[In calce all’articolo è presente una precisazione da parte dell’Ufficio del Turismo di Sanremo]**
La chiamano “misura sperimentale”. Ma per molti ciclisti della Riviera ligure suona come un precedente pericoloso. Dal 23 al 28 febbraio 2026, durante la settimana del Festival di Sanremo, la pista ciclopedonale della Ciclovia Tirrenica sarà chiusa ogni giorno dalle 16 alle 2 di notte e aperta al transito di navette elettriche, taxi e NCC autorizzati. L’obiettivo dichiarato dal Comune è chiaro: decongestionare il traffico cittadino nei giorni in cui migliaia di persone si riversano in città per la kermesse canora.
Una soluzione intelligente o un passo indietro sulla mobilità sostenibile?
Il piano del Comune: navette sulla ciclabile per “alleggerire” le strade
Il progetto, definito nei dettagli in Comune alla presenza dell’assessore al turismo Alessandro Sindoni, del sindaco Alessandro Mager, dei vertici di Amaie Energia e Servizi e della polizia locale, prevede un doppio asse lungo la pista ciclopedonale.
Da levante, le navette partiranno dall’ex passaggio a livello di Arma di Taggia fino all’altezza del Morgana, con fermate intermedie sul lungomare di Bussana, all’uscita della galleria Tre Ponti e a La Brezza. Da ponente, invece, il collegamento sarà tra Pian di Poma e l’ex stazione ferroviaria di piazza Cesare Battisti.
In totale saranno operative sei navette – quattro a ponente e due a levante – con tempi di percorrenza tra i 10 e i 12 minuti, più tre mezzi pronti a entrare in servizio in caso di grande affluenza. L’accesso alla pista, nella fascia 16-02, sarà consentito anche a un numero limitato di taxi e NCC, che potranno transitare a velocità ridotta dietro le navette.
La tariffa? 20 euro al giorno per il parcheggio, con braccialetto incluso per salire sui mezzi.
Secondo il sindaco, il piano renderà “più agevole l’accesso al centro”, alleggerendo la pressione sulle strade urbane. È prevista anche una web app per la geolocalizzazione dei parcheggi e circa 70 addetti lungo il percorso per assistere residenti e turisti.
Tutto molto organizzato. Sulla carta.
La posizione di Fiab: “Una ciclabile non è una strada di compensazione”
La risposta* di FIAB Riviera dei Fiori non si è fatta attendere. In una lettera firmata dal presidente Dario Messina, l’associazione esprime “forte preoccupazione e ferma contrarietà” alla delibera del 19 dicembre scorso che autorizza il transito di veicoli a motore sulla pista ciclabile in occasione del Festival.

E qui il punto si fa politico.
Secondo Fiab, in un contesto già congestionato dal traffico, le politiche pubbliche dovrebbero incentivare gli spostamenti a piedi, in bici e con il trasporto pubblico, non aprire le infrastrutture ciclabili ai mezzi motorizzati.
La parola che inquieta di più è “sperimentazione”. Perché ogni sperimentazione, se non ben delimitata, rischia di diventare consuetudine.
Fiab Riviera dei Fiori solleva una serie di domande che meritano risposta:
- Quali parametri strutturali e di sicurezza verranno monitorati?
- Quali benefici concreti si intendono ottenere?
- È stato valutato il bilancio costi-benefici, considerando che una ciclabile non è progettata come una strada carrabile?
- Sono previsti percorsi alternativi protetti per i ciclisti durante la chiusura?
In assenza di questi elementi, la “sperimentazione” rischia di essere una scelta discrezionale priva di basi tecniche solide.
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Il rischio concreto: meno bici, più motori
C’è poi un effetto collaterale tutt’altro che secondario.
La Ciclabile della Riviera dei Fiori è l’unico asse continuo e sicuro per chi si muove in bici tra Sanremo e i comuni limitrofi. Se viene interrotta o cambia funzione per metà giornata, molti cittadini potrebbero scegliere scooter o automobile per i loro spostamenti quotidiani.
Risultato? Più traffico, non meno.

