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Il mio Cammino di Santiago in bici: 500 km di polvere, sudore e meraviglia

Il mio Cammino di Santiago in bici: 500 km di polvere, sudore e meraviglia

Ci sono voluti dodici mesi. Dodici mesi di riflessioni ed entusiasmi, pentimenti ed esaltazioni, fino al momento della risoluzione definitiva, convinta, anche se condita da un giusto grado inquietudine. Anche perché, all’atto della decisione, ero da solo. Io e quei cinquecento chilometri di polvere, fatica e sudore che si estendevano a perdita d’occhio davanti a me. 

Certo, avevo condiviso quell’idea con tutti i miei colleghi / ciclisti della domenica, più per correttezza che per la convinzione che qualcuno davvero pensasse di seguirmi, ma ero certo che nessuno fosse tanto incosciente da scegliere di imbarcarsi in una avventura così folle, almeno per come la vedevo io. 

Mi ero pertanto già preparato mentalmente a condividere il tutto con altri tizi provenienti da ogni angolo del continente che, oltre ad essere folli come me, correvo il rischio di non riuscire a comprendere. Immaginavo già di perdermi in un mix di inglese e spagnolo, tedesco e italiano e chissà quale altro idioma sconosciuto ed incomprensibile. Ma tanto, alla fine, non ci si sarebbe persi in chiacchiere più di tanto; il fiato sarebbe servito ad altro.

Un viaggio condiviso

Invece, prima sorpresa, alcuni amici si dimostrarono da subito interessati all’idea, vogliosi di condividerla. In realtà, nemmeno allora la mia trepidazione si ridusse più di tanto perché ero certo che, alla fine, al momento di mettere fine alla chiacchiere e passare alla pratica, si sarebbero tirati indietro adducendo una qualunque scusa più o meno plausibile. Al contrario, col tempo, non solo i primi amici confermarono la loro decisione ma addirittura se ne aggiunsero di nuovi, coraggiosi amici che, sulla scorta dell’entusiasmo trasmesso dai primi, decisero di aggregarsi sposando l’idea.

Pochi incontri per definire le modalità, qualche discussione su tempi e modi, qualche perplessità nata dalla volontà, soprattutto dei nuovi, di aumentare le difficoltà dell’impresa, subito fugata dall’entusiasmo contagioso che ci pervadeva e finalmente la decisione finale.

Prenotati i voli, gli ostelli, le attrezzature e abbiamo iniziato quella meravigliosa avventura, quel mitico percorso che risponde al nome di “Cammino di Santiago”, da percorrere in bicicletta, da Burgos a Santiago di Compostela, lungo la via Francese. Un percorso che sappiamo già essere duro e faticoso ma altrettanto bello ed affascinante.

Ed alla fine ce l’abbiamo fatta. Abbiamo superato le nostre paure e le nostre incertezze e siamo andati. Quei cinquecento chilometri di polvere, fatica e sudore che si estendevano a perdita d’occhio davanti a noi e sembravano infiniti, sono stati superati. Gli stimoli che ci hanno spinto ad affrontare questa avventura sono state più forti della fatica, della stanchezza, dei dolori. Mai, durante il Cammino, abbiamo pensato di non farcela. Troppo forti le motivazioni, troppo intense le emozioni che metro dopo metro ci hanno spinto avanti. 

Focus ➡️ Cammino di Santiago in bicicletta: 10 domande prima di partire

Il Cammino di Santiago in bicicletta

Si può solo provare a descrivere quello che abbiamo vissuto.

Ci ha entusiasmato la partenza da Burgos e la preparazione delle biciclette; la visita alla Cattedrale, illuminata nella notte da luci soffuse; l’attesa spasmodica per avere la credenziale, che rigiravamo tra le mani, timidi ed emozionati, piena di mille spazi bianchi che non sapevamo se saremmo riusciti a riempire con i timbri che avremmo raccolto per strada; la conchiglia, presa con delicatezza tra le mani per la paura che si potesse rompere, appesa con cura allo zainetto. 

