Bici

La mia prima Blockhaus Marathon

La mia prima Blockhaus Marathon
Blockhaus Marathon Annalisa Prato, crediti Vito Favia

La mia prima visita alla terra abruzzese è stata in occasione della Blockhaus Marathon. Dopo aver seguito più volte dalla televisione il Giro d’Italia, sia maschile che femminile, transitare in questo territorio, ho deciso che avrei dovuto trovare il modo di lasciare le mie amate Alpi e andare in prima persona a pedalare sulle salite appenniniche. È così che la granfondo Blockhaus Marathon è risultata subito la “scusa” perfetta per organizzare una trasferta verso nuovi orizzonti.

I percorsi

La granfondo offre la possibilità di scegliere tra due percorsi, entrambi con partenza e arrivo nel bellissimo borgo medievale di Pratola Peligna: mediofondo (99 km e 1487 m di dislivello) e granfondo (147 km e 3024 m di dislivello).

Il primo affronta il Passo San Leonardo, mentre il secondo affronta prima l’iconico Blockhaus e poi il Passo San Leonardo. Inutile dirvi che, dopo 800 km di macchina, l’intenzione è sicuramente quella di mettersi alla prova sul percorso più impegnativo. D’altronde io sono venuta qui per scalare il mitico Blockhaus e vedere se questo è all’altezza delle nostre salite alpine!

Altimetria Blockhaus Marathon

Un viaggio così lungo non potevo affrontarlo da sola, così ho chiesto di accompagnarmi al mio Direttore Sportivo personale, ovvero mio papà (ormai più noto come Bradipappo). Lui non sa dirmi di no e quindi… si parte per questa nuova avventura.

La preparazione alla Blockhaus Marathon

Una gara così impegnativa non si può improvvisare. Ho programmato questa trasferta quest’inverno, in modo tale da arrivare pronta. A inizio gennaio sono stata operata per rimuovere delle placche dalla mia mano sinistra e, dopo due settimane, sono riuscita a iniziare gli allenamenti.

I primi due mesi li ho dedicati alla costruzione di una buona base aerobica, in particolare privilegiando le uscite lunghe a bassa intensità e l’allenamento della forza. Da quest’anno mi sono attrezzata con un bilanciere a casa. In questo modo non ho più la necessità di andare in palestra e posso effettuare comodamente due sessioni di allenamento della forza a settimana.

In primavera ho iniziato ad aumentare le intensità di allenamento e ho affrontato alcune granfondo di preparazione. Dopo aver partecipato al Giro di Sardegna, a fine aprile, ho recuperato una settimana e successivamente ho iniziato ad allenarmi sulle lunghe salite alpine, che ho la fortuna di avere a un passo da casa mia. In questo periodo ho alternato dei blocchi per l’allenamento del VO2 max a dei blocchi per l’allenamento della soglia anaerobica, inserendo nel mezzo una granfondo molto impegnativa come la Marcialonga Cycling.

Annalisa Prato bici Blockhaus

Il timore del caldo e la bici

Dopo un breve recupero e un altro piccolo blocco di allenamenti ad alta intensità, ora sono pronta per affrontare questa gara impegnativa. L’unica cosa a cui non mi sento pronta è il caldo. Mi spaventa perché io amo il freddo, non il caldo, e anche perché non ho ancora avuto l’occasione di allenarmi con temperature così elevate quest’anno. Domenica si prevedono fino a 36 gradi a Pratola Peligna.

Per quanto riguarda la bicicletta, utilizzerò una Officine Mattio, con ruote a basso profilo sempre di Officine Mattio, montata con SRAM Red con rapporti molto agili (46-33 corone anteriori e 10-30 corone posteriori), i quali mi permetteranno di mantenere una cadenza di pedalata elevata anche sulle pendenze del Blockhaus, consentendomi di non affaticare troppo la muscolatura.

Primo giorno alla Blockhaus Marathon: il viaggio

Ore 9.30 carichiamo le bici e siamo pronti a partire! Cuneo-Pratola Peligna, 800 km, 8 ore di viaggio previste. Le code lungo la strada non mancano e l’Abruzzo sembra un miraggio, ma tra una Coca-Cola, un panino, un gelato e innumerevoli playlist finalmente arriviamo a Pratola Peligna… ore 19.30. Non male!

Decidiamo subito di entrare nel mood abruzzese e andiamo a cenare al Ristorante Il Carro, un bellissimo locale con cucina tipica. L’accoglienza è calorosa e i piatti prelibati. Non possiamo non assaggiare gli arrosticini.

Secondo giorno: il pre-gara

Pre-gara Annalisa Blockhaus

Il giorno che precede la gara è per me l’occasione di fare un breve giretto in bici di attivazione, per sgranchire le gambe dal lungo viaggio e prepararmi ad affrontare la granfondo. Decido di percorrere un anello di 50 km e 1000 metri di dislivello nella speranza di trovare un po’ di frescura tra le montagne. Non trovo grande frescura, ma sicuramente trovo dei posti stupendi, poco trafficati e con ottimo manto stradale.

Affronto una salita che da Popoli Terme mi porta a San Benedetto in Perillis, per poi scendere ad Acciano e rientrare da Raiano, passando per le bellissime Gole di San Venanzio. Una salita niente male, con pendenze importanti, specialmente nell’ultima parte. Le gambe sono calde e spero anche pronte per affrontare la gara di domani.

Accoglienza e serata

Dopo un pranzo sportivo è il momento di ritirare il pacco gara. Vengo accolta dalla simpatia degli organizzatori, nonché dal calore degli speaker Marcello Finelli e Marco Pianura, i quali rendono l’atmosfera allegra e divertente.

