Bali in bici tra templi, terrazze di riso e spiagge vulcaniche
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Bali in bici tra templi, terrazze di riso e spiagge vulcaniche

Asia, Itinerari • di

Due percorsi di una giornata, il primo costeggiando uno dei paesaggi più caratteristici dell’isola indonesiana di Bali: i terrazzamenti per la coltura del riso, nei pressi della località di Tegalalang, e un altro da Ubud fino alle spiagge vulcaniche della costa est.

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1° itinerario: da Ubud alle terrazze di riso di Tegalalang

Dove: Isola di Bali, Indonesia
Itinerario: anello con partenza e arrivo a Ubud
Distanza: 35 km
Durata: 2h 30′
Difficoltà: facile

Mappa

In questo primo itinerario pedaliamo a Bali, isola indonesiana divenuta negli ultimi anni una meta turistica molto battuta. Malgrado ciò, evitando i periodi di alta stagione (luglio, agosto e dicembre) e alcune zone molto, troppo turistiche, come ad esempio la provincia di Kuta, si riesce ancora ad ammirare l’autenticità dell’isola.

Per il noleggio della bicicletta ci si può rivolgere a uno dei tanti negozi del centro di Ubud, per un prezzo che si aggira sempre attorno alle 30 mila rupie indonesiane (circa 2 euro) al giorno. Per noleggi di più giorni si riesce anche ad ottenere uno sconto.

Il percorso parte da Ubud, nel cuore di Bali e si snoda verso nord per una quindicina di chilometri in leggerissima salita. Si parte dalla Jl. (“Jalan“, che sta per “via”) Raya Andong all’incrocio con Jl. Raya Ubud, in prossimità della rotonda in foto.

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La strada è parecchio trafficata, specie nel primo tratto, come del resto tutte le strade urbane di Bali. In particolare c’è un gran traffico di motorini. Ah, e occhio a tenere la sinistra, come in Gran Bretagna! Uno dopo l’altro si possono ammirare diversi templi (pura), che a Bali, unica isola induista di una nazione, l’Indonesia, musulmana, sono più di 20 mila.

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Ma è all’altezza della località di Tegalalang che si costeggia uno dei paesaggi più caratteristici dell’isola indonesiana: i terrazzamenti per la coltura del riso (Subak), recentemente entrati a far parte del Patrimonio Unesco e resi ancora più celebri dal film “Eat, pray, love”, in cui Julia Roberts si rilassa proprio pedalando lungo questi scenari. Inoltre, entrando nella Galleria d’Arte Moderna Balinese, ad Ubud, in molti dipinti si nota la dea del riso Dewi Sri durante diverse cerimonie religiose.
E’ stato interessante notare come in confronto all’arte europea, che ha cambiato quasi radicalmente i suoi connotati nel corso del ventesimo secolo, l’arte balinese invece è ancora legata ai temi del passato. Tutti i dipinti raffigurano sempre la raccolta del riso o altri momenti “bucolici”, oppure scene religiose.

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Se non si vuole tornare per la stesa strada dell’andata, bisogna proseguire ancora qualche chilometro per poi girare a sinistra e rientrare a Ubud tramite una parallela. Il ritorno è piacevolissimo, lungo una discesa leggera ma costante.

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2° itinerario: da Ubud alle spiagge vulcaniche dell’est

Itinerario: da Ubud a Negari e ritorno
Distanza: 40 km
Durata: 3h (escluse le soste)
Difficoltà: medio

Mappa

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Che sorpresa questo giro in bici! Da Ubud al mare con la stessa mountain bike noleggiata per il giro a Tegalalang. Ma stavolta il percorso si addentrava davvero nella Bali autentica, quella dove non si vede un turista. Già, perché la costa orientale dell’isola è quella delle spiagge nere, vulcaniche, e per questo snobbata da chi cerca la spiaggia bianca a tutti i costi, pur di condividerla con centinaia di turisti.

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Il primo tratto di strada era piuttosto trafficato, appena superata Gianyar la situazione si è invece tranquillizzata. Proprio vicino a questa località, seguendo la strada principale si passa per un tempio e i fedeli, prima o dopo la preghiera, si fermano in un chioschetto là vicino a pranzare. Un ombrellone, due tavoli di legno e quattro sedie sgangherate. Impossibile non fermarsi e ordinare un piatto di riso e spiedini con una salsa piccantissima (l’unico piatto disponibile d’altronde). Il tutto naturalmente a gesti…finalmente! Uno spezzone rustico di un viaggio piacevole, ma troppo lontano dalla realtà locale, nella quale come al solito è sempre la bicicletta a portarti.

Per raggiungere Negari, la località della costa, si lascia la strada principale e si percorre una secondaria immersa in una fitta vegetazione, più o meno così.

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Questa invece è la spiaggia di Negari, dove al momento oltre a me c’erano solamente un paio di pescatori che preparavano le reti sulla barca e un altro paio che facevano avanti e indietro pescando dalla riva, con una lenza molto lunga ed un’esca che aveva come terminale una strana tavoletta di plastica rossa.

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