E poi via, le prime pedalate che ci hanno accompagnato fuori città. Ci hanno eccitato gli infiniti panorami dei primi chilometri degli altopiani delle mesetas della Castiglia y Leòn, tra infinite distese di girasoli che si estendevano a perdita d’occhio e quei piccoli borghi, meravigliosi segni di un tempo andato, quasi disabitati, che di tanto in tanto apparivano, quasi d’improvviso, come un miraggio.

Ci ha lasciato senza fiato la maestosità della Cattedrale di Leòn e lo splendore multicromatico delle sue vetrate, opere di un tempo andato che sempre ci stupiscono per la loro grandiosità.

Ci hanno galvanizzato le prime alture della Galizia, coperte da boschi millenari nei quali pedalavamo sotto un cielo di foglie color smeraldo; i ruscelli che attraversavano su vecchi ponti realizzati con pietre levigate e rese lucide da milioni di passi; i paesini, angoli di paradiso di pietra e ardesia che spiccavano tra il verde elettrico dei prati.

Ci ha provato l’infinita ascesa alla vetta de O’Cebreiro, da superare prima con la testa e solo dopo con le gambe, la cui fatica veniva ripagata dalla meravigliosa vista che ci ha regalato quella cima e dalla consapevolezza di aver domato la montagna.

Ci ha esaltato l’arrivo al Santiago, l’avvicinamento graduale alla città, il passaggio sotto l’arco che ci ha immessi sulla piazza e poi, come un miraggio, la vista della Cattedrale che si ergeva, maestosa e splendida davanti a noi.

Storie e incontri speciali

Abbiamo pedalato assieme per tutto il percorso, alternando momenti di condivisione a momenti nei quali si cercava qualche momento di intimità, per riflettere sul senso che ognuno di noi stava dando a quel viaggio. Intimità che ha raggiunto il culmine all’arrivo in Praza do Obradoiro, alla vista della Cattedrale.

A quel punto, senza bisogno di dire nulla, ognuno di noi si è distaccato dagli altri, ha cercato il suo spazio e si è ritagliato un tempo più o meno lungo per rimanere da solo con se stesso riflettendo su tutto quello che quel traguardo significava per noi, gli occhi lucidi di emozione e suggestione.

Lungo il Cammino abbiamo visto mille volti ed ascoltato mille storie. Abbiamo condiviso una birra che ci è stata offerta da un pompiere/artista, che abitava in un borgo di dieci case e che ci ha invitati a casa sua, come fossimo dei vecchi amici; abbiamo ascoltato la storia di chi, dopo una vita ‘normale’, ha abbandonato tutto e da quattro anni percorre il Camino in entrambi i sensi, passando da un lavoro ad un altro per potersi mantenere e che ci ha raccontato tutto senza remore; abbiamo cenato con una tortilla de patatas, semplice frittata di patate, cipolle e uova sbattute, piatto simbolo della cucina spagnola, preparata con amore, nella cucina di casa propria, da un’anziana signora. 

Il Cammino è condivisione

Perché il Cammino è anche questo, la condivisione delle proprie vite, anche delle esperienze più intime, con persone che mai avevi visto prima e che, probabilmente, mai più vedrai. Infatti, lungo il “Cammino” siamo tutti pellegrini, tutti fratelli e tutti stiamo condividendo un percorso di vita comune.

Tutti quelli che lo hanno percorso, vi diranno che il “Cammino” cambia la vita, ed in qualche modo, credo, sia vero. Ognuno a modo suo ed in modo differente, alla fine del Cammino, sarà diverso da come era prima di partire.

Descrivere questo viaggio è una impresa praticamente impossibile. Si può solo provare a raccontare quello che abbiamo vissuto lungo il Cammino; le emozioni e le sensazioni non si possono né esprimere né descrivere, si possono solo vivere in prima persona, un metro dopo l’altro, una pedalata dietro l’altra, fino alla fine del mondo e rimarranno per sempre solo e soltanto nei cuori di chi li ha vissuti. 

