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Spoleto – Norcia: in bici lungo la vecchia ferrovia

Italia, Itinerari, Umbria • di

A vederle sulla mappa, le tratte ferroviarie dismesse e convertite in ciclovie sono uno spezzettamento disomogeneo su tutto il territorio della penisola che non può certamente essere messo a sistema per formare un’unica rete nazionale.

Eppure sono più di 5000 i chilometri ferroviari ormai dismessi che, salvo alcuni casi di recupero – magari per scopi turistici – non torneranno mai più alla loro funzione d’origine mentre in altri casi si è già provveduto, appunto, alla loro riconversione in funzione ciclistica.

Della vecchia ferrovia Spoleto – Norcia, che con una brillante operazione di marketing territoriale sarebbe potuta diventare una ferrovia turistica, ne è stato perlomeno recuperato il tracciato e trasformato in una ciclabile bellissima, ma con delle potenzialità non ancora del tutto concretizzate.

Lungo il percorso infatti vi sono ancora molte vecchie stazioni che potrebbero essere riconvertite in punti di ristoro e servizi di bike grill, mentre invece versano in uno stato di abbandono che testimonia come il cicloturismo, nel nostro territorio, non sia ancora percepito come una risorsa, nonostante ci siano tutti i requisiti, sia da un punto di vista paesaggistico che storico, con una serie di borghi e castelli medioevali, ma anche enogastronomico – basti pensare al tartufo e a tutti i prodotti di alta qualità della norcineria della Valnerina.

Mappa


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Breve storia della ferrovia

51 chilometri di strada ferrata a scartamento ridotto per contenere il raggio di curvatura e diminuire le spese di realizzazione, la costruzione iniziò nel 1913 e subito ci furono dei rallentamenti dovuti alla grande guerra, tanto che il primo treno partì solo il 6 Novembre del 1926, cinque giorni dopo la sua inaugurazione. Vi erano in servizio cinque elettromotrici che, alimentate a 2400 volt, trasportavano il convoglio coprendo la distanza in circa due ore.

Dopo i danni procurati dalla seconda guerra mondiale venne rimodernata negli anni ’50 ma poi con l’istituzione della servizio di autolinee, seguito alla riqualificazione della rete stradale, iniziò un lento declino fino all’ultima corsa, il 31 Luglio del 1968.

Per la sua altimetria viene considerata una ferrovia alpina ed è un esempio di ingegneria ferroviaria molto interessante, con ben 19 gallerie e 24 viadotti, tratti di linea elicoidali ed altri di notevole pendenza.

Le associazioni

Un ruolo fondamentale nella promozione turistica del territorio, prima ancora che le amministrazioni, i tour operators e titolari delle varie strutture ricettive (tutti soggetti, questi, che si muovono spesso in ordine sparso senza avere una strategia comune) lo svolgono sicuramente associazioni sportive come la Thyrus Cycling Team di Terni che organizza, da diverso tempo, delle uscite alle quali partecipano persone provenienti da diverse regioni come Marche, Lazio e Abruzzo.

Sono iniziative non a scopo di lucro messe in atto con grande difficoltà dagli organizzatori, difficoltà che si superano grazie alla grande passione e all’amore verso il loro territorio a cui danno visibilità facendo conoscere, a chiunque ama la bicicletta una varietà di percorsi che altrimenti rimarrebbero sconosciuti.

Una di queste uscite è quella che abbiamo fatto lo scorso 16 Giugno, sulla vecchia ferrovia Spoleto Norcia, appunto, dopo che il maltempo ci aveva costretto a rimandare la data dell’escursione inizialmente in programma per Maggio.

Oltre 70 partecipanti provenienti da 4 regioni quasi tutti partiti dalla stazione di Terni a bordo di un treno speciale messo a disposizione da Trenitalia con il quale abbiamo raggiunto Spoleto da dove abbiamo iniziato la pedalata.

Il tracciato della ferrovia inizia in prossimità della superstrada per Foligno ed inizia subito a salire lievemente ma in maniera costante attraverso un susseguirsi di gallerie e ponti dai quali si possono ammirare panorami davvero molto belli.

Arrivati al valico detto della “Caprareccia” si entra nel tunnel più lungo, circa due chilometri, che come tutti gli altri non è provvisto di impianto di illuminazione, dopodiché si comincia a scendere superando tornanti e ancora gallerie, lungo un tracciato che diviene elicoidale fino a raggiungere il fondovalle del Nera.

