l’immancabile sorriso che lo contraddistingue anche nei momenti più impegnativi, Menna unisce un’esperienza consolidata nella gestione finanziaria di FIAB e del Terzo Settore a un forte impegno nella promozione della mobilità attiva.

Ha guidato la trasformazione di FIAB in Ente Morale e APS e ora propone un programma basato su condivisione, competenza e gioco di squadra. Il suo obiettivo consiste nel rafforzare la rete delle oltre 200 associazioni locali e consolidare il ruolo di FIAB come interlocutore di riferimento a livello istituzionale, proseguendo il lavoro dell’ultimo triennio in cui FIAB ha sviluppato importanti collaborazioni con UNESCO, UNICEF e CSV oltre che con FAI, WWF e altre organizzazioni.

Nel corso dell’intervista rilasciata a Bikeitalia, il candidato alla presidenza nazionale di FIAB approfondisce le sue strategie per garantire la sostenibilità economica della Federazione, potenziare il cicloturismo e promuovere la sicurezza stradale. Menna, con un approccio pragmatico, sottolinea l’importanza di un modello di governance collaborativo, del coinvolgimento attivo dei volontari e dell’adozione di strumenti digitali per migliorare l’efficienza e la comunicazione interna di FIAB.

Nell’ultimo mandato ha fatto parte del direttivo nazionale ed è il Tesoriere uscente: com’è maturata la decisione di candidarsi alla guida di FIAB per il prossimo triennio e quale sarà l’approccio che avrà come presidente, se sarà eletto?

Sono stati tre anni entusiasmanti, passati con persone di primordine esperti di ciclabilità, comunicazione e urbanistica da cui ho imparato molto e con le quali si è creata una profonda amicizia, oltretutto raggiungendo obiettivi impensabili a inizio mandato: consolidamento e riorganizzazione della struttura; diffusione sul territorio; creazione di una serie di collaborazioni e accordi con partner di alto livello, UNICEF e Rete Cattedre UNESCO per citarne alcuni. Vivendo a Roma ho partecipato in rappresentanza di FIAB a riunioni ufficiali, sia in ambienti istituzionali – Camera dei Deputati e Senato – che altri ambiti dove è stato possibile far conoscere FIAB e intrecciare rapporti con altre organizzazioni.

È stato naturale, dopo attenta valutazione, accettare la proposta di candidarmi per guidare FIAB per il prossimo triennio, considerando l’impossibilità dell’attuale presidente Alessandro Tursi a riproporsi per la carica.

Per il futuro ho delle idee molto chiare. Da ragazzo ho fatto molti anni di volontariato; in seguito da commercialista per me è stato naturale specializzarmi nel Terzo Settore, quindi riesco a unire la professionalità con la comprensione del mondo associativo, i cui principi fondamentali sono la condivisione, la comunanza di obiettivi e la comunicazione: in breve “gioco di squadra”. È fondamentale per il futuro formare una squadra competente con ruoli precisi e obiettivi chiari. La “persona sola al comando” per me è solo una figura utopistica senza basi nella realtà quotidiana. Sono quindi pronto ad aiutare a coordinare l’attività dei consiglieri che saranno eletti.

Luigi Menna candidato alla presidenza nazionale FIAB
(foto di Roberto Cavallini)
Il suo programma prevede la creazione di uno “scambio permanente” tra le associazioni FIAB, evitando campanilismi: come immagina il funzionamento di questa iniziativa e quali benefici concreti porterà alle diverse realtà locali?

Per il futuro di FIAB intendo dare un senso sempre più forte alla parola Federazione, cioè una collaborazione continua tra il vertice e le circa 200 tra associazioni locali e sezioni con un continuo scambio di informazioni per affrontare insieme i problemi del territorio. Lo scambio di informazioni è “orizzontale”, cioè tra le singole associazioni del territorio, e “verticale”, cioè tra queste, i loro coordinamenti regionali e ovviamente con la parte dirigente di FIAB.

In questa maniera si potranno creare nuove associazioni sul territorio italiano, in particolare al Sud. Sottolineo il ruolo fondamentale dei Coordinamenti regionali, anello di congiunzione con la Federazione e sempre più elemento di dialogo con le Amministrazioni Regionali. Le faccio l’esempio delle Ciclovie Nazionali, dove l’apporto delle Regioni è primario e il ruolo dei Coordinamenti assume un compito non sostituibile.

Da Tesoriere, dati alla mano, ha contribuito a migliorare la situazione finanziaria di FIAB. In che modo questa esperienza si traduce nella gestione e nel sostegno dei progetti legati alla mobilità ciclabile?

Il consolidamento della situazione finanziaria di FIAB ha permesso di concentrarci sui veri obiettivi e sui compiti che danno un senso alla nostra esistenza: mobilità sostenibile, ciclabilità e tutela dell’ambiente. Ovviamente non bisogna abbassare la guardia: come ogni struttura no profit la nostra esistenza dipende dalle quote associative e dai finanziamenti a fronte delle convenzioni e dei progetti. Questi consentono inoltre di coinvolgere professionalità di alto livello e di attuare progetti su tutto il territorio nazionale.