Buen Camino!

[Nicola Castello]

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Commenti

  1. Nicola Castello ha detto:

    @stefano, il cammino è un qualcosa di personale, ognuno può e deve farlo come ritiene più opportuno e quindi, buen camino a voi

  2. Nicola Castello ha detto:

    @martin le bici che abbiamo incrociato erano praticamente tutte muscolari, non ricordo di aver visto e-bike. Oltretutto se fai il cammino originale in alcuni tratti bisogna scendere e spingere; se consideri il peso della bici elettrica con tanto di bagaglio appresso, la vedo dura…

  3. Stefano ha detto:

    il 19 maggio partiremo in camper io e mia moglie. tra i 65 e 69 anni. partiremo in camper da Ancona e vorremmo fare il cammino francese ma non più di 120km finali. avremo intensione di portarci dietro il camper ogni tappa ritornando a riprenderlo con mezzi pubblici. un cammino a modo nostro ma abbiamo veramente voglia di provare

  4. Martin Stiglio ha detto:

    Domanda forse ingenua. le bici che avete visto lungo il “cammino ” erano in maggioranza elettriche o muscolari??Grazie

  5. Nicola Castello ha detto:

    @Luciano. Questo è il racconto del primo viaggio che abbiamo fatto nel 2019; nel 2022 abbiamo fatto il portoghese da Coimbra e nel 2024 abbiamo completato il francese, da SJPDP a Burgos.

  6. Nicola Castello ha detto:

    @adamo Noi da Burgos abbiamo fatto 8 tappe per un totale di circa 500 km, Burgos – Carrion / Carrion – Leon / Leon – Astorga / Astorga – Poferrada / Ponferrada – O Cebreiro / O Cebreiro – Portomarin / Portomarin – Arzua / Arzua – Santiago. Le prime due tappe circa 100 km, le altre di circa 50 km.

  7. Luciano ha detto:

    Ciao Nicola. Sarebbe stato bellissimo se avessi potuto farlo completo partendo da Roncesvalles o Saint Jean in Francia. Condivido però il tuo entusiasmo. Io l’ho fatto 25 anni fa a piedi e ho ripubblicato proprio questa settimana il diario di quella esperienza. Ti auguro ancora tante emozioni. Prova la Francigena adesso da Canterbury a Roma. Ultreya!

  8. Andrea ha detto:

    vedo nelle foto che avete usato delle mtb. secondo te è fattibile anche con una bici da turismo, con gomme robuste?

    [Salve Andrea, la mtb è sicuramente una delle bici più adatte per percorrere il Cammino, ma è possibile farlo anche con altre tipologie di bici: qui > https://www.bikeitalia.it/100-dubbi-risolti-cammino-di-santiago-piedi-bici/ trovi consigli che possono tornarti utili. Buona lettura e buone pedalate – Bikeitalia.it]

  9. GIORGIO ANTONELLI ha detto:

    Io ne ho fatti tre di Cammini, il Francese, quello del Nord e La via della Plata più quello Sanabrese x un totale di circa 3000 km in bici… ogni volta è così… come l hai descritto tu… Le emozioni vere non puoi spiegarle, devi viverle, ci devi entrare dentro, ci devi piangere e sorridere, ci devi lasciare il cuore… l anima…
    Buen Camino!!! Buen Camino a todos…

  10. Adamo ha detto:

    Che meraviglia! Mi hai fatto immedesimare un po’ in quei posti, ma ovviamente niente è come esserci. Mi sono appassionato leggendo il libro di Coelho e anch’io vorrei farlo in bici ma completamente da solo. Poi lì lasciarmi trasportare da ciò che verrà. Da Burgos in quanti giorni si fa o si consiglia di fare?

  11. Carmine ha detto:

    una Grande ANIMA e un immenso 💓 spinge le Persone Vere verso questi percorsi.🫂💙

  12. Valerio ha detto:

    [Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

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