Qui, a Sant’Anatolia di Narco, abbiamo fatto la nostra pausa pranzo in un parco allestito per picnic e provvisto di bracieri, dopo di ché siamo ripartiti in direzione Terni, uscendo di fatto dal tracciato della vecchia ferrovia, passando attraverso i borghi medioevali ed il refrigerio delle acque della cascata delle Marmore.

Chi, invece volesse continuare in direzione Norcia seguirà la ex ferrovia che fino a Triponzo costeggia il fiume per lunghi tratti, tenendo conto che dopo pochi chilometri, però, bisogna uscire dal tracciato ed utilizzare la statale che, essendo molto trafficata, sarebbe meglio bypassare studiando un percorso alternativo per raggiungere la piana di Norcia nella cui stazione finisce il viaggio in bici.

Altre info pratiche

Come arrivare: Si può iniziare il percorso dalla stazione di Spoleto che può essere raggiunta facilmente con treni regionali da Roma Termini/Tiburtina, Perugia ed Ancona ma anche con la propria auto raggiungendo la cittadina umbra uscendo dall’ A1 al casello di Orte e procedendo in direzione di Terni (E45), Oppure da Perugia seguendo la superstrada che passa per Foligno o ancora dalla statale della Valnerina risalendo in direzione Spoleto attraverso la galleria di Sant’Anatolia di Narco.

Dal piazzale antistante la stazione può iniziare il percorso in bici seguendo queste indicazioni.

Appena dopo Borgo Cerreto, inizia un tratto non ancora aperto che può essere bypassato percorrendo circa 8 chilometri di statale 685, generalmente piuttosto transitata, fino a Serravalle, lungo il quale ci sono anche 4 gallerie di cui due sono superabili deviando sulla carreggiata della vecchia statale, mentre le altre 2 sono semiaperte e ben illuminate. Dopo il sisma del 2016 il tracciato della vecchia ferrovia ha subito danni in diversi punti e di fatto è possibile arrivare a Norcia continuando lungo la statale alla quale ci sono delle alternative come , ad esempio la strada che sale verso Preci e passa per forca D’Ancarano ma sono solitamente percorsi molto impegnativi. Il percorso, non essendo chiuso ad anello lo si può fare anche solo in andata utilizzando per il ritorno a Spoleto il servizio di autolinee extraurbane (E401) di Busitalia consultando comunque preventivamente il sito per gli orari ed il trasporto bici. Per l’eventuale pernottamento è possibile usufruire di numerose strutture dato che ormai la situazione, almeno dal punto di vista turistico ricettivo, è tornata alla normalità.

A proposito di treni

Forse vale la pena ricordare che per il trasporto delle bici in treno la normativa prevede che su quelli a media e lunga percorrenza – tutte le frecce di Trenitalia e Italo treno- le bici si possono portare a bordo senza pagare nessun supplemento, purché siano pieghevoli o smontate – è sufficiente togliere la ruota anteriore – e riposte nell’apposita sacca o comunque in un imballaggio le cui dimensioni non devono superare 80x110x40 cm per essere stipate, come una qualsiasi valigia, nel portabagagli sovrastante il sedile.

Sui treni regionali, invece, è possibile salire con bici al seguito senza che questa debba essere smontata e tanto meno imballata purché le dimensioni non superino gli 80x110x45 cm. Se il treno ne è provvisto si possono utilizzare gli appositi ganci, facendo comunque attenzione poiché in alcuni casi, questi, possono rovinare i cerchi, altrimenti si lascia appoggiata nel vano di ingresso o vicino al sedile, se il treno non è troppo affollato, avendo cura comunque di non creare intralcio.

In questo caso però, si paga un supplemento o si fa un altro biglietto di seconda classe e bisogna tener conto che il regionale non si prenota,quindi se c’è posto per noi e le nostre bici lo si scoprirà solo al momento della partenza, il ché potrebbe essere un problema per i gruppi numerosi. Il biglietto, comunque ha validità fino alle 23,59 del giorno indicato e ciò significa che se ci dovessero essere problemi con un regionale si prova con quelli successivi, conviene comunque sempre chiedere informazioni a Trenitalia consultando questo sito soprattutto se si viaggia in molti.






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