Ciclovia dei Parchi della Calabria | L’appetito vien pedalando: tutte le specialità da gustare

Con i suoi 800 chilometri di coste ed un territorio diviso a metà tra colline e montagne, la Calabria offre una grande varietà di prodotti enogastronomici e percorrerla in bicicletta è sicuramente il modo migliore per gustare, senza pentimenti, le delizie del posto

L’andamento della Ciclovia dei Parchi della Calabria permette di esplorare la cucina calabrese dal livello del mare, alle alte vette delle montagne. Si parte infatti da Reggio Calabria, placidamente adagiata sulle rive dello stretto di Messina, nonostante ciò la tradizione culinaria è strettamente legata ai prodotti della terra più che del mare. Ci sono però piccoli pesci che la fanno da padrone: le alici (o acciughe). 

spaghetti ca muddica atturrata
“Spaghetti ca’ muddica atturrata”

Immancabile infatti è il tradizionale spaghetto “ca’ muddica atturrata”, ovvero degli spaghetti conditi con aglio, olio, acciughe e mollica di pane. Variano poi le aggiunte di altri ingredienti che possono essere prezzemolo, pinoli, origano, capperi, olive, finocchietto selvatico, cipollotto, pomodorini a crudo, uvetta, pinoli e altro. Un primo piatto saporito e profumato. Questo semplice ma saporitissimo primo piatto è il biglietto da visita di ciò che vi aspetterà lungo la Ciclovia.

Da Reggio Calabria si comincia subito a salire verso il Parco Nazionale dell’Aspromonte. Sulle pendici collinari di queste zone e fino ad un’altezza massima di 200 metri si coltiva un agrume unico, dal profumo intenso ed ingannevole, perché purtroppo immangiabile nella sua forma di frutto: il bergamotto.

L’aroma di questa pianta è davvero riconoscibile e avvolgente. Non solo si usa come base di famose acque di colonia ma è ingrediente sorprendente per alcune pietanze del luogo a partire dalla profumazione di formaggi freschi o stagionati, fino alla realizzazione di deliziose torte. Il miglior modo per assaporarlo è senza ombra di dubbio la crema di Bergamotto, un liquore artigianale da gustare freddo dal sapore morbido e fresco. Attenzione però che un bicchierino tira l’altro, quindi meglio degustarlo a fine cena prima di andare a dormire!

Si sale ancora oltre i 200 metri e si entra nel regno delle melanzane. Le varietà calabresi di questo ortaggio sono tantissime e uniche: la violetta di Longobardi, la melanzana di Amantea e la melanzana rossa DOP di Rotonda, piccolo comune del Parco Nazionale del Pollino.  

La melanzana è una presenza costante della cucina calabrese, al pari del peperoncino. Nell’antipasto si trova nella versione più tradizionale “milingiana sutt’uagliu” (melanzana sott’olio) delizioso prodotto di una lunga lavorazione dell’ortaggio che comincia con la selezione delle melanzane mature che vengono poi lavate e pelate; le fette vengono poste in un recipiente, salate e lasciate riposare coperte per circa 12 ore. Successivamente vengono strizzate e messe a riposare con dell’aceto per qualche ora. Di nuovo strizzate, vengono finalmente riposte in un vaso di vetro con olio e spezie. Ottime per l’asporto sono le polpette di melanzane, fritte o al forno.

Si arriva infine sulla grande dorsale che attraversa la regione e i grandi altipiani calabresi, zone boschive con estensioni davvero impressionanti, faggi, aceri, querce millenarie, castagni e su tutti gli aghiformi, abete bianco, pino laricio e pino loricato sono i simboli di questa area ai piedi dei quali si nasconde un tesoro straordinario, i funghi.

Sotto le fronde degli alberi del Parco Nazionale delle Serre trovano terreno fertile i rositi, mazze di tamburo, galletti ed il porcino, con il suo sapore deciso è considerato il re dei funghi. Nel sugo, sott’olio, fritto, grigliato, di tutti i modi in cui si può gustare il migliore, a nostro avviso, è crudo, tagliato in sottilissime fette irrorate di olio d’oliva e ricoperto di scaglie di parmigiano, una vera leccornia. 

Dopo un impegnativo saliscendi la ciclovia porta di nuovo in quota nel Parco Nazionale della Sila, l’altopiano più grande d’Europa. Lungo la strada non mancate di fermarvi presso gli alimentari locali e gustarvi un rinvigorente panino con soppressata e caciocavallo.

Panino con soppressata e caciocavallo

Quest’ultimo è un grande protagonista della tavola calabrese. Nell’area grecofona del Parco Nazionale dell’Aspromonte si produce il caciocavallo di Ciminà, formaggio inserito nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Calabria in quanto ancora lavorato seguendo le antiche tecniche e utilizzando il latte di vacca, capra e caglio naturale di capretto. C’è poi il caciocavallo silano DOP per il quale si utilizza principalmente il latte delle vacche podoliche che si muovono sull’altopiano. Dal sapore aromatico e dolce quando è ancora giovane, e più deciso e piccante a maturazione avanzata.

Pedalando sulle alture silane non si può fare a meno di notare i vasti terreni di coltivazione di patate. Questo tubero di origini sudamericane ha trovato qui un terreno favorevole già a partire dal 1811, fino a divenire, ai giorni nostri, un prodotto IGP. Caratteristica di questa patata, che viene coltivata oltre i 1.000 metri di quota, è quella di possedere un’alta percentuale di amido che la rende molto saporita e nutriente. Si possono gustare in deliziose crocchette, anche da asporto, oppure in sodalizio con altri prodotti della zona in un filante tortino con pareti croccanti di patate ed un cuore ripieno di funghi porcini e provola silana

Tortino patate al forno, porcini, salsiccia, provola silana (Calabria)
Tortino patate al forno, porcini, salsiccia, provola silana

Se il corpo mentre pedalate vi manda una chiara richiesta di zuccheri, la Calabria potrà gloriosamente soddisfare questa necessità. Nelle calde giornate estive potete trovare refrigerio e appagamento nell’affondare un cucchiaino nel cuore di cioccolato fondente fuso del tartufo di Pizzo, magari accompagnato da un fumante espresso.

Nel periodo natalizio o pasquale è la “pitta ‘mpigliata” la grande protagonista; una striscia di sfoglia grano duro avvolta a formare una rosa, ripiena di uva passa, mandorle, noci, cannella e Vermut. Una vera bomba energetica che darà il giusto sprint alle vostre membra. C’è un dolce però che potrete gustare solo lungo la Ciclovia e solo in un paese specifico che questa attraversa è il Bocconotto di Mormanno, nel Parco Nazionale del Pollino, dolce inserito nell’elenco PAT.

Bocconotto di Mormanno
Bocconotto di Mormanno

Questo dolce di pasta frolla vanta origini antiche, addirittura già dal XVIII secolo. Il nome probabilmente ne richiama la dimensione che permette di gustarli in un unico boccone. Questi piccoli canestrelli a base di farina, strutto, zucchero e uova, possono essere semplici oppure ripieni di confettura o crema, hanno un ottimo valore nutrizionale ed essendo preparati con prodotti semplici si conservano molto a lungo in ambiente naturale. Si possono acquistare tutto l’anno nelle pasticcerie e nei bar del paese, ma se pensate di affrontare la Ciclovia nel mese di giugno fate in modo di capitare qui in occasione della sagra del bocconotto, non ve ne pentirete!

Per maggiori informazioni sulla Ciclovia dei Parchi della Calabria è possibile visitare il portale all’indirizzo: www.cicloviaparchicalabria.it.

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