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Freni a disco o a pattino: quale tecnologia scelgo?

Freni a disco o a pattino: quale tecnologia scelgo?

I freni sono l’elemento di sicurezza fondamentale sulle nostre bici. Per questo motivo è importante abituarsi a controllarli periodicamente, verificando lo stato di usura di tutti i componenti per mantenere efficiente l’impianto, e avere una frenata efficace in ogni situazione: per arrestare la bici, ma anche per avere maggiore controllo del mezzo durante le discese, nelle curve un po’ strette, eccetera.

Esistono numerosi modelli di freni in circolazione e ne abbiamo già parlato in un articolo specifico (Freni per bici, nuovi e antichi).

Freni a disco o freni a pattino tecnologia frenata pro e contro
Freni a pattino vs. freni a disco: quale sistema scegliere (e perché)?

Freni a disco vs. freni a pattino

Non dobbiamo pensare che la produzione di impianti frenanti a pattino sia ormai obsoleta perché le tendenze di mercato vanno in un’altra direzione: ci sono ancora oggi produttori di qualità che mettono sul mercato impianti frenanti a pattino con pinze in alluminio di tutto rispetto.

Pro e contro di ciascun sistema

È indubbio che da un punto di vista della qualità di frenata la tecnologia dei freni a disco ha permesso di migliorare i tempi di frenata, ma di contro ha fatto perdere molto la sensibilità della frenata stessa data dal pattino soprattutto nella parte iniziale, quando cioè si comincia a imprimere la forza sulle leve.

Grafico frenata differenza freni a disco vs. freni a pattino
Grafico frenata: in blu freni a pattino, in arancione freni a disco con rotore da 160 mm

Anche per la posizione e per la progettazione stessa, il disco, essendo solidale con il mozzo, permette una dissipazione omogenea della frenata.
Al contrario in un freno a pattino nel momento in cui è applicata la forza sul cerchio, sono i raggi che passano dalla pinza in quel determinato momento a essere sollecitati di più e quindi la dissipazione della forza di frenata è disomogenea.

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Sul fango e sul bagnato vince il disco

Inoltre, sul fango e sul bagnato c’è una maggiore efficienza del disco rispetto al pattino: la gomma del pattino è soggetta a estrema abrasione, mentre la pastiglia organica (resina e kevlar) e quella metallica subiscono meno azione abrasiva rispetto alla gomma; anche la frenata non essendo collocata all’esterno della ruota (cerchio), dove arriva la maggior parte dello sporco, ma verso il centro della ruota, dove tutto è più protetto risulta sempre più pronta.

Freni a disco: un sistema delicato

Di contro un impianto a disco è molto delicato e possono verificarsi numerosi problemi: contaminazione e/o vetrificazione delle pastiglie, bloccaggio dei pistoni, trasudamento dell’olio, surriscaldamento dell’impianto con il conseguente abbattimento della capacità frenante (brake fade), dischi storti che toccano sulle pastiglie, dischi bruniti, eccetera.

Pastiglie freno consumate

La manutenzione di questo tipo di freni richiede particolare attenzione e competenza, e molto dipende dall’utilizzo che ciascuno fa della bici, e dal modello in proprio possesso: già avere una e-MTB, per il peso della bici stessa, comporta un’usura delle pastiglie più repentina rispetto a una mtb muscolare.

Controllare l’usura delle pastiglie

Anche il controllo dell’usura dei componenti richiede un occhio esperto e un po’ più di tempo rispetto a un impianto a pattino, dove quest’ultimo può essere facilmente controllato e sostituito.
Nelle pastiglie lo spessore minimo consentito è di 0,5 mm, ma per avere una reale situazione dello stato del ferodo le pastiglie sono da rimuovere e misurare con un calibro, non basta il semplice colpo d’occhio.

Come verificare l’usura dei pattini freno

I pattini infatti hanno diverse scanalature verticali per il drenaggio dell’acqua. Se queste sono scomparse e la superficie delle pastiglie dei freni è completamente piatta, significa che sono da sostituire, perché si consuma più rapidamente anche la pista frenante del cerchio (altro elemento da non trascurare).

Pattini freno

Quale tecnologia scegliere?

Indicate brevemente le principali differenze, dobbiamo chiederci: quale tecnologia frenante fa al caso nostro?

È soprattutto una questione di educazione all’utilizzo, e quindi una buona indicazione sulla scelta.

Discesa vs. salita

Se siamo nelle condizioni di fare un percorso con tanta salita e tanta discesa, il freno a disco è più vantaggioso: in salita, per una accelerazione costante, con un cerchio più leggero, si vince facilmente l’inerzia della ruota (essendo il peso principale della ruota posizionato sul mozzo); in discesa, i vantaggi del freno a disco sono molteplici: meno fatica nella frenata, diminuzione dei tempi di frenata, ecc.

Pianura

Se percorriamo tanti tratti in piano è vantaggiosa una ruota con i pattini: a velocità costante e per tratti abbastanza lunghi il peso maggiore sul cerchio agevola l’effetto volano, vinta l’inerzia iniziale.