L’esperienza internazionale insegna che le infrastrutture hanno una funzione primaria non negoziabile. Una ciclabile serve a far transitare in sicurezza biciclette e pedoni (così come i mezzi di soccorso, laddove necessario, ndr). Se quella funzione viene meno, anche temporaneamente, cala la fiducia degli utenti e diminuisce la propensione all’uso.
E quando la fiducia si rompe, ricostruirla è difficile.
Un’infrastruttura premiata, ma sempre più “elastica”
C’è un altro elemento che rende la vicenda ancora più delicata.
Nel 2025 proprio questa infrastruttura ciclabile ha ottenuto il premio IGRAW – Italian Green Road Award – come migliore ciclabile italiana. Un riconoscimento importante, che ha portato prestigio e visibilità al territorio.
Eppure, negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli utilizzi impropri: manifestazioni automobilistiche a Ospedaletti, interruzioni senza percorsi alternativi al ponte di Taggia, ora l’apertura ai mezzi motorizzati a Sanremo.
È possibile che un’infrastruttura che genera ricchezza, turismo e reputazione debba diventare uno spazio “jolly” da usare quando serve?
Fiab chiede almeno alcune condizioni minime: limitare il transito alle sole navette pubbliche indispensabili, escludere taxi e mezzi privati, fissare limiti rigorosi di peso, circoscrivere gli orari alle fasce di minore presenza ciclistica, prevedere risorse per eventuali ripristini e aprire un tavolo di confronto per le edizioni future.
Trasparenza e scelte pubbliche
In conclusione, come Bikeitalia, ci sentiamo di fare un piccolo inciso. Consultando il sito del Comune di Sanremo ci siamo accorti che la delibera del 19 dicembre 2025 è stata pubblicata sull’albo pretorio del Comune per due settimane (dal 30 dicembre 2025 al 14 gennaio 2026, ndr), come previsto dalla legge.
Ma – contrariamente ad altre delibere – non è liberamente consultabile online in modo semplice e immediato per i cittadini. In un momento in cui si chiede fiducia e collaborazione alla comunità, soprattutto in vista di un evento come il Festival di Sanremo che attira l’attenzione di tutto il mondo, la trasparenza da parte dell’Amministrazione dovrebbe essere totale. Così come l’accessibilità alle delibere che riguardano un’infrastruttura importante e strategica come la ciclabile.
Il Festival è contro la mobilità ciclistica?
Il Festival di Sanremo è una vetrina internazionale. Porta indotto, visibilità, lavoro. Nessuno lo mette in discussione.
Ma proprio perché è un evento “straordinario” – si legga: “fuori dall’ordinario” – dovrebbe essere l’occasione per mostrare una città capace di gestire i flussi di traffico con soluzioni coerenti con la transizione ecologica, non per sospendere – anche solo temporaneamente – uno dei suoi pilastri.
La domanda, in fondo, è semplice: per cinque giorni di traffico in più, vale la pena cambiare la natura di una delle ciclabili più belle e premiate d’Italia?
Oppure è il momento di immaginare soluzioni che non mettano mai in competizione auto e biciclette?
Il dibattito è aperto. E riguarda non solo Sanremo, ma il modello di città che vogliamo per il futuro.
*[Fonte]
**[L”Ufficio Turistico di Sanremo fa presente in una nota a Bikeitalia che al seguente link
disponibili tutte le informazioni ufficiali relative alla temporanea variazione del tratto di pista ciclabile che interessa la città di Sanremo durante i giorni della settimana del Festival]





















il solito provvedimento calato dall’alto per interesse privato e non pubblico… ma dov’è lìopposizione? Perché l’ente che gestisce la ciclabile non si è opposto? Chi avvantaggia questo tipo di intervento?
Diteci chi gestisce il servizio e in che modo è stato appaltato, e poi perché la ciclabile? Fermate le auto private, per far passare le navette sull’Aurelia, oppure gestite il traffico, ma perché penalizzare i cliclisti? Io ho casa in zona Vesca, mi sono sempre spostata in bibicletta durante il festival (ma anche per altre manifestazioni), anche di sera, elogio la pista ciclabile come possibilità alternativa all’auto, e ora?
