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Cicloturismo: Jovanotti, Lorenzo Barone e il senso del viaggiare in bici (video)

Cicloturismo: Jovanotti, Lorenzo Barone e il senso del viaggiare in bici (video)

Qualche giorno fa al Salone del Libro di Torino, tra gli incontri letterari e la frenesia degli stand, c’è stato spazio anche per parlare di cicloturismo. I protagonisti di questo fuori programma, documentato in un reel diffuso sui social, sono stati Lorenzo Barone e Lorenzo Cherubini (Jovanotti): due figure con approcci molto diversi al viaggio in bicicletta, ma accomunate dalla stessa passione.

Da una parte c’è Barone – cicloviaggiatore estremo ormai noto nel panorama ciclistico per i suoi viaggi in condizioni estreme e spesso in solitaria, dalle temperature proibitive della Yakutia siberiana fino al lungo progetto “Dust” che lo ha portato a seguire il percorso della sabbia dal deserto del Sahara alle vette delle Ande [attraversando l’Oceano Atlantico in barca a remi, ndr]. Dall’altra c’è Jovanotti, che negli ultimi anni ha contribuito a promuovere il viaggio in bici al grande pubblico italiano, raccontando le sue esperienze sudamericane nel documentario “Non voglio cambiare pianeta”.

Nel breve video dell’incontro, l’atmosfera è rilassata e informale. Jovanotti esprime apertamente la sua ammirazione per le imprese del cicloviaggiatore umbro, arrivando a definirlo “il mio eroe”. Al di là dello scambio di battute e della stima reciproca, il dialogo offre uno spunto interessante per chi pratica il cicloturismo, mettendo in luce una mentalità condivisa.

Il viaggio oltre l’attrezzatura

Quello che emerge dal confronto tra i due non è una discussione tecnica su telai, geometrie o materiali da bikepacking. Al centro c’è piuttosto il significato del viaggio stesso. Jovanotti e Barone rappresentano due declinazioni dell’avventura in bicicletta: per entrambi, la bici è lo strumento d’elezione per esplorare il territorio e mettersi alla prova.

Il contrasto caratteriale tra l’attitudine pacata di Barone – schivo e abituato a gestire i lunghi silenzi e l’isolamento dei suoi itinerari – e l’estro comunicativo di Jovanotti, evidenzia come l’esperienza del viaggio lento possa assumere forme molto diverse, pur mantenendo un nucleo comune. Condividono la conoscenza pratica di cosa significhi pedalare su lunghe distanze, in qualsiasi condizione: la gestione della fatica, la necessità di adattarsi agli imprevisti e il contatto diretto con l’ambiente circostante.

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La prospettiva della strada

L’incontro tra i due Lorenzo documentato nel video non è la celebrazione irraggiungibile di un’impresa estrema, ma piuttosto un promemoria di cosa significhi viaggiare in bicicletta. Sottolinea un concetto essenziale per chi pedala: indipendentemente dalla difficoltà della meta – che si tratti di attraversare un continente ostile o di percorrere le strade bianche della propria regione – il cicloturismo rimane prima di tutto una scelta di prospettiva.

È la decisione deliberata di esplorare il mondo al ritmo dettato dalle proprie pedalate, accettando la strada con le sue asperità e le sue ricompense.

Un messaggio semplice e concreto, capace di ispirare chiunque stia pianificando il suo prossimo viaggio in bici.

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Commenti

  1. Sangi ha detto:

    [Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

  2. Roberto ha detto:

    buongiorno, aggiungerei alle vostre considerazioni, assolutamente condivisibili, il fatto che viaggiare in bici ti conoscere meglio te stesso, il tuo corpo. È sorprendente scoprire, anche in età avanzata (ho 65 anni e faccio cicloturismo da circa 5 anni) quante soddisfazioni possa offrirci questa incredibile macchina che la natura ci ha fornito.

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