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Basilicata coast to coast: la Ciclovia dei Due Mari

Basilicata coast to coast: la Ciclovia dei Due Mari

Una vacanza in Basilicata facendo un coast to coast, non cinematografico, non a piedi ma in bicicletta percorrendo la Ciclovia dei Due Mari. Ecco una proposta di viaggio per attraversare la Regione lungo un itinerario in sei tappe e alcune varianti. Un viaggio dall’alba al tramonto, da est a ovest, partendo da Matera per raggiungere le coste tirreniche e la splendida Maratea.

Pedalare in Basilicata

La Basilicata è una destinazione dai mille paesaggi, dalle mille sorprese. Non sempre è facile affrontare i suoi percorsi, le sue salite e le sue discese, ma la bellezza che ci circonda nel viaggio ripaga di ogni fatica. Sono molti gli itinerari da scoprire. Ci sono quelli lunghi, come l’Anello dei Parchi Lucani, o quelli più brevi per concentrarsi su piccole porzioni di territorio incredibili, come quello che va dalle Piccole Dolomiti Lucane ai suoi Calanchi.

Colline tra Tursi e Valsinni. Crediti di F. Vigliotti
Colline tra Tursi e Valsinni. Crediti di F. Vigliotti

Oppure si può percorrere la Regione coast to coast, per apprezzarne tutta la bellezza della Regione, dalle morbide colline di Matera e le sue gravine alle spiagge sabbiose sullo Ionio. Si passa attraverso aree archeologiche affascinanti, borghi caratteristici e si scoprono i paesaggi incredibili – quasi lunari – dei calanchi, le montagne lucane e i suoi fiumi.

Si pedala dalla primavera all’autunno, ammirando il cambiamento dei colori e dei profumi. In estate ovviamente bisogna considerare il caldo e il maggior traffico sui litorali. Si consiglia di fare sempre scorte d’acqua per le varie tappe perché non sempre è facile reperirla, se non nei centri abitati.

Ogni tappa garantisce ricompense gastronomiche, dalla frutta dolcissima e succosa – fragole, arance stacce, albicocche – alle zuppe come la crapiata, piatto povero di legumi e cereali tipico del materano.

Prima tratta: Matera – Bernalda

Lunghezza: 49 km

Potremmo partire direttamente da Policoro, ma sembra un vero peccato tagliare la magica città dei Sassi. Perciò, con l’obiettivo di immergerci nella Murgia e raggiungere la località Bernalda, cominciamo proprio da Matera, un gioiello ricco di bellezza e suggestioni. Dopo un tour tra i suoi Sassi e le chiese rupestri tra tratte a piedi e tratte in bici, si raggiunge l’area panoramica della Gravina e il Parco delle Chiese Rupestri.

Matera, i Sassi. Crediti di F. Vigliotti
Matera, i Sassi. Crediti di F. Vigliotti

Lasciata Matera si percorre la via Lucana per raggiungere Montescaglioso. Per arrivare in quella che è nota come Città delle Abbazie per i quattro complessi monastici presenti – tra i quali spicca la benedettina Abbazia di San Michele Arcangelo – si percorre anche un sentiero ricavato da una vecchia ferrovia: 11 km lontani dal traffico e immersi nel silenzio.

Uliveti, vigneti e macchie di ferula (una pianta simile al finocchietto selvatico) accompagnano i ciclisti lungo la tratta verso Bernalda, località di origine dei nonni di Francis Ford Coppola. La località ha un centro storico che sorge su un altopiano scosceso verso il mare da cui si può godere di una vista mozzafiato sul Mar Ionio e sulla vicina Metaponto. Nel borgo ci sono palazzi signorili, il castello aragonese e diverse chiese tra cui si nota quella matrice di San Bernardino da Siena. Oltre alla crapiata, a Bernalda bisogna assaggiare la pasta con i fagiolini e il cacioricotta.

Deviazioni consigliate: Metaponto e il Parco archeologico e le Aree archeologiche delle Tavole Palatine e della necropoli di Crucinia.

Seconda tappa della Ciclovia dei due mari: Bernalda – Tursi

Lunghezza: 46 km

Dopo essersi rifocillati e riposati, si riparte in direzione Tursi. La natura si esprime rigogliosa nel Bosco di Bufalara mentre un panorama brullo ma ricco geologicamente, attende i visitatori nella Riserva Naturale dei Calanchi e il geosito di Tempa Petrolla.