Scekta sbagliatissima, antistorica, e che evidenzia come per ogni cosa il popolo venga messo da parte di fronte a persone importanti e influenti, che magari pagano meno tasse di noi… i diritti dei cittadini comuni calpestati continuamente e senza pudore
A mio parere le piste ciclabili, quando non sono strade a sé stanti , ma ricavate da restringimento della corsia promiscua , magari protetta da cordoli , sono una boiata pazzesca.
Vanno benissimo per i bambini o per i cicloturisti , ma sono impraticabili ad uso sportivo , in quanto percorribili a 25km/h max , e in caso di traffico, anche meno.
Così ci si ritrova a condividere la corsia ristretta con automobilisti strombazzanti .
Una boiata colossale proprio degna di un paese che si fa chiamare civile e soprattutto quando va a BACCHETTARE gli altri paesi dell’Europa su come si devono soccorrere i naufraghi credendo di impartire lezioni a tutti e poi decide di fare QUESTE immonde BOIATE di enorme squallore ai sui cittadini italiani. La ciclabile non va toccata perché non è lei il problema , ma bensì per cm la vedi io , un comune che denota grande inettitudine nel risolvere una questione la viabilità. Mi spiace ma con questa pessima uscita mi è scaduto un po’ tutto quel territorio perché visti i risultati delle opere fatte per attraversala in bicicletta non pensavo che il cervello arrivasse a tanto .
dal loro sito “https://www.sanremoliveandlove.it/parking-festival-e-servizio-navetta” :
Dal 24 al 28 Febbraio, la pista ciclabile resterà chiusa dalle ore 16:00 alle ore 02:00 per ragioni di sicurezza e organizzazione legate al Festival, ma resterà aperta nel tratto centrale tra la vecchia stazione ferroviaria e il Sud Est
resterà chiusa, ma siamo noi a non capire
occupare ad oltranza dalle 16 alle 02.00
Volevo segnalare al Sig. Andrea Passioni una piccola curiosità: ad Oslo, il Re di Norvegia viaggia in tram, e ha dichiarato che i suoi cittadini sono la sua scorta per la sua sicurezza. Lasci per favore la ciclabile ai ciclisti, e se qualche celebrità ha fretta, per favore si muova per tempo col suo mezzo motorizzato oppure pedali sulla ciclabile insieme ai cittadini. Come fa un noto cantante italiano che ha organizzato anche un concerto raggiungibile soltanto in bici, e grande appassionato di cicloturismo. Sarebbe un bellissimo spot per una bella città vedere personaggi noti pedalare con altri appassionati.
Condivido l’ idea di Davide.
Io ci sono.
Nel sito ufficiale segnalato dall’Ufficio Turismo nel primo commento si precisa che:
‘Dal 24 al 28 Febbraio, la pista ciclabile resterà chiusa dalle ore 16:00 alle ore 02:00 per ragioni di sicurezza e organizzazione legate al Festival, ma resterà aperta nel tratto centrale tra la vecchia stazione ferroviaria e il Sud Est.’
È tutto chiaro: la pista sarà ‘chiusa per ragioni di sicurezza e organizzazione legate al Festival’, non per far transitare navette ed ncc :-)
https://www.sanremoliveandlove.it/parking-festival-e-servizio-navetta/
Buongiorno,
sono afferente all’Ufficio Turismo del Comune di Sanremo e mi occupo della comunicazione e promozione turistica della città.
Con la presente si comunica di aver provveduto a segnalare l’articolo in oggetto alla Segreteria del Sindaco e alla Responsabile Stampa dell’Ente, in quanto contiene informazioni parziali e non corrette, corredate da slogan non appropriati che non rappresentano in modo fedele la situazione attuale.
Al seguente link
https://www.sanremoliveandlove.it/parking-festival-e-servizio-navetta/
sono disponibili tutte le informazioni ufficiali relative alla temporanea variazione del tratto di pista ciclabile che interessa la città di Sanremo durante i giorni della settimana del Festival.
Siete pertanto cortesemente e caldamente invitati a provvedere con la massima sollecitudine all’aggiornamento dei contenuti pubblicati, attenendovi alle informazioni ufficiali fornite dall’Amministrazione.
