La nostra prima vacanza in bici insieme, in bikepacking - Bikeitalia.it

La nostra prima vacanza in bici insieme, in bikepacking

Avete presente quando, grazie alla pandemia in corso, sei costretto a passare 3 mesi lontano dalla tua metà e le solite vacanze estive ti fanno un po’ paura e allora scegli di viverle in un modo diverso, ma soprattutto nuovo?

Ecco, è così che a luglio 2020 io e il mio fidanzato abbiamo iniziato a pensare che le vacanze giuste per noi fossero in bicicletta. Un sogno, per me, che si sarebbe coronato nonostante non avessi una bicicletta mia e non avevo fatto grandi allenamenti! Ma non c’erano problemi, Fabio mi avrebbe prestato una delle sue bici… e per i chilometri, beh, saremmo andati a sentimento.

bici cicloturismo viaggiare in bici

Da quel giorno, abbiamo iniziato a pianificare la traccia del Bike Packing Settembre 2020 su Komoot, circa 600 chilometri in giro per il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Partiti da un piccolo borgo nel bellunese, la destinazione della prima tappa era Schiavon (VI) – passando per Bassano del Grappa e Marostica, ammirando le ville venete.

Il secondo giorno, più carichi che mai grazie alla fantastica signora che ci ha preparato la colazione da campioni, ci siamo diretti a Treviso percorrendo la Treviso-Ostiglia: ex ferrovia costruita negli anni ’30 per ragioni commerciali e militari, poi dismessa a seguito della Seconda Guerra Mondiale. Davvero suggestiva! Punto di interesse: Villa Contarini, un incanto.

Il terzo giorno, invece, è da considerarsi un po’ come il giro di boa, perché saremmo arrivati a Jesolo e avremmo sostato un giorno, proprio per recuperare un po’ le fatiche (io soprattutto).

Da Treviso, abbiamo percorso un po’ di sterrati, vialoni, paesini. Fino ad arrivare alla Ciclovia del Piave in direzione Laguna di Venezia… indimenticabile, soprattutto per il vento contro. Però quando costeggi la laguna e in fondo inizi a vedere il faro di Jesolo, beh.. la fatica ha tutto un altro sapore!

Piccolo aneddoto di viaggio: quando abbiamo disegnato il percorso, abbiamo deciso che, come regalo, avremmo dormito in B&B o Hotel, ma qualche prodotto per il corpo l’ho acquistato ugualmente, non si poteva mai sapere! Uno di questi era una mini crema corpo. Consistenza un po’ strana, perché ogni mattina che passava era sempre più “brillante” ed appiccicosa… insomma, non riuscivo mai a stenderla uniformemente fino alla mattina del nostro REST DAY – grande scoperta. Pronti per andare in spiaggia, dico a Fabio della stranezza di quella crema. Al che lui bagna le mani, le passa sulle mie braccia.. e magicamente, si crea la schiuma! E quindi sì, ho acquistato un mini docciaschiuma anziché la crema corpo!

Con il quarto giorno di pedalata abbiamo sconfinato in Friuli Venezia Giulia – facendo, però, tappa a Caorle per una sfogliatina ripiena di marmellata! Caorle e quella chiesetta sono sempre irresistibili.
Il nostro punto di arrivo era Cervignano del Friuli e, per la prima volta, ho pedalato per 100 km! Sembrava un’impresa quasi impossibile, perché abbiamo percorso degli sterrati che, a suo tempo, non mi piacevano e con essi è arrivata anche la prima caduta. Ma non ho desistito e ho portato a termine questa lunga giornata!

Quando è cominciato il quinto e penultimo giorno, invece, avevo un po’ di malinconia. Perché nonostante fosse settembre, il tempo era stato il nostro migliore amico. Sempre caldo e cielo limpido. Per di più, quel giorno saremmo arrivati a Palmanova, che dista circa 11 chilometri da Cervignano del Friuli, ma il nostro giro prevedeva di percorrerne almeno 70. Siamo passati per Aquileia – colonia romana che, insieme a Ravenna e Brescia, è il più importante sito archeologico dell’Italia settentrionale, e con Cividale del Friuli e Udine è stata una delle capitali storiche del Friuli Venezia Giulia. Poi Grado e Monfalcone, passando per infinite strade in mezzo ai campi… e il sacrario militare di Redipuglia. Che ogni volta toglie il fiato. Infine, siamo arrivati a Palmanova – chiamata la Città Stellata – la vista ha appagato tutta la fatica di quei giorni.

Il sesto ed ultimo giorno si preannunciava lungo e faticoso. Saremmo dovuti arrivare a casa, passando per il San Boldo, ma mi sono fermata ai suoi piedi, dopo 114 km (e anche quell’ultimo giorno sono caduta su un sentiero in terra battuta!).

Da Palmanova a Pordenone, passando per Villa Manin – con una guida d’eccezione – paesini mistici tipo Cusano e Casarsa, fino ad arrivare a Vittorio Veneto. E infine, il tanto caro e amato San Boldo – che Fabio ha percorso fino ad arrivare a casa.

Ah, quasi dimenticavo: oltreché ad essere un tour in bici, lo è stato anche per il delizioso cibo che abbiamo mangiato. E, ultima cosa, ma non per importanza: è stato bello portare l’indispensabile per sopravvivere questi 7 giorni.. chi lo avrebbe mai detto, visto che solitamente porto tutto l’armadio! W la bicicletta!

PS. Nel 2021 abbiamo cambiato itinerario e periodo, partendo a luglio. In 10 giorni, di cui uno di riposo, abbiamo percorso quasi 1.000 chilometri. Partiti da un paesino in provincia di Como, ci siamo diretti in Emilia-Romagna, percorrendola tutta. Dopodiché è stata la volta di San Marino. Da lì, siamo risaliti per il mar Adriatico, Badia Polesine – Peschiera – e poi di nuovo al punto di partenza. Magari ve lo raccontiamo la prossima volta!

[Valeria Bidoggia e Fabio Rold]

Pianifica il tuo viaggio con Komoot

Commenti

Nessun commento

Ultimi articoli

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti