Ponte dell’Immacolata in bicicletta: 5 mete in Italia

Si avvicina finalmente un Ponte lungo, quello dell’Immacolata, che concede l’opportunità di staccare dalla routine e dedicarsi a una breve vacanza in bicicletta anche con le temperature un po’ più basse. Niente timori, scegliendo la meta giusta, il corretto abbigliamento e la giusta attrezzatura, il viaggio sarà indimenticabile.

Sono cinque le mete italiane che abbiamo scelto con Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo (a Bologna, l’1 e il 2 aprile 2023), per l’imminente vacanza.

L’entroterra

1 – Riolo Terme

Siamo nell’entroterra dell’Emilia-Romagna, in provincia di Ravenna. Qui si sviluppa una di ciclovia di 60 chilometri che unisce borghi e stabilimenti termali. Abbiamo scelto tre borghi in particolare: Riolo Terme dove è possibile unire l’attività sportiva alle cure termali e dedicarsi alle bellezze locali, come la Rocca in cui dimorò Caterina Sforza o i calanchi che la circondano. Da qui, a circa un’ora di bici invece incontriamo Brisighella, eletta tra i Borghi più Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Il borgo è medievale e, tra case colorate, rocche e torre dell’Orologio, è celebre anche per la cosiddetta “Via degli asini”, una strada porticata e sopraelevata risalente al 1100 dove passavano i birocciai che trasportavano il gesso proprio con gli asini. A Brisighella sono imperdibili i salumi, l’olio Dop e l’autoctono carciofo moretto. Prima di tornare a Riolo Terme, si può attraversare Imola per raggiungere, in poco più di un’ora, Modigliana, cittadina anch’essa medievale incastonata tra dolci colline, dove visitare la Rocca dei Conti Guidi e degustare i tortelli di patate. Se volete scoprire come unire wellness e sport, fate riferimento ai programmi specifici di Riolo Terme.

Calanchi di Riolo Terme

2 – Matera e le Chiese Rupestri

Non fatevi intimorire dalle salite di Matera, la città dei Sassi, perché con una e-bike potete esplorarla tutta, scoprire i suoi vicoli, gli edifici rupestri scavati nelle rocce della Murgia senza tralasciare i quartieri progettati negli anni ’50 e ’60, la Martella e Spine Bianche, per trasferire gli abitanti dei Sassi dopo il 1953. Anche la gastronomia fa parte delle attrazioni della città, lo sentite il profumo del pane sfornato dai tipici forni a legna? E cosa ne dite dei mercati dove provare specialità introvabili altrove? Splendida anche dal punto di vista storico-culturale, a Matera è doveroso visitare la Cattedrale situata sulla Civita e il belvedere di Sant’Agostino.

Anche i dintorni di Matera sono ciclabili e indimenticabili; ad esempio si può decidere di visitare il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri, un’area archeologica e naturalistica dove sono presenti un centinaio di chiese rupestri, spesso nascoste dalla vegetazione, scavate lungo gli argini delle gravine e impreziosite da incantevoli affreschi. Un Parco di tutt’altro genere è invece il Parco Scultura La Palomba, un’antica cava di pietra trasformata dall’artista Antonio Paradiso in area espositiva di arte contemporanea che conserva qui le sue opere.
Per i percorsi e i tour guidati www.materaturismo.it

Chiesa rupestre Matera
Chiesa rupestre Matera

Dall’entroterra al mare

3 – La Valle del Liri nel Lazio

Si parte in Abruzzo ma si pedala nell’entroterra del Lazio fino al mare seguendo il corso del fiume Liri che dopo Cassino diventa Garigliano, attraverso la Ciociaria. Fulcro di questo viaggio è Isola del Liri, una cittadina famosa per una splendida cascata e luogo ricco di archeologia industriale. Isola del Liri può essere il centro di un percorso a margherita, con escursioni tematiche da fare in giornata, oppure passaggio dell’itinerario “dalla sorgente alla foce“. Per una tre giorni si può partire da Capistrello, in Abruzzo, per dedicarsi Sora, la città di Vittorio de Sica, con il suo centro storico peculiare e l’Abbazia di San Domenico.

