Copertoni mtb: guida definitiva alla scelta

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Copertoni mtb

La mountain bike implica la presenza di qualcosa che nel ciclismo su strada non c’è: fango, polvere, acqua. Per affrontarle al meglio non si devono solo usare accortezze tecniche sul telaio e cambiare il proprio stile di guida, bensì è necessario scegliere al meglio i copertoni mtb da montare. In questo articolo cercheremo di capire come lavorano i copertoni mtb, cos’è il grip, come le caratteristiche di uno pneumatico possa influenzare la nostra guida e quali sono le scelte da privilegiare in ciascuna situazione.

Copertoni mtb: Grip, scorrevolezza e resistenza al rotolamento

fonte: bikemagic.com


Se dovessimo paragonare l’uso della mtb a un’equazione algebrica, il grip sarebbe perennemente l’incognita x, talmente importante che sentirete spesso gli altri biker esclamare: “Oggi non c’è grip!” . Si tratta della capacità del copertone di aderire al terreno, di penetrarlo con i tasselli e assicurare sufficiente trazione affinché la bici possa avanzare. Avere grip è essenziale per superare tratti tecnici, per affrontare in sicurezza le discese o per poter pedalare in condizioni di terreno molle o cedevole. Trovare il giusto grip non è facile, poiché è indirettamente proporzionale alla scorrevolezza, ovvero alla capacità dello pneumatico di scivolare (o scorrere) sul terreno dissipando la minor quantità di energia possibile.

fonte: redbull.com

Già da questa prima considerazione possiamo trarre la prima conclusione: quando scegliamo le gomme da montare sulla nostra mtb dobbiamo avere chiaro quale sarà il nostro obiettivo, se privilegiare il grip o la scorrevolezza. Ma in che modo uno pneumatico può assicurare più grip o più scorrevolezza? Quando noi pedaliamo, solo una parte dell’intera copertura è a contatto con il terreno che si deforma per via della forza di gravità, del nostro peso e dell’attrito che si forma tra il terreno e la superficie della gomma. Il disegno di questo accoppiamento gomma-terreno è una specie di ovale, definito impronta dello pneumatico. Più è ampia l’impronta, maggiore sarà la superficie in contatto e quindi l’attrito. Al contrario, più piccolo sarà l’ellisse minore sarà la porzione in contatto con il suolo, cosa che si traduce in una minor dispersione dell’energia trasmessa alla bici (il continuo passare dallo stato neutrale a quello in tensione delle fibre comporta un consumo di energia che viene sottratto alla progressione della bicicletta).

Possiamo dunque affermare che una copertura capace di imprimere a terra una maggiore sezione, essendo quindi più deformabile, produrrà più grip di una che invece risulti più rigida. Qui entra in gioco il terzo concetto, ovvero la resistenza al rotolamento. Una ruota, una volta messa in rotazione, sarà portata a fermarsi per via dell’attrito generato dal contatto con il suolo e per far sì che continui a scorrere dovremo imprimere con le gambe una forza maggiore di quella frenante. La caratteristica prende il nome di resistenza al rotolamento ed è un fattore direttamente influenzato dal tipo di copertura scelto ma che a sua volta ha effetti sulla trazione, sulla dissipazione di energia e sulla velocità. Una copertura più grippante offrirà maggior aderanza ma al contempo avrà una resistenza al rotolamento elevata che ci obbligherà a imprimere maggiore forza sui pedali per proseguire sul tracciato.

Abbiamo capito che grip, scorrevolezza e resistenza al rotolamento sono fattori profondamente interconnessi tra loro, che insieme formano un equilibrio dove prediligere un aspetto significa penalizzarne un altro. Ora andremo a vedere quali sono le caratteristiche di una gomma con un ottimo grip e di una scorrevole, per andare poi a valutare quando usare una e quando l’altra.

