Mobilità

Ciclabile della Ghisolfa: finalmente completato il primo tratto

Ciclabile della Ghisolfa: finalmente completato il primo tratto
frame da video di Roberto Peia

Dopo anni di attesa, richieste dei cittadini e infinite discussioni, sul Ponte della Ghisolfa si può finalmente pedalare. Da lunedì 29 giugno sono infatti aperti i primi due tratti della nuova infrastruttura ciclabile, da piazzale Lugano fino alla sommità del cavalcavia Bacula, in entrambe le direzioni di marcia. Si tratta di metà del percorso previsto, ma è già un cambiamento importante per uno dei punti più critici della mobilità milanese.

Una battaglia lunga anni

La richiesta di una ciclabile sul Ponte della Ghisolfa non nasce oggi. Le prime rivendicazioni affondano le radici nel Bilancio Partecipativo 2017-2018, quando i cittadini indicarono la necessità di realizzare un attraversamento protetto tra piazzale Lugano e l’asse di Mac Mahon. Da allora, però, il progetto è entrato in un limbo fatto di annunci e rinvii.

Su Bikeitalia abbiamo seguito tutta la vicenda, dalla richiesta di realizzarla subito alle polemiche sulla presunta impossibilità tecnica dell’opera, fino alle contestazioni politiche degli ultimi mesi.

Infatti, negli ultimi tempi il dibattito politico si è acceso ulteriormente. Da una parte chi sosteneva che l’opera fosse impossibile da realizzare per limiti strutturali e di traffico, dall’altra chi continuava a ribadire che la sicurezza delle persone in bicicletta non potesse essere subordinata alla velocità degli spostamenti automobilistici.

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Il cantiere che ha diviso Milano

Quando i lavori sono finalmente partiti, nella primavera del 2026, le polemiche non si sono certo placate. La riduzione delle corsie disponibili e i restringimenti necessari per consentire il cantiere hanno provocato forti proteste da parte di commercianti, automobilisti e associazioni di categoria.

Sui social network si sono moltiplicati i video sulle code e sui rallentamenti, mentre alcuni esponenti politici hanno definito il progetto inutile e dannoso per la viabilità cittadina. Le critiche si sono concentrate soprattutto sulla scelta di sottrarre spazio alle automobili in uno dei principali assi di attraversamento nord-occidentali della città.

Dall’altra parte, associazioni ciclistiche e comitati di quartiere hanno ribadito che il vero problema non fosse la ciclabile, ma la storica dipendenza dell’area dal traffico automobilistico. La realizzazione di un’infrastruttura protetta, con cordoli e separazione fisica dalla carreggiata, veniva considerata un intervento necessario per garantire finalmente condizioni di sicurezza adeguate.

Come spesso accade a Milano, il dibattito sulla mobilità si è trasformato in uno scontro culturale più ampio: da una parte l’idea di una città ancora centrata sull’automobile, dall’altra quella di uno spazio urbano capace di offrire alternative reali e sicure.

Ponte della Ghisolfa mobilitazione

Oggi la ciclabile è realtà, ma il lavoro non è finito

L’apertura dei primi tratti rappresenta certamente una buona notizia per chi si muove quotidianamente in bicicletta. Il collegamento tra piazzale Lugano e il punto più alto del cavalcavia consente finalmente di attraversare la Ghisolfa senza dover affrontare un tratto percepito per anni come ostile e pericoloso.

La nuova infrastruttura è realizzata in sede protetta, con separazione fisica dal traffico motorizzato e una continuità che mancava completamente fino a oggi. Un cambiamento importante non soltanto per la sicurezza, ma anche per la qualità degli spostamenti quotidiani tra Bovisa, Mac Mahon, Cagnola e i quartieri limitrofi.

Resta però una questione aperta: la ciclabile della Ghisolfa non può essere considerata un punto di arrivo. Per funzionare davvero deve inserirsi in una rete continua e coerente, collegandosi ai futuri interventi previsti lungo viale Serra, Monte Ceneri e verso piazzale Stuparich. Solo così quello che oggi appare come un successo locale potrà trasformarsi in un tassello fondamentale della mobilità ciclistica milanese.

Dopo quasi un decennio di attese, una certezza finalmente c’è: la ciclabile sul Ponte della Ghisolfa esiste. E dimostra che, quando cittadini, associazioni e amministrazioni riescono a perseverare nonostante i ritardi e le resistenze, anche le opere considerate impossibili possono diventare realtà.

Ma che fatica.

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