Durante la seconda giornata si procede verso Cassino, 65 chilometri impegnativi (ma fattibili con una e-bike), grazie al dislivello che si fa sentire nelle gambe: la prima tappa, Civitavecchia d’Arpino, infatti è tutta in salita. È la città di Marco Tullio Cicerone ed è famosa per le Mura Ciclopiche.

Se siete appassionati della storia della Seconda Guerra Mondiale, il terzo giorno dedicatevi all’Historiale – museo multimediale ideato e allestito da Carlo Rambaldi, Premio Oscar per gli effetti speciali di E.T. e all’Abbazia di Montecassino. Ecco che qui cambia il nome del fiume, che diventa come detto Garigliano. Siamo arrivati alla fine del viaggio, sulla Riviera di Ulisse dove il fiume sfocia nel mare nella località di Minturno. Per scoprire tutte le tappe, potete leggere il reportage del percorso dalla sorgente alla foce.

Lungo il fiume Liri
Uno scorcio lungo il percorso creato da Liris.bike

4 – Abruzzo, la Rete Ciclabile dei Trabocchi

La Ciclabile dei Trabocchi permette di costeggiare l’azzurro mare d’Abruzzo e di respirare l’aria frizzantina delle sue onde. Ma dal mare si può esplorare facilmente l’entroterra, con uno sguardo alla Maiella. In particolare, si incroceranno aste fluviali, strade bianche di campagna, tratti poco frequentati dagli automobilisti, le intersezioni con il Cammino di San Tommaso. Se si è allenati o appassionati di MTB, ci sono numerosi sterrati impegnativi per percorrere itinerari che lambiscono mulini ad acqua risalenti ai primi anni del 1400. Tra le mete da mettere in agenda, tornando verso il mare, la Riserva Naturale dell’Acquabella, dove si trova anche il borgo marinaro di Punta dell’Acquabella, un tempo rifugio dei pirati Turchi, ma oggi abbandonato. Qui lo sguardo si perde sull’azzurro delle limpide acque marine, ridando vigore dopo la pedalata. Per maggiori informazioni sulle tappe e le attrazioni sulla Costa dei Trabocchi leggete qui

Abruzzo, l'entroterra in bicicletta
Abruzzo, l’entroterra in bicicletta

Sulla costa

5 – Salento

Rimaniamo sul mare e raggiungiamo la meta estiva preferita dagli italiani (e non solo): il Salento. Dato che in estate è molto affollato, consigliamo di scoprirlo in bassa stagione, con poco traffico e temperature ancora piacevoli. Facendo di Lecce la tappa di partenza e di ritorno, si possono percorrere circa 210 chilometri prevalentemente pianeggianti adatti anche ai cicloturisti meno esperti e alle famiglie. Sulla strada si incontrano piccoli borghi, masserie e i più suggestivi angoli della costa.

Mare del Salento
Il mare del Salento

Tra Lecce e Otranto, ci si può fermare nell’Oasi protetta del WWF ‘Le Cesine’, punto di passaggio di numerose specie di uccelli migratori oppure presso i laghi Alimini. Pedalando invece da Otranto a Santa Maria di Leuca si scopre un selvaggio tratto costiero che tocca l’estremo oriente d’Italia, il faro di punta Palascìa. Da Santa Maria di Leuca, in direzione Gallipoli si consiglia invece una sosta gourmet alla scoperta dell’olio dell’antico frantoio di Castrignano, scavato nella roccia. Pedalando tra ulivi e muretti a secco si arriva infine a Gallipoli, sulla costa ionica di fronte all’isola di Sant’Andrea, e si può raggiungere a sud il parco naturale di Punta Pizzo.

Gallipoli fuori stagione regala estrema calma e sorprende per la sua luce, i suoi vicoli e il suo mercato del pesce. Nel suo entroterra poi si può visitare il frantoio ipogeo Sannicola, oppure Tuglie, cittadina sede di un magnifico museo della civiltà contadina e Galatone, un borgo dal bellissimo centro storico barocco.

Tornando verso Lecce il paesaggio è costellato di campagne coltivate e masserie fortificate, oltre a ville ottocentesche e città barocche, come Nardò.

Per altre suggestioni: viaggiareinpuglia.it

fiera del cicloturismo

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