Freni a disco e sistema ABS

Il disco si presta molto per la pratica sportiva, meno per un utilizzo quotidiano, fatto salvo per le e-bike, dove per il peso del mezzo è necessario avere un impianto frenante qualitativamente più performante, oggi addirittura con l’introduzione del sistema ABS che migliora molto la tenuta di strada in frenata (e non tanto, come si possa credere, lo spazio di frenata. Ne è la prova il test del Touring Club Svizzero in collaborazione con BluBrake – report scaricabile a questo LINK).

ABS per freni a disco Blubrake

Occhio al parcheggio

Per la delicatezza costruttiva, se l’utilizzatore della bici è consapevole di avere poco riguardo ad esempio nel posizionarla nelle rastrelliere, oppure, se non ha la possibilità di avere uno spazio dedicato al chiuso per tenere la bici una volta arrivato a destinazione o in partenza (parcheggi bici), una bici a pattino si presta di più per essere lasciata alle intemperie, o per un utilizzo quotidiano da parte di persone che per età, o per poca attenzione, non trattano con particolare cura la propria bici.
Se si maltratta un freno a pattino, in ultima analisi, si ha più probabilità che questa tecnologia duri nel tempo e si possa mantenere un’efficienza nella frenata, rispetto a un freno a disco idraulico.

Facciamo alcuni esempi (non a scopo indicativo e non esaustivo)

  • Se un disco si piega dopo una caduta da fermo della bici (l’ho appoggiata male al marciapiede) o perché si è incastrato nella rastrelliera, avendo poco tempo a disposizione per sistemare bene la bici in mezzo ad altre (o forse perché non mi importa nulla), ammesso che lo si riesca a raddrizzare, per effetto delle temperature di utilizzo il rotore tenderà a riprendere la posizione di piega (cosiddetta plastica).
  • Se un pattino si storta dopo una caduta da fermo, basta riposizionarlo con gli attrezzi corretti e il sistema riprende a lavorare correttamente.
  • Se si prende un colpo alla guaina del freno a pattino con il rischio di abrasione della parte esterna, la mia frenata sarà sempre efficace. Se per qualche motivo sfrego il tubo freno idraulico, rischio il trasudamento dell’olio e una perdita repentina di efficacia nella frenata, per effetto del taglio del tubo o in alcuni casi del fatto che in quel punto il tubo freno tende a dilatarsi.
  • Se ci si dimentica di tenere pulito costantemente la pinza freno disco e il rotore, c’è un’usura più veloce dei componenti, e basta solo un piccolo sasso incastrato tra rotore e ferodo per rovinare pastiglie e dischi, e può anche capitare di non accorgersi immediatamente del danno. Un sasso incastrato nel pattino, oltre a essere di dimensioni importanti, è facilmente individuabile e rimovibile.

Problemi specifici e soluzioni

Un freno a disco se non mantenuto bene, comincia a fischiare. Un freno a pattino, può anche arrivare a fine vita senza che lo si senta fischiare.

Un impianto con olio DOT prevede la sostituzione dell’olio almeno una volta all’anno, anche se non uso la bici, un impianto a pattino, può avere lo stesso cavo freno anche per anni e continuare a essere efficiente senza la sua sostituzione.

Concludendo

In sostanza, con un utilizzo gravoso e maldestro della bici, se non voglio fare una manutenzione costante della bici, per infiniti motivi, la tecnologia a pattino risulta la più “solida”.

È vero, infine, che la tecnologia oggi fa la differenza, ma in fin dei conti la tecnologia ultima è il cervello di chi la usa, e poi resta il fatto che, indipendentemente dall’impianto frenante in nostro possesso, è fondamentale imparare a frenare bene in ogni situazione.

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Commenti

  1. Avatar Luigi ha detto:

    La forza applicata dai freni (attrito radente) si deve opporre ad un altra impressa non certo ai mozzi, bensì direttamente al cerchio attraverso il pneumatico sita all’interfaccia con l’asfalto (attriti radente e volvente) in direzione uguale e contraria, atta a ridurre l’energia cinetica dell’insieme mezzo conducente (1/2 mV²) quindi è vero esattamente il contrario!
    anche per questo la sensibilità di frenata è migliore con i pattini!

  2. Avatar Giuseppe ha detto:

    Ho 5 bici a casa, di cui 3 a pattini, una con freni a Rulli (Nexus) e una e-bike con dischi idraulici. Quello che ho imparato, oltre a fare manutenzione su tutti i tipi di impianti, e che ogni tipologia di freno ha perfettamente senso sulla sua tipologia di bici e di utilizzo. Per estremi, io peso 77 kg, sulla mia BDC del 2021 da 7 kg scarsi i freni a pattino funzionano egregiamente, soprattutto grazie a una costante manutenzione e ai pattini SwissStop per il carbonio, la mia e-bike con portapacchi borse e seggiolino ne peserà almeno 30 e i dischi sono fondamentali….ma entrambe frenano in maniera efficace alla stessa maniera, anzi, i pattini li trovo più comunicativi alla pressione della leva, i dischi sono molto più facili da attuare ma hanno un feedback più filtrato.

  3. Avatar Franco ha detto:

    i dischi sono certamente presente e futuro del sistema frenante delle bici. Sicuramente la mia prossima bdc nuova avrà i freni a disco, ma ci vorrà cmq qualche anno prima che sostituisca i miei rim. Sono 30 anni che esco con la bdc e freni rim e non mi hanno mai creato delle difficoltà.

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