In attesa di un vostro riscontro, si porgono cordiali saluti.
Ufficio Turismo
Comune di Sanremo
Buonasera,
abbiamo provveduto a pubblicare il vostro commento in versione integrale e ad integrare parte della nota di precisazione anche nell’articolo.
Faccio presente che questo articolo è stato redatto sulla base dei contenuti di una lettera aperta inviata dal Presidente di Fiab Riviera dei Fiori che manifesta preoccupazione per l’apertura della ciclabile di Sanremo ai motori (navette taxi e NCC) durante la settimana del Festival e la conseguente chiusura al transito delle bici (dalle ore 16 alle ore 2 di notte come specificato meglio da voi nella nota che abbiamo prontamente pubblicato).
Il nostro articolo, nel rispetto degli articoli 21 e 33 della Costituzione, riprende i contenuti di una critica legittima al provvedimento del Comune di Sanremo e la contestualizza in relazione alla mobilità ciclistica urbana, che da sempre è uno dei focus della nostra testata.
Nella lettera aperta di Fiab Riviera dei Fiori, fonte del nostro articolo, vengono fatte precise domande in merito al provvedimento preso dall’Amministrazione di Sanremo: su Bikeitalia restiamo a disposizione per pubblicare eventuali risposte al riguardo.
Cordiali saluti,
Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it
Sarebbe bastato che il proponente si fosse fatto un giro a piedi sulla ciclopedonale l’anno scorso durante il festival.
Nelle ore pomeridiane era impossibile percorrere le corsie in bici… per le centinaia di persone che la stavano percorrendo a piedi!
Quindi mi auguro che quest’anno navette, taxi ecc… rimangano imbottigliati li, tra le persone.
Sanremo non ha bisogno di soluzioni transitorie ma di uno studio sul traffico e di una soluzione che razionalizzi tutta la viabilità fronte mare. Privilegiare il lungo mare per biciclette e pedoni, creare aree di sosta (anche interrate). Razionalizzare la viabilità di attraversamento e di penetrazione urbana.
Questa è una priorità per la sopravvivenza della città di Sanremo!
non chiudere il traffico alla bici, ma concedere il transito a mezzi solo elettrici: navette, taxi, NCC a velocità massima di 30 km/h per i giorni del festival potrebbe essere un compromesso
Siamo in un paese autocratico. Prima le auto poi le persone. Così in tutta Italia purtroppo.
No estoy de acuerdo con habilitar la ciclovia a otro tipo de vehiculos. Que pasara con quienes nos desplazamos en bici, a pie diariamente con nuestros niños, personas mayores o con mascotas?, se busca facilidad para unos y trastorno y peligro a otros
[Trad. > Non sono d’accordo con l’apertura della pista ciclabile ad altri tipi di veicoli. Cosa succederà a chi di noi si sposta quotidianamente in bicicletta o a piedi con i propri figli, parenti anziani o animali domestici? Per alcuni è una questione di comodità, per altri di disagio e pericolo]
assolutamente da boicottare questa assurdità!!! al max potrei tollerare le navette insieme alle bici…ma escludere le bici da una ciclabile è un assurdità inconcepibile ed un idea da bloccare immediatamente!!! e tutti quelli che abitualmente si spostano in bici da dove dovrebbero passare secondo sti scienziati!!!! sarebbe non un passo in dietro…sarebbe uno schiaffo a tutti quelli che prendono acqua e freddo in inverno …caldo d estate x spostarsi in modo sostenibile e poco impattante sulla comunità..sarebbe un insulto al progresso e ai soldi spesi da tutti x realizzare opere simili!!! assolutamente NO!!!
mi hai battuto in volata!
la massa critica non ha bisogno di autorizzazione
amici liguri, organizzatevi in massa e occupate pacificamente la ciclabile; se avete bisogno di due ruote in più fate un fischio!
una bella critical mass sulla ciclabile… chiedendo eventualmente autorizzazioni se necessarie, e rispettando ovviamente tutte le regole. Una bella pedalata pacifica e festosa potrebbe sensibilizzare la cittadinanza sull’esclusività della ciclabile.