La sopravvivenza del cicloviaggiatore: orientarsi con le migliori app per bici

“Chi viaggi senza incontrare l’altro non viaggia, si sposta”

(Alexandra David-Néel)

È fatta. Spinti da chissà quale impeto di libertà, abbiamo pianificato un viaggio in bici, ci siamo procurati la necessaria attrezzatura e ora ci ritroviamo sulla strada, con un paio di padelle che penzolano sul lato della bici, il volto rigato dal sudore e solo una vaga idea di dove poggeremo la testa stanotte. 

I bisogni durante un viaggio in bici si fanno scarni, elementari: orientarsi, mangiare, dormire. Vediamo quindi un po’ di passare in rassegna queste tre questioni fondamentali, perché poco altro serve. 

Orientarsi 

“Scusi, vado bene per Frittole?” 

Fino all’era degli smartphone e dei gps, la stella polare del cicloturista era costituita soltanto dalla mappa cartacea, dai cartelli stradali e dalle immancabili richieste ai nativi. In particolare queste ultime sono una vera e propria fonte di scoperta antropologica dei luoghi che attraversiamo: l’attendibilità di quei “200 metri tutti in pianura” per il campeggio che cerchiamo stremati sarà viziata dall’abitudine di percorrerli in macchina, e molto probabilmente si tratterà di 2 chilometri al 10% di salita; così come quella vecchia quercia usata come riferimento per girare a sinistra dopo il cassonetto sarà stata abbattuta, incendiata o confusa con una decina di altre querce.

Insomma, il valore del chiedere informazioni alla gente del posto è molto più alto dell’informazione stessa dal punto di vista umano, e comunque vale la pena fermarsi anche se si conosce la strada. 

Per evitare brutte sorprese, dislivelli improvvisi, interruzioni o strade inesistenti, prima di partire sarà bene prepararsi una traccia GPS consultabile durante la pedalata. 

La migliore tecnologia per questo scopo è offerta senza dubbio da Garmin: quando hai un apparecchio che deve svolgere quella sola funzione, la sua affidabilità e precisione dovrebbero essere fuori discussione. 

Esistono però innumerevoli app per smartphone che permettono tanto la pianificazione quanto la navigazione di percorsi gpx, molte delle quali utilizzabili in larga parte anche in modalità free, con funzioni aggiuntive con l’abbonamento premium.

Ecco dunque una panoramica con le migliori app per bici, per trovare la propria strada e orientarsi durante la pedalata.

  • Komoot – è probabilmente l’applicazione più versatile e utile per il cicloturismo: in particolare, può svolgere in contemporanea la funzione di tracker (registrazione percorso), router (navigazione della traccia gpx importata precedentemente) e calcolo percorso parziale dal punto in cui ci si trova a un qualsiasi parziale, con altimetria, pendenza, tipo di fondo stradale e consigli degli utenti basato sull’esperienza della community; permette inoltre di stimare la durata della nostra tappa in base a distanza, altimetria e fondo, dopo aver scelto il nostro livello di allenamento su una scala di 5 livelli (da couch potato a pro!); Segui Bikeitalia su Komoot.
  • Viewranger – ottima soprattutto per escursionisti e mountain biker, si basa su mappe open con grande dettaglio, e ha il grande pregio di essere leggera per il consumo della batteria e al tempo stesso precisa e affidabile;
  • Bikemap – ottima per il calcolo del migliore itinerario su base probabilistica, offre una funzione basata sulla preferenza media della community degli utenti e un ottimo sistema di storage di percorsi, così come di navigazione e routing; 
  • Naviki – ha una simpatica funzione di navigazione turn-by-turn anche in modalità gratuita, così come un calcolo dell’ora di arrivo rimodulata in tempo reale sul nostro passo; per il resto, presenta mappe talvolta poco aggiornate con strade inesistenti o chiuse e un algoritmo ancora non ottimale per il calcolo della strada migliore; 
  • Mapmyride – perfetta per la pianificazione a tavolino di tappe, possiede un’ottima resa grafica del dislivello altimetrico, identificando le salite e mettendole su una scala di 5 livelli di difficoltà, in base a lunghezza, dislivello e pendenza media; meno efficace come strumento su strada da mobile;  
  • Cycle Travel – ancora da testare in maniera approfondita, sembra una delle migliori app per il calcolo di percorsi da casa, ma purtroppo non dispone ancora di un’app per dispositivi mobili;
  • Google my maps – Google maps si rivela molto utile quando dobbiamo cercare punti di interesse lungo il viaggio (stazioni, camping, hotel, trattorie, indirizzi), ma molto limitato come navigatore, specie in Italia, dato che non supporta la ricerca percorso ciclabile. Se quindi cerchiamo un percorso per auto, è molto probabile che ci mandi su superstrade o autostrade, se preferiamo quello a piedi, c’è il rischio di contromano, scale o sentieri non pedalabili. Uno strumento prezioso è invece Google my maps, un’estensione di Google Maps che consente di salvare dei propri layer con punti di interesse già inseriti a proprio piacimento e importare dei file .kml o .kmz (la conversione .gpx > .kml è molto facile e si può fare anche online) da seguire. I dati di altimetria vengono meno, ma perlomeno si ha una traccia stabile da seguire.

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