Prima di arrivare a Tursi si passa da Montalbano Jonico dove si consiglia caldamente una una sosta “sostanziosa” per assaggiare i piatti locali: a cialledda (una sorta di acquasala), le tagliatelle con la mollica di pane e i cavatelli con le lenticchie. Ma anche “l varvalisce p’ ‘a rien o p’’u pumodor”, ovvero le lumachine con origano o al pomodoro e i dolci di fichi con il miele.

Tursi sorge su una collina di formazione arenaria tra i fiumi Agri e Sinni. Ogni angolo del borgo è un tesoro da scoprire, come il Parco Letterario dedicato ad Albino Pierro, ambientato nella casa del celebre poeta candidato più volte al Premio Nobel per la Letteratura. Ma, in particolare bisogna esplorare e scoprire la Rabatana, nome che deriva da Rabat o Rabhàdi o Arabum, “tana”. Il quartiere arabo cela vicoli e ruderi del nucleo primordiale oltre ai resti delle umili abitazioni di un tempo.

Terza tappa: Tursi – Valsinni

Lunghezza: km 69

Questa tappa un po’ più lunga ricalca le antiche vie di comunicazione tra la costa ionica e l’entroterra e dopo aver attraversato le colline e la pianura ci trasporta verso i paesaggi montani.

Basilicata Valsinni. Crediti F. Vigliotti
Valsinni. Crediti F. Vigliotti

Prima di raggiungere Policoro, possiamo azzardare una deviazione di una decina di chilometri per visitare il Santuario di Santa Maria d’Anglona. A croce latina è caratterizzato da un portale romanico sormontato da un arco in tufo con bassorilievi raffiguranti l’Agnello e i quattro simboli degli Evangelisti, oltre ai santi Pietro e Paolo. Posizionato in cima a una salita, è il luogo ideale per ammirare uno splendido panorama dal Mar Ionio al Pollino.

Ricchezza archeologica e mare

Dopo aver pedalato tra colline, campi, frutteti e pinete si arriva dunque a Policoro, l’antica Heraclea, che sorge al centro del Golfo di Taranto, nelle vicinanze del fiume Agri.
Questo affascinante territorio unisce il richiamo del mare alla ricchezza archeologica, offrendo una natura incontaminata nel Bosco Pantano e i profumi della frutta. Sono celebri le fragole Candonga, ma anche le pesche nettarine, i mandarini, le albicocche e le tante verdure presenti.

Policoro, con le sue radici nella Magna Grecia, ospita il Museo Archeologico Nazionale della Siritide, situato accanto al Parco, vicino al Santuario di Demetra e al Tempio di Dioniso del VII secolo a.C. Come Metaponto, anche Policoro è un rinomato centro balneare. Il borgo è ricco di luoghi affascinanti da visitare, come il castello baronale, noto anche come Palazzo Belingieri, costruito intorno all’anno Mille, le principali piazze Eraclea e Segni, il caratteristico Borgo Casilini e i graziosi Giardini Murati.

Lasciata Policoro ci aspetta una salita impegnativa per raggiungere il balcone sullo Ionio, la località di Rotondella. Il nome deriva dalla sua forma rotondeggiante, infatti il centro storico si sviluppa a spirale. Qui si trovano antiche abitazioni caratterizzate da balconi in ferro, portali decorativi e mascheroni in pietra lavorata. Sono peculiari i seicenteschi archi in pietra a volta del palazzo Bitonte, detti “Lamie”.

Per ritrovare le energie si consiglia di addentare un pastizze, il calzone ripieno di carne o di patate, peperoni e cipolla, o l’alternativa di bietole o spinaci. Lo smaltiremo percorrendo gli ultimi 18 km per raggiungere Valsinni.

Quarta tappa: Valsinni – Chiaromonte

Lunghezza: 53 km

Affaccio Valle Sinni, Colobraro. Crediti F. Vigliotti
Affaccio Valle Sinni, Colobraro. Crediti F. Vigliotti

Sospesa tra mare e monti, a breve distanza da entrambi, Valsinni si trova sulla riva destra del fiume Sinni. Questo romantico borgo, bandiera arancione del Touring, è dominato dal castello feudale dove nacque e visse brevemente la poetessa Isabella Morra (1500), assassinata dai fratelli per la sua storia d’amore con lo spagnolo Diego Sandoval de Castro. A lei è dedicato il Parco Letterario, un luogo dedicato a eventi. Attorno al castello, ci sono i vicoli del borgo antico, separati dai caratteristici “gafii”, passaggi coperti che attraversano le case.

Dopo un breve sconfinamento in Calabria, si risale verso il fiume Sarmento e si raggiunge San Giorgio Lucano, un piccolo borgo pittoresco e accogliente nel Parco Nazionale del Pollino. Oltre a un interessante e grazioso centro storico, a San Giorgio ci sono 1200 grotte scavate nell’arenaria. In queste grotte si allevavano gli animali e si conservavano gli alimenti.

Paesaggi che non ti aspetti

Lasciato San Giorgio, il viaggio prosegue verso le timpe di Noepoli, uno dei paesaggi più suggestivi tra i paesi del Parco Nazionale del Pollino. Le timpe, formazioni rossicce di arenaria con guglie e pinnacoli, creano uno scenario incredibile che ricorda il Gran Canyon.

Basilicata. San Giorgio Lucano. Crediti F. Vigliotti
Affaccio Valle Sinni, Colobraro. Crediti F. Vigliotti

Si prosegue e si attraversa la Diga di Monte Cotugno per raggiungere la prossima località, Senise, patria del peperone crusco. Il borgo, di origini normanne, si sviluppa sotto al castello medioevale ed è un labirinto di viuzze, case antiche, e vicoli decorati proprio dalle collane di peperoni lasciate essiccare al sole sui balconi.

Gli ultimi 15 km tra vigne, uliveti e querce ci portano a Chiaromonte, destinazione di questa quarta tappa. Chiaromonte si staglia come un anfiteatro su uno sperone roccioso nel Parco del Pollino, offrendo una vista spettacolare e un patrimonio enogastronomico unico. Il borgo è noto per le sue numerose grotte scavate nella roccia, utilizzate ancora oggi per conservare le riserve di vino rosso artigianale che va assolutamente assaggiato. Tra le specialità di Chiaromonte spiccano gli insaccati, i funghi e i frutti del sottobosco. Qui si trovano anche le pepite d’oro del Serrapotamo, i celebri tartufi bianchi lucani.

Quinta tappa della Ciclovia: Chiaromonte – Latronico

Lunghezza 39 km

Si prosegue nel Parco del Pollino lungo un crinale panoramico e dopo 8 km si arriva a Fardella, località conosciuta per i raschiatelli di mischiglio (o rasckatielli di miskiglio) una pasta fresca fatta a mano simile ai cavatelli preparata con acqua e un misto di farine condita con pomodorini, peperone secco e aglio. Il borgo è molto piccolo e si trova su un tornante – detto girone – che caratterizza la strada da percorrere, immersa tra boschi lussureggianti come bosco di Serra Cerrone, bosco di Mesole e bosco Piano di Molinaro.

Proseguendo lungo i gironi per altri 15 km si arriva a un borgo di origini bizantine sul fiume Sinni, Episcopia. I vicoli pittoreschi, i palazzi storici, le chiese e il verde circostante rendono questo luogo incantevole e imperdibile. Da non perdere è il santuario della Madonna del Piano.

Gli ultimi chilometri lungo una vecchia statale ci accompagnano in salita fino a Latronico. La vista da qui è incantevole, una vera terrazza naturale sul paesaggio circostante. Ma Latronico è anche il posto dove rigenerarsi grazie alle acque termali presenti in località Calda.

Intorno ancora si stagliano i calanchi e gli splendidi panorami del Parco Nazionale del Pollino. In centro invece i caratteristici vicoli si diramano intorno alla chiesa di San Nicola.

Sesta e ultima tappa: Latronico – Maratea

Lunghezza: 68 km

Salita al Cristo di Maratea. Crediti di F. Vigliotti
Salita al Cristo di Maratea. Crediti di F. Vigliotti

Una tappa dalla montagna al mare. Abbastanza lunga e intensa, lambisce il Lago Sirino e attraversa i borghi della valle del fiume Noce per poi giungere a Maratea sul Tirreno.
Il percorso in bici da Latronico a Maratea è un’avventura imperdibile, ricca di panorami mozzafiato e delizie culinarie. Partendo da Latronico si attraversano diversi piccoli borghi fino a giungere al mare.

