Il giro del mondo in bici sulle tracce di Onesimus Pankratov

Il giro del mondo in bici sulle tracce di Onesimus Pankratov

5 Marzo 2013

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In omaggio a uno dei più celebri viaggiatori russi, Onesimus Pankratov, che nel periodo 1911-1913 compì un giro del mondo in bicicletta, altri due colleghi e connazionali, per celebrarne il centenario, stanno portando avanti in queste settimane un’impresa analoga. Si chiamano Pavel Grachev e Alain Khairullin, e sono rispettivamente un professore di storia, di 47 anni, e un ingegnere elettronico, di 26. Il loro giro del mondo è cominciato nel novembre del 2012 dalla città di Kazan e dovrebbe terminare dopo nove mesi (agosto 2013) e circa 20 mila chilometri.

Nei giorni scorsi i due cicloviaggiatori russi hanno lasciato l’Europa per pedalare lungo il tratto nordamericano dell’itinerario: traversata est-ovest, con punta fino al confine con il Messico, quindi volo in Cina e ultima sgambata fino a casa, a Kazan, dove torneranno in tempo per l’inizio delle Universiadi, fissate il 6 luglio. Lo scorso dicembre il tour ha fatto tappa a Milano per un incontro con il pubblico presso la sede dell’Associazione Italia-Russia. Il percorso toccato dai due non è esattamente lo stesso del loro predecessore Pantrakov, che invece attraversò il globo partendo e arrivando ad Harbin, in Cina.

Il viaggio di Pavel e Alain è sponsorizzato dal governo locale in partenariato con l’Associazione Drug-Free World, ma appena il necessario per coprire le spese dei voli e poco altro. Non immaginate i due ciclisti alla sera in alberghetti e ristoranti, insomma, anzi spesso – confessa uno dei due – si ricorre alla ricerca di ospitalità via internet attraverso siti specializzati, come Couchsurfing, o si monta la tenda da qualche parte.

Interessanti infine alcune considerazioni sulla qualità della ciclabilità nei vari Paesi attraversati: menzione d’obbligo per l’Austria, per le tante piste ciclabili, ma anche la Polonia, dove “le strade sono ottime”. E’ possibile seguire gli aggiornamenti del viaggio di Pavel Grachev e Alain Khairullin in una sezione del sito Kazan2013, in lingua inglese.

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