Viaggiare in bici | Pedalate estreme: come affrontare il freddo intenso - Bikeitalia.it

Viaggiare in bici | Pedalate estreme: come affrontare il freddo intenso

Quando nel 2014 siamo partiti per il nostro giro del mondo in bicicletta, con il progetto “Dai 7 colli ai 7 passi”, avevamo molti dubbi ma un’unica certezza: avremmo pedalato anche in inverno, ovunque fossimo stati.

Pedalare e campeggiare a temperature sotto lo zero richiede innanzitutto una buona preparazione logistica. Fondamentale durante la giornata è tenere al caldo le mani e i piedi, fino a zero gradi si riescono ancora ad usare guanti e scarpe invernali, ma quando la colonnina di mercurio scivola giù sotto i -20 gradi centigradi è tempo di coprirsi di più.

Scarponi pesanti, coprimanubrio ed abbigliamento da neve diventano necessari per godersi la giornata e non trasformarla in un inferno ghiacciato. C’è una parte di corpo che si scalda mentre si pedala, il torso e le gambe, ed una grossa parte che invece, poiché inerte, tende a gelare: mani, piedi, volto. Queste ultime sono quelle che bisogna cercare di proteggere di più.

Abbiamo ancora vivi nella memoria i giorni a -15 gradi centigradi in Anatolia Orientale, Turchia, in cui avevamo chiaramente sottovalutato questo aspetto. Sugli infiniti rettilinei dell’altopiano di Erzurum, a 2.000 metri di quota, spesso dovevamo fermarci e camminare per ripristinare la circolazione ai piedi ed alle mani. Il dolore del sangue che ribolle nuovamente nelle vene è forse pari al dolore delle dita congelate.
Per questo, una volta entrati in Georgia ed in previsione dell’attraversamento della steppa kazaka in pieno inverno, abbiamo prontamente provveduto all’acquisto di scarponi da montagna imbottiti. I piedi caldi hanno reso il mese nella steppa uno dei momenti indimenticabili del viaggio.

Pedalate estreme freddo camminare circolazione sangue

Le mani, invece, già viaggiavano al caldo da qualche tempo grazie a dei comodissimi coprimanubrio in neoprene. Fondamentale, infatti, è avere un’ottima barriera per l’aria fredda che sferza contro la pelle mentre si pedala. Purtroppo non c’è guanto da ghiaccio abbastanza pesante da riuscire a svolgere questo compito da solo, ci vuole qualcosa di più, da qui il coprimanubrio.

Il vento è il nemico invisibile del ciclista, alle basse temperature anche solo l’aria che spostiamo mentre pedaliamo diventa insopportabile se si lasciano scoperti viso ed occhi. Maschera da sci ed una calda balaclava diventano fondamentali per proteggersi dalle folate gelide.

Pedalate estreme come affrontare il freddo

Per il resto del corpo vige la regola del cominciare a pedalare che ancora si sente freddo; ossia partire leggeri. Questo perché il torace e le gambe si scaldano molto con il movimento, per cui partire troppo pesanti porterebbe a sudare, bagnare l’abbigliamento e quindi sentire ancora più freddo. Il classico abbigliamento a cipolla è comodo sia per la montagna che per un viaggio in bicicletta al freddo: maglia termica e giacca antivento per il torace, calza e pantalone da montagna invernale per le gambe.

L’esperienza invernale in Asia Centrale è stata assolutamente formativa per la nostra decisione di pedalare nel circolo polare artico canadese alla fine dell’inverno 2017. Si potrebbe erroneamente pensare che pedalare a -20 gradi centigradi sia uguale a -40 gradi centigradi, invece quei 20 gradi di differenza fanno vivere un’esperienza totalmente diversa. Innanzitutto anche solo respirare l’aria a temperature così basse è molto doloroso per i polmoni non abituati, per cui bisogna tenere il naso e la bocca sempre coperti. Tutto deve essere più pesante: il coprimanubrio imbottito, stivali invernali con doppia imbottitura, pantaloni pesanti da neve. Le energie corporee si consumano velocemente nel continuo tentativo di tenere caldi gli organi vitali, per cui è assolutamente necessario integrarle continuamente ingerendo cibi ipercalorici e assumendo liquidi caldi. Bisogna inoltre tenere costantemente sotto controllo il sudore, una maglia zuppa è una maglia completamente congelata che fa abbassare rapidamente la temperatura corporea. Pedalare senza sforzarsi troppo, un mantra.

Come per le ascese oltre ai 4.000 metri di quota, anche per pedalare al freddo è richiesto al corpo un periodo di acclimatamento. Le prime volte il freddo sarà quasi insopportabile, soprattutto se si passa la maggior parte del tempo al chiuso, in case altamente riscaldate, ma se non ci si lascia scoraggiare, piano piano il corpo si abituerà alla nuova condizione e pedalare anche in inverno diventerà, se non piacevole, sopportabile.

Ma perché scegliere di affrontare temperature così estreme? C’è un profondo senso di libertà nel sapere di poter vivere una vita all’aperto a qualsiasi temperatura, un richiamo primordiale di ciò che eravamo come esseri umani prima che ci chiudessimo in rifugi di cemento.

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