Penso ad esempio al progetto Comuni Ciclabili che è ormai alla sua ottava edizione e valutando la ciclabilità di un territorio, stimola i sindaci più virtuosi a migliorare sempre più il benessere dei cittadini. In parallelo è sicuramente da continuare la certificazione FIAB “Azienda Bike Friendly” (CFE-ITA) che riconosce ufficialmente le aziende che si contraddistinguono per aver realizzato al loro interno un ambiente di lavoro che promuove e sostiene l’utilizzo della bicicletta.

Lungo la Cassia Vetus
Nel suo programma lei pone grande enfasi sul ruolo dei volontari e dei soci: quali strategie adotterà per valorizzare e rafforzare il contributo dei volontari, in particolare nelle aree del Sud Italia?

Come Associazione di Promozione Sociale la figura del socio volontario è vitale. Il problema da affrontare è come coinvolgere la prossima generazione di possibili soci; mi riferisco ai 30-40enni che spesso hanno famiglia e figli. Oltre a proporre soluzioni cicloturistiche, possiamo coinvolgerli insieme ai loro figli (attività nelle scuole), oppure tramite iniziative di attivismo urbano.

Il mio concetto di Sud non è solo geografico, ma comprende le zone di tutta Italia dove la ciclabilità non riesce a diffondersi, magari a causa di un’amministrazione locale miope. Partiamo dalla Scuola per incidere realmente sul territorio, sia a livello centrale e il Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione (Governo Draghi) ne è un esempio, sia e soprattutto a livello locale, dove i nostri volontari svolgono un lavoro continuo e fondamentale andando nelle scuole con un rapporto diretto con ragazze e ragazzi.

L’Italia è piena di luoghi dove il cicloturismo può essere la soluzione alla rinascita economica. Ricordiamoci che in Europa il fatturato annuo del cicloturismo è uguale a quello del turismo crocieristico, 50 miliardi di euro. In questo contesto FIAB ha un ruolo di protagonista, è Centro di Coordinamento EuroVelo per l’Italia e da anni gestiamo il sito Bicitalia.it la rete ciclabile italiana.

Un altro strumento è rappresentato dal servizio civile, che oltre a consentire ai ragazzi di formarsi un’esperienza nel sociale, può essere uno strumento per formare i dirigenti FIAB del futuro.

La sua passione per la bicicletta, nata per motivi di salute e consolidatasi nel tempo, ha segnato la sua vita personale e professionale: in che modo questa esperienza influisce sulla sua visione per promuovere la cultura ciclabile in Italia e qual è stato il suo percorso in FIAB?

Come spesso capita, l’ingresso nel modo della bici è avvenuto in maniera fortuita, nel mio caso per motivi di salute. Oggi la bicicletta è il mezzo che preferisco per spostarmi dentro Roma per lavoro, non solo per il percorso casa-ufficio ma per andare presso i clienti. Mi piace pensare che il mio non è un b2w (bike to work) ma un b4w (bike for work)!

Uso la bicicletta anche per turismo e dalla semplice pedalata domenicale fuori porta sono arrivato a organizzare cicloviaggi avventurosi che mi hanno portato dalla Spagna (Cammino di Santiago) a Istanbul (via Ignazia) e dall’Inghilterra (via Francigena da Canterbury) al Sud Italia (Sicily Divide).

Ho conosciuto FIAB circa 15 anni fa su internet: essendo un attivista da una vita ho voluto dare un senso ulteriore alla bicicletta e quindi mi sono iscritto online. Vista la mia esperienza professionale è stato naturale ricoprire il ruolo di tesoriere della mia associazione FIAB di Roma, Ruotalibera, di cui sono tutt’ora consigliere. Nel 2019 in occasione dell’assemblea nazionale di Ravenna ho conosciuto il presidente Alessandro Tursi che mi chiese “un piccolo aiuto” amministrativo. Il piccolo aiuto è poi diventata la carica ufficiale di Consigliere e Tesoriere FIAB ed eccoci arrivati a oggi.

Sono un ciclista, orgoglioso di esserlo: quando vado alle riunioni “importanti” metto il caschetto in evidenzia: “Che si sappia!”.

Luigi Menna pedala in Andalusia
La sostenibilità finanziaria è al centro del suo programma, con particolare attenzione alla ricerca di fondi e convenzioni stabili. Quali idee ha per coinvolgere enti pubblici e privati in questo percorso di consolidamento?

Dobbiamo essere sempre di più degli interlocutori affidabili, competenti e con un curriculum di rilievo; sono convinto che solo così possiamo presentarci agli enti pubblici e ai potenziali partner. Il percorso intrapreso in questi anni ci ha portato non solo a entrare formalmente nel Terzo Settore, ma ad ottenere la personalità giuridica e la veste di Ente Morale.

Sono già nella fase operativa importanti collaborazioni con organizzazioni di primaria importanza, primi fra tutti UNICEF, Rete Cattedre UNESCO, o l’Associazione Europea delle Vie Francigene. L’attuale veste di ente del terzo settore ci consente di partecipare a bandi pubblici per il finanziamento di progetti, in modo da essere più incisivi su tutto il territorio italiano.