Caratteristiche di un copertone mtb

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Indipendentemente dalla dimensione del cerchio e della casa costruttrice di coperture scelta, vi sono caratteristiche dello pneumatico che influenzano direttamente il suo comportamento sul terreno:

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Mescola: solitamente definita con il termine inglese compound, è la composizione chimica della copertura, prodotta unendo il polimero con additivanti chimici e poi fatto vulcanizzare, ovvero riscaldato in autoclave a temperatura e pressioni definite.
La mescola può essere dura o morbida e viene ricavata utilizzando un procedimento, definito Shore: in sostanza si lascia cadere da una determinata altezza un oggetto di peso e dimensioni verificate, lo si fa rimbalzare sulla gomma e si misura l’altezza del rimbalzo. Più alto sarà il valore del rimbalzo, maggiore sarà la durezza della mescola. Uno pneumatico con mescola più dura si deformerà meno, assicurando scorrevolezza mentre uno più morbido permetterà di avere più grip. Inoltre la durezza influisce notevolmente sull’usura della copertura, poiché una mescola più morbida è più deformabile e si consuma più velocemente. Viene indicata generalmente sulla spalla della copertura (se non la trovate cercate le specifiche sui siti internet dei produttori) ed è indicata con un numero seguito da una lettera a. Lo pneumatico più morbido si attesta intorno ai 42a, mentre uno duro arriva a 60-65a (raramente a 70a, dove già parliamo di coperture per strada, tutto un altro mondo). Se sulla spalla del copertone sono indicati due valori della mescola, significa che è stata usata la tecnologia “doble compound”, ovvero una mescola morbida sui tasselli per garantire grip e una dura ai lati per la tenuta in curva;

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TPI: acronimo per la dicitura anglosassone “thread per inch” ovvero fili per pollice. Indica quanti filamenti di materiale sono stati intrecciati per produrre la carcassa dello pneumatico. Più alto il numero di fili minore sarà la luce che la gomma avrà a disposizione per insinuarsi durante la vulcanizzazione. Quindi al crescere del numero di TPI aumenterà la leggerezza della copertura (i filamenti pesano meno della gomma) ma diminuirà la resistenza alle forature;

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Sezione: per sezione s’intende la larghezza della copertura, di solito espressa in pollici. Le coperture da XC sono solitamente da 1,9″ mentre quelle da DH arrivano a 2.5″. Cosa ci dice questo dato? Che maggiore è la sezione del copertone, più ampia risulterà essere l’impronta a terra, aumentando così la resistenza al rotolamento e dunque l’aderenza. Infatti pedalare con uno pneumatico da 1,9″ è ben diverso che usarne uno da 2,3″;

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Disegno: per disegno s’intende la forma, la disposizione e l’altezza dei tasselli. I tasselli hanno il compito di insinuarsi nel terreno, facendo presa e permettendo alla bici di stare in piedi. Coperture con tasselli radi e saparati sono pensate per penetrare i terreni molli, poiché c’è bisogno di giungere in profondità per arrivare a contatto con un suolo più compatto. La disposizione dei tasselli così distanziati tra loro permette una migliore evacuazione del fango che, per via della forza centrifuga, tende ad accumularsi sulla superficie della copertura. Lo spazio così ampio dona al fango una via di fuga.
Pneumatici con tasselli bassi e fitti sono invece pensati per limitare la penetrazione nel terreno, poiché questo lavoro del tassello ha un costo in termini di energia dissipata. I tasselli bassi non hanno il tempo di scavare nel terreno, donando alla copertura una scorrevolezza maggiore. Pedalare infatti su terreni duri (anche solo su asfalto) è molto più faticoso con una gomma con tasselli pronunciati, per via dell’elevata deformazione del tassello a contatto con il suolo con conseguente perdita di energia;

Peso: tra un set di gomme e un altro possono “ballare” anche 400g. Questo valore dipende dai TPI, dalla mescola, dalla larghezza e dal disegno degli pneumatici. Alleggerendo le coperture diminuisce l’inerzia e la quantità di materiale da mettere in movimento, riducendo la forza da applicare sui pedali per mantenere costante la trazione;

