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Stiamo crescendo una generazione di incapaci

News • di 6 Luglio 2018

Da un po’ di tempo ci stiamo occupando dei temi del movimento e della sua importanza a livello anche di sviluppo personale. Il movimento, in qualsiasi sua forma (correre, saltare, andare in bici) è fondamentale per lo sviluppo delle capacità cognitive di un bambino. Grazie al movimento il bambino si trova a dover affrontare nuove sfide e a risolverle. Purtroppo in Italia si sta verificando un trend allarmante: i bambini sono eccessivamente sedentari, non fanno movimento, non escono da soli non giocano.

Perché è davvero così importante? Io sono genitore, sono il papà di Fabio, 2 anni, ho a cuore il suo futuro. E come tutti i bambini, anche Fabio desidera muoversi, perché è la sua natura a richiederlo. Infatti l’età che va dai 3 ai 9 anni è considerata “aurea” per lo sviluppo motorio e cognitivo. Il bambino, in questo periodo e in quello successivo, sviluppa la senso-percezione, che è una capacità cognitiva che sta alla base del movimento. Il bambino infatti si trova a dover affrontare situazioni nuove e questo richiede la lettura delle informazioni del mondo esterno e l’elaborazione di un movimento che sia coerente e coordinato con la situazione. A livello neurale e cerebrale, questo significa creare nuove connessioni, migliorare la capacità di pensiero e di risoluzione dei problemi. Il bambino, infatti, muovendosi usa tutti gli analizzatori: vista, udito, tatto, gusto, propriocettivo e vestibolare e così sviluppa anche una capacità di discriminazione motoria fine e ben rappresentata.

La senso-percezione è la base di quello che si chiama “schema corporeo”, ovvero la capacità di sapere come è messo il nostro corpo nello spazio, di percepire la contrazione dei muscoli, di comprendere come il corpo può muoversi. Senza questa capacità, che si sviluppa a livello inconscio, non è possibile creare i presupposti per lo sviluppo degli schemi motori di base: correre, camminare, lanciare, afferrare e così via.

Il bambino, come diceva un famoso allenatore di atletica, è “un atleta naturale” e non va bloccato, altrimenti rischiamo di bloccare il processo di creazione della senso-percezione, dello schema corporeo e dei successivi schemi motori e tecnici. Ma soprattutto lo rendiamo incapace di sviluppare la capacità cognitiva di risolvere dei problemi e questa cosa avrà un impatto sulla sua vita da adolescente e adulto. Una ricerca ha mostrato un panorama sconcertante: due dodicenni sue tre non sanno fare una capriola da soli. E’ un dato allarmante, sintomo di un analfabetismo motorio dilagante.

I nostri piccoli vengono tenuti sotto campane di vetro per paura che si ammali, evitiamo che corrano, che giochino all’aperto, che vadano a scuola in bici da soli, li accompagnamo fino alla porta con l’auto. E ciò pensando di fare loro del bene! Invece li stiamo privando di un’esperienza fondamentale, che li renderà incapaci di risolvere problemi complessi quando saranno adulti, rendendoli dei veri e propri incapaci. E questi adulti saranno quelli destinati a decidere la linea politica, economica, imprenditoriale del paese quando noi saremo vecchi. Stiamo mettendo il nostro futuro nelle mani di una generazione di futuri incapaci motori.

Da genitore mi chiedo spesso cosa voglio per il mio Fabio. A me non interessa che diventi ricco, famoso, una star di Instagram. A me interessa che sappia badare a sé stesso: il giorno in cui non avrà bisogno dei genitori per risolvere i suoi problemi, capirò di aver fatto un buon lavoro come padre. Ma per riuscire nel mio intento devo far sì che si muova, che cada, che corra, che si sbucci le ginocchia, che cada in bici e risalga, che impari a sviluppare la senso-percezione, la base di ogni attività cognitiva e motoria.

Fate muovere i vostri bambini, è il miglior investimento per il futuro di tutti.






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