Accompagnare un bambino in bici è da irresponsabile? - Bikeitalia.it

Accompagnare un bambino in bici è da irresponsabile?

Accompagnare un bambino in bici è da irresponsabile? Scrivo questo articolo partendo da una cosa che mi è capitata. Il 25 Aprile io e mio figlio Fabio, 6 anni, siamo usciti in bicicletta a pedalare insieme. Attraversiamo il centro cittadino intasato di auto (“No alla ZTL” è lo slogan delle elezioni amministrative del mio Comune) e ci fermiamo a un semaforo pedonale. Si avvicina una coppia. La signora guarda Fabio e chiede:

Ma che bravo, in bici da solo. Quanti anni hai?”

“Sei!” risponde Fabio.

La signora sorride, solleva lo sguardo e mi dice: “Scusi se glielo dico, neh. Ma portare un bambino così piccolo in bici da solo in mezzo a tutte queste auto, non è un po’ da irresponsabile?”.

Accompagnare un bambino in bici

Prima di dirvi qual è stata la mia risposta, partiamo da una comparazione.

Io sono nato nel 1985. Per me era naturale andare a scuola alle elementari a piedi, passando a citofonare a due compagni con i quali condividevo la strada assieme. Ed era anche naturale per noi andare all’oratorio, per seguire il catechismo, in bicicletta e poi fermarci al campetto a giocare a pallone, per poi rientrare a casa prima di cena. E non esistevano i telefonini.

Fabio, nato nel 2016, non farà nulla di tutto ciò. Le strade sono intasate da auto guidate da persone che hanno gli occhi sul telefono e non sulla strada. Inoltre gli spazi giochi sono limitati e quasi sempre in preda all’incuria.

La situazione attuale è la seguente: mio figlio non avrà le stesse possibilità che ho avuto io per diventare autonomo, di sperimentare l’indipendenza e per vivere esperienze che siano slegate dall’essere in compagnia di mamma e papà. E questo avrà una ricaduta tremenda sulle sue capacità cognitive, sulla sua futura autostima e sulla sua capacità di superare le avversità che la vita, inevitabilmente, gli riserverà. Se aggiungiamo il fatto che il 50% dei bambini italiani è considerato sedentario e un bambino ogni 3 è clinicamente obeso, ora ditemi: chi è l’irresponsabile?

Una delle poche occasioni che ho per far sperimentare a mio figlio l’indipendenza e l’autonomia è uscire in bicicletta con lui, facendogli scegliere il tragitto, le pause e le attività da svolgere durante le pause. Permettendogli di prendere le distanze da me, di sapere che può allontanarsi anche se il papà è sempre attento. Io non la trovo una cosa da irresponsabile.

Personalmente conosco bambini che sono stati cresciuti in una campana di vetro, protetti da qualunque problema da parte di genitori colpevoli di troppo amore. Una volta diventati adolescenti, questi bambini sono crollati di fronte alla prima difficoltà, poiché non avevano gli strumenti per affrontarla. Ci sono compagni di scuola di mio figlio che non fanno più di 10 passi al giorno, che vengono portati all’asilo in auto fin dentro la classe e che durante il giorno consumano ore di fronte ai giochi sul telefono dei genitori.

Bambino

I nostri figli non si fanno male se camminano, se si muovono, se vivono esperienze in autonomia. Nulla è più forte della tenacia di un bambino che desidera imparare a “fare le cose che fanno i grandi, papà” (citazione di Fabio). A parte i suoi genitori che gli ripetono continuamente: “non farlo che ti fai male/poi sudi/ti ammali/poi ti si blocca la crescita/ lascia stare che non serve a niente”.

E allora, cari amici genitori che leggete queste parole, siate anche voi degli irresponsabili: portare i vostri figli in bici, lasciateli allontanare, fate scoprire loro che possono fare molto di più di quello che credono possibile.

PS: la mia risposta è stata “Ha ragione signora. Ora porto a casa mio figlio e lo metto sul divano a guardare il telefonino tutto il giorno, come un bravo genitore responsabile”.

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