Propone l’ottimizzazione dei processi e una maggiore integrazione tecnologica, anche attraverso una sede unica a Milano. In che modo questa scelta potrà migliorare la comunicazione e l’efficienza all’interno di FIAB?

Oggi è impensabile prescindere dagli strumenti informatici per la comunicazione, pensiamo solo all’importanza dei social nella vita di tutti i giorni. Stiamo investendo non solo negli strumenti ma anche nel personale: abbiamo di recente assunto una giovane e promettente risorsa come social media manager, con il compito di rendere veloci ed efficaci le comunicazioni tramite i social.

Gli strumenti non servono solo per comunicare all’esterno ma per rendere più semplice la comunicazione interna, pensiamo solo ai vantaggi delle riunioni in videoconferenza. Per la prossima assemblea stiamo organizzando una piattaforma telematica che consentirà di partecipare in remoto, ma soprattutto di votare, alle associazioni che non potranno essere presenti. È un modo ulteriore per garantire la democrazia all’interno di FIAB.

Lo staff di FIAB che lavora a Milano è stato, per motivi diversi, rinnovato e ringiovanito, per rispondere alle esigenze di rapportarci con enti, amministrazioni pubbliche, università. Un cambiamento (simbolicamente) iniziato nel 2019 con il cambio della parola “Amici” con “Ambiente” nell’acronimo FIAB.

Nel suo programma fa riferimento al “gioco di squadra” all’interno dell’associazione sostenendo che “la nostra forza sta nella collaborazione”: quali strumenti e metodi intende implementare per favorire questo aspetto e monitorarne i risultati?

Il “gioco di squadra” è il mio mantra, da sempre. La squadra è vincente se c’è rispetto tra i suoi componenti, se si definiscono chiaramente i ruoli e le competenze, e si individuano degli obiettivi comuni. In FIAB la situazione è complessa in quanto va gestita la collaborazione tra lo staff e i consiglieri, e tra questi e la presidenza. In quest’ottica non mi vedo come possibile “capo” ma piuttosto come un organizzatore, che oltre a risolvere i problemi non deve perdere di vista la rotta, la mèta e le opportunità.

Luigi Menna saluta in bici
(foto di Roberto Cavallini)
Secondo lei quali sono attualmente le principali sfide per chi usa la bici in Italia e come si rifletteranno nelle politiche di FIAB nei prossimi anni?

Vivo a Roma e utilizzo la bicicletta tutti i giorni, sia per lavoro che per diletto. Posso dire di racchiudere le due anime FIAB, le battaglie per una ciclabilità diffusa e sicura e il cicloturismo. Dall’inizio dell’anno Roma conta 19 pedoni uccisi dalle auto e anche io in passato sono stato investito mentre ero in bici. In quest’ottica la sfida principale è migliorare l’attuale Codice della Strada e spingere le amministrazioni locali verso il modello di Città 30 che risulta vincente nelle città che lo hanno adottato. Non si tratta di una soluzione ideologica e lo sta dimostrando Bologna, che a un anno dall’entrata in vigore di Bologna30 ha ottenuto risultati molto soddisfacenti come -49% di persone decedute, +10% di persone in bici e soprattutto zero pedoni uccisi.

L’altro pilastro della nostra attività continua a essere il cicloturismo di qualità; abbiamo sottoscritto un accordo con la Regione Calabria per la certificazione EuroVelo della Ciclovia dei Parchi e abbiamo presentato proposte analoghe ad altre Regioni.

Considerato il rapido mutamento del Terzo Settore, quali saranno le sue priorità immediate e come si prepara ad affrontare le nuove sfide per garantire una FIAB innovativa e solida nel prossimo mandato?

Dall’inizio del mio attuale mandato come tesoriere FIAB mi sono dedicato ad aiutare anche le associazioni ad intraprendere il percorso per diventare a loro volta APS, tramite webinar e con contatti diretti. La riforma del Terzo Settore non si è conclusa e continueremo ad accompagnare le associazioni in modo che si possano consolidare e diventare sempre più anche loro delle interlocutrici valide con le amministrazioni locali. La vera forza di FIAB è nella rete formata dalle nostre associazioni locali.


FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) è un’organizzazione che promuove la mobilità ciclistica e sostenibile in Italia. Attraverso le sue associazioni locali, si impegna per la tutela dell’ambiente, la sicurezza stradale e lo sviluppo di infrastrutture ciclabili.

L’Assemblea nazionale elettiva delle associazioni FIAB si terrà a Parma dall’11 al 13 aprile 2025. Le associazioni partecipanti avranno diritto di voto in base al numero di soci, secondo la tabella ufficiale di attribuzione dei voti. Per poter esercitare il diritto di voto, ciascuna associazione dovrà inviare la delega firmata dal proprio presidente entro il 7 aprile 2025.

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Commenti

  1. Massimo ha detto:

    ottimo programma .

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