Copertoni mtb con grip elevato

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Ora vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche da privilegiare se desideriamo utilizzare delle coperture che migliorino la tenuta della nostra mtb:
Bassa durezza di mescola: poiché è più deformabile e aumenta l’impronta sul terreno. Si va dai 42 ai 50a di durezza Shore;
TPI: un minor numero di filamenti per pollice indica che nella carcassa è presente più gomma, che rende la copertura più deformabile e ne incrementa la resistenza al rotolamento. Un buon compromesso sono gomme da 60TPI;
Sezione: gli pneumatici di sezione maggiore ampliano la dimensione dell’ovale gomma-terreno, elevando la resistenza al rotolamento e quindi l’aderenza. Attenzione però a non esagerare: se fate XC potete decidere di passare da coperture di sezione 1,9″ ad altre da 2″-2,1″ ma non potete saltare a sezioni estreme da DH, perché non pedalereste più;
Disegno: i tasselli devono essere ben pronunciati, distanziati tra loro e di dimensione elevata, per artigliare i terreni molli;
Peso: una copertura con grip elevato pesa di più per via della presenza di maggior gomma nella carcassa;

Copertoni mtb scorrevoli

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Se invece abbiamo bisogno di scorrevolezza, dobbiamo puntare su una copertura con le seguenti caratteristiche:
Elevata durezza di mescola: poiché si deforma in misura minore riducendo l’ellisse di contatto. 60-65a è un ottimo valore;
TPI: un alto numero di filamenti per pollice rende la gomma più rigida, più leggera ma anche più propensa alle forature (con conseguente difficoltà di aggiustaggio, data la sua rigidità). Si tratta comunque di una gomma reattiva che permette di massimizzare la trasmissione dell’energia. Un valore giusto è sui 120 TPI ma state attenti, coperture del genere di solito costano di più, per cui se non siete interessati a una scorrevolezza estrema (insomma se non fate gare), potete tranquillamente usare una 60 TPI;
Sezione: minor sezione uguale impronta più piccola con conseguente riduzione della resistenza allo rotolamento;
Disegno: tasselli fitti, molto bassi o quasi inesistenti per minimizzare la deformazione e la dispersione di energia (ora capite perché gli pneumatici da strada non hanno tasselli?);
Peso: le coperture scorrevoli di solito sono più leggere e permettono di spingere di più con il mezzo, ovviamente se utilizzate sul terreno adatto.

La scelta dei copertoni mtb in base alle condizioni del terreno

Siamo ormai in grado di capire quali caratteristiche ricercare in una copertura in base all’esigenza di più grip o più scorrevolezza. Ora finalmente trasportiamo tutto nella dimensione reale e andiamo a vedere quando è meglio usare una copertura piuttosto che un’altra:
Asfalto: se usate la mtb anche per andare al lavoro è meglio che vi rivolgiate agli pneumatici da cicloturismo, che hanno dimensioni idonee per essere installati sui cerchi da mtb ma non presentano tasselli;

fonte:bikemagic.com

Terreno duro e compatto: il tipo di suolo che di solito si trova in estate, polveroso e solido. Qui abbiamo bisogno di una copertura che ci doni scorrevolezza, poiché ci consentirebbe di fare meno fatica, girare a velocità maggiore e ridurrebbe l’usura della carcassa. Utilizzare una gomma con grip in questo caso non avrebbe senso, poiché non abbiamo necessità di penetrare il terreno;

fonte:www.iliad.co.nz

Terreno fangoso: classica uscita dopo giorni di pioggia. La parte superficiale del suolo è molle e sdrucciolevole e i copertoni mtb devono andare in profondità per catturare la porzione asciutta, per questo abbiamo bisogno di una gomma che ci doni elevato grip. Girare con una gomma scorrevole peggiorerebbe notevolmente la tenuta e l’equilibrio, soprattutto se montata al posteriore, che tende a schizzare via durante le ripartenze, sprecando un mare d’energia;

fonte: velonews.competitor.com

Terreno roccioso: qui il discorso si complica perché le rocce sono sì dure e compatte ma tendono anche ad essere parecchio scivolose. In questo caso è meglio usare una copertone mtb con grip elevato, affinché si deformi maggiormente e amplifichi l’impronta, donando più attrito e quindi più tenuta su questi fondi viscidi;

fonte: espn.go.com

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