Ora non resta che sistemare il pettorale e preparare gli integratori per affrontare la gara. La mia nutrizionista, Samantha Arnaudo, mi ha preparato minuziosamente un piano per l’integrazione durante la gara.

Fondamentale sarà curare l’idratazione, poiché si prevede una giornata davvero bollente. La mia strategia sarà integrare con prodotti contenenti sodio (gel, barrette e bevande), poiché quest’ultimo è il microelemento che più si perde attraverso la sudorazione.

Un’altra cena sportiva con mio papà guardando un film divertente. È importante rilassare la mente oltre che il corpo. Per prendere sonno la mia alleata è la melatonina. Domani sarà una lunga giornata.

Terzo giorno: la Blockhaus Marathon

Blockhaus Marathon Annalisa Prato

Sveglia ore 6.06 e colazione. Il mio solito porridge di riso con yogurt greco e mirtilli, insieme a latte di soia, gallette di riso e marmellata, serve a ripristinare le riserve di glicogeno e darmi la carica per affrontare questa giornata impegnativa.

La partenza è alle ore 9. Un primo passaggio turistico dentro il borgo di Pratola Peligna serve a omaggiare questo paese per l’ospitalità. Oltrepassato il paese di Popoli Terme, è gara vera.

Fa già caldissimo e io soffro, consapevole che è così per tutti quanti. Affronto la prima salita di San Valentino con il gruppo di testa, ma allo scollinamento prendo da bere e mi stacco. So che sul Blockhaus non posso esagerare e devo fare il mio passo.

Sul Blockhaus

È il momento di affrontare questa salita iconica. Si presenta fin da subito per quello che è: le pendenze non perdonano e il caldo è torrido.

Sono la prima donna, ma non riesco a spingere come vorrei, fatico molto e così, a un tratto, la seconda donna rientra su di me insieme al suo gregario. Io sono sola e vedo che lei è affaticata, quindi scelgo di provare a rimanere insieme a lei fino in cima. Per fortuna l’ultima parte della salita è ombreggiata, mi sembra di recuperare un po’ di forze. Vedo la cima: sono senza parole per lo spettacolo che mi si presenta.

Blockhaus Marathon Annalisa Prato

In discesa e collaborazioni

La discesa è velocissima, rettilinei pendenti in cui devo solo cercare di essere più aerodinamica possibile. Io amo le discese e questa mi fa divertire. Il manto stradale è perfetto. Mi accorgo che sono riuscita a staccare la mia avversaria.

Cerco collaborazione con qualche uomo nella seconda ascesa a San Valentino e nel Passo San Leonardo, ma purtroppo ne trovo poca. Le energie sono poche per tutti. Invece, io mi sento molto meglio di prima, quindi inizio a spingere più che posso, anche se le pendenze dolci del Passo San Leonardo non mi facilitano la vita.

Lungo la salita c’è papà che mi aspetta per fare il tifo e passarmi una borraccia con sali minerali. In quel momento è stato il miglior regalo che potesse farmi al mondo. Arrivo in cima all’ultima salita insieme a un signore, con cui proseguo di comune accordo fino al traguardo.

L’arrivo e il calore delle persone

Il caldo è davvero asfissiante, ma riesco a concludere la granfondo come prima donna assoluta. Per me è una soddisfazione enorme, dal momento che è la mia prima volta in Abruzzo e anche la prima partecipazione a questa gara.

Ad attendermi al traguardo c’è un ricco pasta party. Non aspettavo altro. Il menù è pazzesco: pane, porchetta, pomodori e macedonia di frutta fresca. Al chiosco bevo qualsiasi cosa e scopro la bontà del bubble tea.

È stata una giornata durissima, ma sono estremamente soddisfatta sia dell’eccellente organizzazione che del percorso di gara. Mi sono divertita, nonostante il caldo atroce.

È stata una bella sfida e sicuramente gli Appennini non hanno nulla da invidiare alle Alpi. Sono stata accolta dal calore delle persone e dalla bellezza degli scorci panoramici, sono a 800 km da Cuneo, ma qui già mi sento a casa.

Quarto giorno: il post-gara e la salita di Campo Imperatore

Il giorno dopo la gara è sempre quello che mi godo di più. Decido con mio papà di andare a visitare uno dei luoghi più suggestivi dell’Abruzzo: Campo Imperatore. Ci spostiamo a Calascio in macchina e da lì partiamo in direzione Santo Stefano di Sessanio e, dopo una dolce salita, arriviamo nell’altopiano di Campo Imperatore.

Campo Imperatore di Annalisa Prato

Sono affascinata dal panorama che mi trovo di fronte. Mi sento piccolissima in mezzo all’immensità delle montagne del Gran Sasso. Rimango incantata ed è vero amore a prima vista per questo posto. Tuttavia, non posso fermarmi qui: anche se le gambe sono ancora dolenti da ieri, decido di affrontare la mitica salita di Marco Pantani che porta in vetta a quota 2132 metri. Le pendenze sono elevate e il vento contro non facilita l’ascesa, ma nonostante tutto, sia io che mio papà arriviamo in cima. Il panorama da lassù ripaga certamente lo sforzo della scalata.

Ci buttiamo giù con il vento in poppa e ci godiamo un meritato pranzo al ristoro Mucciante. Qui i ristoratori vendono la carne e poi tocca a te cuocerla sulla brace. È l’“epopea” dell’arrosticino. Noi però vogliamo carboidrati e optiamo per due panini con prodotti locali, ma rigorosamente scaldati sulla brace, di fianco alla carne.

È il momento di ridiscendere in direzione Castel del Monte per completare l’anello rientrando a Calascio.

Concludo così questa prima trasferta abruzzese: la vittoria della granfondo Blockhaus Marathon, ma soprattutto tanti ricordi di luoghi e persone stupende. “Prima” perché sto già pianificando quando tornare!

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *