Il Col de la Bonette è un valico alpino delle Alpi Marittime, situato in Francia, che ha segnato la storia del Tour de France per quattro volte. La salita di quasi 23 km porta in alta montagna, a 2802 m e la si percorre sulla strada asfaltata più alta d’Europa. La pendenza media è del 6,8%, quella massima è del 9%.
Il Col de la Bonette al Tour de France 2024

Il menu della tappa 19 del Tour de France 2024, 145 km da Embrun a Isola 2000 e un dislivello di 4000 m, è da vertigini. Comprende, oltre alla Bonette, la salita al Col de Vars, un altro Hors Catégorie, e l’arrivo a Isola 2000, GPM di categoria 1. Un’occasione imperdibile per gli scalatori.
Il passaggio sulla cima della Bonette, nel 2024 rappresenta per il gruppo il record in termini di altitudine.
Il Parco del Mercantour

Il Col de la Bonette si trova nel Parco nazionale del Mercantour, dove la natura è ricca, quasi opulenta.
Con le sue vette che superano i 3000 metri di altitudine, i suoi numerosi laghi glaciali e le sue valli dal carattere deciso, il Parco Nazionale del Mercantour rappresenta, a un’ora dal mare, un’area unica e protetta. Situato al confine con il Piemonte, il massiccio del Mercantour è l’ultimo promontorio dell’arco alpino meridionale prima che la catena montuosa si tuffi bruscamente nel mar Mediterraneo.
Questa posizione particolare, tra mare e montagna, conferisce al parco un carattere unico e originale. Qui si scoprono paesaggi, piante e animali che non si trovano in nessun altro luogo. La flora è straordinaria: oltre 2000 specie di piante, di cui 220 considerate molto rare e 40 che non si trovano in nessun altro posto al mondo.
Il mosaico di habitat del Mercantour è la causa della straordinaria diversità delle specie animali che ospita. Vi sono 8744 specie animali, gran parte delle quali sono state scoperte durante l’inventario biologico generalizzato (ATBI). Questo numero non è statico e cresce ogni anno con nuove scoperte.
Paola Gianotti in salita sul Col de la Bonette

Non poteva mancare, tra le salite testate in anteprima da Paola Gianotti, questa cima epica. La salita è davvero lunga e impegnativa, ma la fatica è ripagata dal contesto naturale in cui è immersa.
Per arrivare in cima è fondamentale l’idratazione: “Importantissimo ricordarsi di bere per l’acclimatamento e per non disidratarsi“.





















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