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Bici e ospitalità in Valtrompia

Diari • di 3 Settembre 2012

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Il report di questa escursione inizia dalla fine. Si perché l’ospitalità, che riceviamo quando siamo in giro in bici con le borse, è una componente sorprendente e anche commovente che molto spesso costituisce la cifra di un viaggio. Personalmente ricordo con grande entusiasmo i paesaggi attraversati e le situazioni vissute, ma gli incontri con persone che mi hanno ospitato occupano un posticino nel cuore e da lì non se ne vanno più…anzi ogni tanto tornano a bussare.

Così ho vissuto l’ospitalità dell’allevatore di cavalli che mi ha permesso di giocare con i suoi bambini, di Donato, cacciatore di cinghiali, che mi ha accompagnato sul Gran Sasso e sua moglie Sandrà che mi ha preparato una vaschetta di frutta fresca al mio arrivo e insieme mi hanno fatto assaporare i rosticcini a Manoppello. Don Francesco che mi ha dato una stanza e una cena nella sua struttura e potrei continuare ancora ancora. Succede anche con piccole escursioni di un giorno. E’ successo con l’escursione di domenica 29 luglio. Al ritorno della nostra escursione che è ben descritta dai vari filmati e dalle note allegate, cartine e quant’altro siamo stati ospitati da Maria Vittoria e da sua mamma che li risiede da molto tempo.

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Io ho un debole per un certo tipo di mamme e la Giuseppina è sicuramente una di queste. Sentendo i suoi racconti ho pensato quante cose avrà sentito e non riferito, quante cose viste e ignorate, quante cose vissute e sopportate in silenzio e in solitudine e per anni…tutto per la famiglia ottenendo così ottimi risultati. Ho un debole per queste mamme, che nel silenzio fanno gli uomini e le donne che faranno il mondo, senza esibire nulla di questo immenso lavoro. E così anche lei si è presa spazio del mio cuore, corredando il tutto con un risottino buono buono…grazie Giuseppina.

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Veniamo alla bella escursione. Siamo partiti da Collio da dove inizia la salita vera, ci siamo fermati a due fontanelle che mi hanno fatto ricordare quelle che si trovano ovunque sui monti della Laga e sui Sibillini. La strada è molto ampia e di domenica frequentata anche da macchine, moto e anche superciclisti su superbici frettolose che ci hanno puntualmente superato. Arrivati al Giogo del Maniva mi sono scolato la mia bevanda proibiti: Coca cola.

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Il giogo della Maniva è punto nevralgico, infatti noi ci siamo arrivati da sud, ma da est arriva la strada da Anfo (lago d’Idro), difficile ,impegnativa , stretta e con asfalto rugoso, ma selvaggia e che tenta. Da nord est arriva la strada da Bagolino e verso ovest si va al passo Crocedomini che conduce in Valcamonica:Un punto di passaggio quindi importante. Per questa ragione in quel posto si trovano bar e ristoranti funzionanti tutto l’anno, anche perché in zona ci sono anche piste di sci. Marco ed io abbiamo proseguito sulla strada verso Anfo fino al valico del rifugio Tita Secchi e osservando le immagini si ha una idea della strada che continua così fino giù ad Anfo (la faremo presto in salita).

Ecco dal sito www.salite.ch l’altimetria fino al Giogo:

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