In Francia la sicurezza dei pedoni e della mobilità attiva sta per fare un ulteriore, fondamentale passo in avanti. A partire dal 1° gennaio 2027, su tutto il territorio transalpino sarà in vigore il divieto assoluto di parcheggiare l’auto a meno di 5 metri dagli attraversamenti pedonali (a monte delle strisce, nel senso di marcia). Una misura di civiltà, pensata per smantellare il predominio del “muro di lamiere” e restituire visibilità e sicurezza a chi cammina o pedala.
La verifica sui testi ufficiali: è tutto vero
La notizia ha iniziato a circolare su vari portali transalpini (tra cui Sortiraparis), ma abbiamo voluto verificare direttamente sui testi di legge del governo francese. La misura è assolutamente reale ed entrerà a pieno regime proprio in quella data. Si tratta di una disposizione figlia della Loi d’Orientation des Mobilités (LOM), approvata a fine 2019. Nello specifico, l’articolo L. 118-5-1 del Code de la voirie routière (Codice della viabilità) ha fissato una scadenza perentoria per le amministrazioni locali: i comuni hanno tempo fino al 31 dicembre 2026 per adeguare le strade e rimuovere fisicamente tutti gli stalli di sosta motorizzata interessati dal provvedimento.
Dal 1° gennaio 2027, non ci saranno più scuse. Sostare nella fascia di rispetto di 5 metri sarà sanzionato in base all’articolo R417-11 del Code de la route (il Codice della Strada francese), che classifica l’infrazione come stationnement très gênant (sosta molto intralciante). Chi sgarra rischia una multa salata di 135 euro (ridotta a 90 euro in caso di pagamento tempestivo), a cui vanno aggiunte l’eventuale immobilizzazione e rimozione del veicolo. I controlli, specialmente in metropoli congestionate come Parigi, saranno eseguiti in modo implacabile, anche tramite l’ausilio delle telecamere.
Sì, è assolutamente vero: a partire dal 1° gennaio 2027, in tutta la Francia sarà rigorosamente vietato parcheggiare veicoli a motore nei 5 metri precedenti (in amonte) un attraversamento pedonale. L’obiettivo della misura è garantire la massima visibilità reciproca tra automobilisti e pedoni che si accingono a cambiare marciapiede. I trasgressori rischieranno una multa a partire da 90 euro. [1, 2, 3]
Il quadro normativo e le fonti
Questa misura non nasce all’improvviso, ma è il risultato di un percorso legislativo pluriennale volto alla sicurezza stradale:
- La legge LOM: L’obbligo deriva direttamente dall’articolo 52 della Loi d’Orientation des Mobilités (Legge sull’orientamento della mobilità), promulgata alla fine del 2019.
- Il Codice della Strada francese: La legge ha formalmente modificato l’articolo L. 118-5-1 del Code de la voirie routière, il quale stabilisce l’obbligo di eliminare i posti auto motorizzati per fare spazio a zone franche o a stalli per biciclette e monopattini.
- Il termine ultimo: La legge ha concesso alle amministrazioni locali del tempo per adeguarsi. La scadenza ufficiale per i comuni per eliminare fisicamente i vecchi parcheggi contrassegnati sul suolo è fissata al 31 dicembre 2026. Il divieto di sosta effettivo scatterà il giorno successivo.
Documentazione istituzionale di riferimento
I dettagli tecnici e le conferme applicative sono consultabili direttamente sui portali del governo e degli enti di sicurezza stradale francesi:
- La spiegazione tecnica dell’obbligo e della redistribuzione degli spazi urbani è approfondita sul portale del Cerema (Centro di studi sui rischi, l’ambiente, la mobilità e l’urbanistica).
- Le direttive territoriali e le statistiche sul rischio visibilità sono pubblicate nelle note informative regionali, come quella della Direzione Regionale dell’Ambiente e della Mobilità (DREAL) della Normandia o della DREAL Grand Est.
- Il testo giuridico originale della riforma è integralmente indicizzato e leggibile sulla piattaforma ufficiale della legislazione francese Légifrance.
Perché è una misura salva-vita?
Il concetto alla base di questa rivoluzione urbana si chiama daylighting (letteralmente “portare alla luce”): liberare lo spazio visivo agli incroci e in prossimità degli attraversamenti. I numeri francesi, purtroppo, parlano chiaro e giustificano appieno questa scelta. Nel 2024, sulle strade francesi hanno perso la vita 456 pedoni. In sette casi su dieci, una concausa determinante è risultata essere la scarsa visibilità dovuta a veicoli parcheggiati a ridosso delle strisce, che nascondono sia il pedone in procinto di attraversare, sia il sopraggiungere delle auto.
Garantire un “cuscinetto” visivo di 5 metri offre agli automobilisti il tempo di reazione necessario per frenare e ai pedoni la tranquillità di poter scendere dal marciapiede senza doversi sporgere pericolosamente oltre il muso di un SUV in sosta.
Liberando 5 metri prima di ogni attraversamento, si crea una zona di “intervisibilità” fondamentale: il pedone vede arrivare le auto, e chi guida vede per tempo il pedone.
Da spazio per le auto a spazio per persone e biciclette
Ma cosa ne sarà di tutti questi metri quadri sottratti alle lamiere? È qui che la misura si fa ancora più interessante e in pieno spirito di transizione ecologica. Gli spazi non resteranno vuoti o asfaltati inutilmente. Le amministrazioni sono incoraggiate a convertire questi “coni di visibilità” in parcheggi per biciclette, una vera manna dal cielo per i ciclisti urbani, costantemente alla ricerca di rastrelliere sicure dove legare il proprio mezzo.
In alternativa, l’asfalto potrà fare spazio ad aiuole, giardini pensili e micro-oasi verdi per combattere le isole di calore urbano. Un esempio perfetto di come una limitazione al privilegio automobilistico possa trasformarsi in un’opportunità di rigenerazione urbana a beneficio di tutti.
Il costo della sicurezza
Certo, l’adeguamento non sarà a costo zero. Da qui al 2027 i comuni francesi, da Parigi alla più piccola provincia, dovranno investire cifre importanti per cancellare la vecchia segnaletica orizzontale, rivedere la viabilità e installare arredi urbani adeguati, il tutto senza sussidi governativi specifici previsti al momento. Un investimento importante, certo, ma qual è il prezzo di una vita umana salvata?
La direzione tracciata dalla Francia è lucida e coraggiosa: la strada deve tornare a essere un bene comune, dove muoversi a piedi o in bicicletta non sia uno sport estremo. Una vera lezione di civiltà urbana che, ci auguriamo, possa presto scavalcare le Alpi e ispirare anche le nostre città.
[Fonte]


















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