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Manutenzione di un telaio in fibra di carbonio

Bikelife, Meccanica, Telaio • di

Che sia di una specialissima da corsa o di una mtb da gara, un telaio in fibra di carbonio richiede attenzioni e cure particolari, per verificare che sia sempre al meglio. In questo articolo vedremo come effettuare i controlli e le regolazioni più utili per mantenere sempre in forma il telaio in composito.

Le problematiche del carbonio

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Il telaio in fibra di carbonio, per quanto rigido, reattivo e performante che sia, porta con sé delle problematiche che non vanno sottovalutate. La fibra di carbonio ha uno snervamento, cioè una deformazione plastica sotto sforzo, che è molto vicina allo zero. Questo significa che i segni premonitori di una possibile rottura sono minimi: il carbonio si spezza senza piegarsi. Al contrario dell’acciaio e dell’alluminio, dove bozze o pieghe fanno presagire l’imminente rottura, nei telai in composito questo non avviene. Perciò è davvero importante notare i segni di cedimento, cercare eventuali cricche e mantenere il telaio sempre al meglio.

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I problemi che possono verificarsi su un telaio in fibra di carbonio possono essere dovuti a:

Cadute: quando si cade la fibra di carbonio può criccarsi. Quando viene realizzato il telaio, le fibre di carbonio vengono direzionate per resistere a determinate forze, che spesso sono parallele al telaio stesso. Un’eventuale forza trasversale (come un impatto sull’asfalto) può soverchiare la resistenza intrinseca delle fibre e quindi far partire una cricca;

Abrasioni: asportazioni di vernice, dovute a cadute o contatti con muri o supporti, possono rimuovere lo strato protettivo trasparente e quindi esporre direttamente la resina epossidica al sole. I raggi UV tendono a far staccare la resina dalla fibra, accelerando l’invecchiamento del materiale;

Serraggi troppo elevati: serraggi di viti fatti “a sensazione”, al posto di usare una chiave dinamometrica, possono far partire una cricca, che porterà a una rottura per fatica del materiale.

Per questi motivi è bene dedicare cinque-dieci minuti del proprio tempo a intervalli regolari (una volta al mese, per esempio) per effettuare un controllo visivo del telaio e dei componenti in composito.

Il controllo strutturale

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La verifica dell’integrità del telaio può essere effettuato attraverso un controllo visivo e “acustico”. Esistono metodi più scientifici, come gli ultrasuoni o la termografia, ma sono costosi e spesso servono solo quando un danno è già stato individuato. Per controllare il telaio in fibra di carbonio è bene posizionarlo sul cavalletto di lavoro e controllare i punti più critici:

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Parte inferiore del cannotto di sterzo: la parte di congiunzione tra il tubo obliquo e il cannotto di sterzo è la più sollecitata di tutta la bicicletta. Per questo si deve controllare l’integrità visiva di questa parte, per vedere che non vi siano variazioni di colore della vernice o crepe nel materiale;

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Scatola del movimento centrale: osservate sotto la scatola del movimento centrale e nel punto di congiunzione tra i foderi orizzontali e il tubo obliquo, che non vi siano cricche o variazioni del colore della vernice;

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Foderi posteriori: provate ad avvicinare a mano i foderi posteriori, spingendoli delicatamente. Se avvertite scricchiolii strani o vere e proprie pieghe del materiale, non usate il telaio e portatelo da un professionista per una analisi più approfondita;

Foderi forcella: fate la stessa operazione con i pendenti della forcella e verificate che non vi siano rumori stridenti;

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Zona del reggisella: controllate che nella zona dove è fissato il collarino che blocca il reggisella non vi siano crepe o alterazioni della vernice;

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Componenti in composito: afferrate per l’estremità il manubrio e provate a fletterlo. Se si piega o emettere rumori strani, smettete immediatamente di usarlo. Ripetete il controllo anche per il reggisella;

Verifica dell’integrità della vernice

Passate in rassegna tutto il telaio, soprattutto nei punti più esposti (foderi orizzontali, foderi forcella, scatola del movimento centrale) e verificate che la vernice sia integra. Non ci devono essere abrasioni che hanno rimosso la vernice e hanno esposto le trame del carbonio all’aria.

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Se sono presente delle alterazioni di colore della vernice, come dei punti che sono più scuri e che man mano sembrano allargarsi, smettete immediatamente di usare il telaio e portatelo a far controllare. Infatti significa che è partita una reazione che sta facendo distaccare le fibre dalla resina epossidica che le tiene insieme.

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Il telaio si sta indebolendo in quel punto e potrebbe spezzarsi senza preavviso. Non coprite eventuali graffi con pennarelli indelebili a base di solventi o vernici fai da te, poiché potreste solo peggiorare la situazione.

Verifica dei corretti serraggi

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Per assicurarvi di aver montato tutti i componenti con la giusta forza necessaria, è bene passare in rassegna tutte le viti della bicicletta e controllarne il serraggio con una chiave dinamometrica. Nello specifico è fondamentale controllare le seguenti viti:

• Fissaggio del manubrio sullo stem;
• Fissaggio dello stem sul tubo forcella;
• Deragliatore anteriore a fascetta;
• Deragliatore posteriore;
• Freni;
• Collarino reggisella;

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Allentate lievemente le viti, dopodiché controllate la coppia indicata sul componente stesso e tarate la chiave dinamometrica alla medesima forza. Infine avvitate nuovamente la vite utilizzando la chiave, fermandovi quando quest’ultima scatta. In questo modo sarete certi di non aver serrato troppo, provocando una possibile cricca nel materiale.

Concludendo

I telai in fibra di carbonio sono prodotti eccellenti per chi fa della bici un mezzo da performance o competizione: sono leggeri, rigidi e scattanti, massimizzano la potenza trasmessa sui pedali e non hanno dispersioni di energia. Sono però delicati e hanno bisogno di attenzioni maggiori, per via della fragilità intrinseca del materiale. Per questo è bene controllare il telaio e verificare che sia tutto a posto. Perché pedalare veloci è importante ma pedalare sicuri lo è di più.







2 Risposte a Manutenzione di un telaio in fibra di carbonio

  1. A.D. ha detto:

    La conclusione dell’articolo è eloquente: il composito è un materiale perfetto per costruire bici da competizione. Mi chiedo perché a chi cerca una bici per fare esercizio o per svagarsi, da usare quotidianamente, ma non abbia ambizioni agonistiche, venga comunque proposto questo materiale delicatissimo invece di acciaio o alluminio, materiali molto più affidabili, che anche con meno precauzioni di quelle necessarie al carbonio possono durare decenni.

    • Nicola ha detto:

      Ti sei risposto da solo…se io ti propongo una bici che dura 20 anni, io poi che ti vendo?
      Nell’epoca del consumismo purtroppo è così…

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