Il Lago Sirino è un’oasi di tranquillità, ideale per una sosta e gustare piatti a base di trota locale. Il borgo di Rivello invece si fa notare per il suo incantevole centro storico con chiese medievali e pittoreschi vicoli. Qui è d’obbligo assaggiare i rinomati salumi e formaggi artigianali.

Da non perdere la “città giardino” di Trecchina che regala ai visitatori un panorama montano spettacolare e dolci tipici come i biscotti alle mandorle, il pane e la castagna che in autunno riempie l’aria di profumo di caldarroste. Quando si pedala verso Trecchina, si può godere del verde smeraldo dei boschi e del profumo dei tigli, con una vista incantevole sul golfo di Policastro dal belvedere di Passo la Colla.

Infine si giunge al termine della Ciclovia dei Due Mari, affrontando la discesa verso Maratea. Una vista mozzafiato sul mare e l’opportunità di esplorare il centro storico e il porto caratteristico, concludendo il viaggio con una cena a base di pesce fresco e specialità marinare. Questa tratta in bici è un’esperienza indimenticabile che unisce bellezze naturali, patrimonio storico e sapori autentici.

Approfondimenti

L’itinerario ciclabile della Ciclovia dei Due Mari – Basilicata coast to coast è stato ideato e tracciato da Manuela Lapenta, Simon Laurenzana, Gerardo Smaldone e con le foto di Salvatore Laurenzana per CiclOstile FIAB Potenza e loro hanno realizzato una dettagliata guida che illustra questo percorso. Nella guida si trovano altimetrie, distanze, varianti, consigli e curiosità di questo itinerario.

Per tutte le informazioni sulla Basilicata e i suoi itinerari si può consultare il sito ufficiale.

Foto di apertura: Calanchi Montalbano Jonico. Crediti F. Vigliotti

[Contenuto realizzato in collaborazione con Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata]

Commenti

  1. Avatar Giuseppe ha detto:

    Buongiorno,sono originario di Irsina che dista 48 km.da Matera però si trova non sulla riva del mare ma nell’entroterra in alto della regione .È un paese tranquillo su un monte di circa 500 metri sul livello del mare,vi assicuro che la tranquillità della zona è quasi surreale.

  2. Avatar Maurizio ha detto:

    esiste una traccia gpx

  3. Avatar Giovanni ha detto:

    Si, ma vi costava tanto nominare gli autori direttamente nell’articolo? Se fossi io l’autore di un volume avrei piacere di vedere il mio nome accanto alla mia opera. Semplicemente buona educazione. Vi auguro buona giornata.

  4. Avatar Giovanni ha detto:

    Cara redazione, “Basilicata coast to coast: la Ciclovia dei Due Mari” è opera di tre persone che nell’articolo non vengono neanche nominate e che nulla hanno a che vedere con l’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata o il sito indicato alla fine dello stesso articolo. Sono Manuela Lapenta, Simon Laurenzana e Gerardo Smaldone, oltre alle foto di Salvatore Laurenzana. Da soli e con le loro sole forze hanno messo in piedi il circolo lucano CiclOstile aderente alla FIAB e se proprio dovevate indicare un sito vi comunico qual è quello giusto da linkare: https://ciclostilepotenza.wordpress.com/
    In futuro mi auguro siate più attenti a fornire informazioni corrette, perché di scorrettezze in questo articolo, come si evince, ce ne sono tante.

    1. Avatar Manuel Massimo ha detto:

      Gentile Giovanni,

      grazie per il commento. In calce a questo advertorial (pubbliredazionale in collaborazione con l’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata che ha fornito i materiali testuali e iconografici da cui la redazione ha attinto per realizzarlo) è già presente quanto segue: “Tutto l’itinerario della Ciclovia dei Due Mari, con altimetrie, distanze, varianti, consigli e curiosità può essere approfondito sulla guida omonima” con il link alla guida https://typimediaeditore.it/libro/basilicata-bikeways-la-ciclovia-dei-due-mari/ curata da Manuela Lapenta, Simon Laurenzana (testi), Gerardo Smaldone (grafiche) e con le foto di Salvatore Laurenzana. Il link che abbiamo inserito in chiusura dell’advertorial è, come scritto: “Per tutte le informazioni sulla Basilicata e i suoi itinerari”, non specificatamente sulla Ciclovia dei Due Mari, e linka al sito ufficiale del Turismo della Regione Basilicata.

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

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