Il regalo di Natale dei ciclisti urbani (a se stessi)

19 Dicembre 2013

Un regalo di Natale per i ciclisti urbani

Il primo modo per guadagnare, si sa, è risparmiare, evitando le spese ritenute superflue. Risparmi che non equivalgano a rinunce però, ma che anzi facciano sentire più ricchi. Ne sanno qualcosa i ciclisti urbani, che dopo un anno trascorso a pedalare, per andare al lavoro e a fare la spesa, uscire con gli amici o andare a prendere i figli a scuola, a Natale possono finalmente sedersi a fare la conta dei soldi risparmiati rispetto ad amici e colleghi che non hanno potuto (o voluto) fare a meno di mettersi al volante.

Chi nel 2013 ha fatto a meno dell’auto andando in bici, ecco quanti soldi ha risparmiato e che ora troverà sotto l’albero:

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  • 1000-2000 euro di acquisto di carburante;
  • 700-1000 euro di assicurazione
  • 300-500 euro di riparazioni e manutenzione;
  • 200-300 euro di pezzi di ricambio, olio e lubrificanti;
  • 150-500 euro di bollo;
  • 35-100 euro di multe;
  • una certa cifra per il parcheggio a pagamento, o peggio per il nolo di un garage;

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Fonti: Istat, Agenzia Entrate, Repubblica

Senza contare i soldi per l’acquisto del mezzo stesso, magari in “comode” rate ancora da saldare…
Nel 2012 secondo Federconsumatori, il costo annuale di mantenimento di un’auto, compreso l’ammortamento del costo del mezzo in 10 anni, sarebbe ammontato a circa 7000 mila euro l’anno.

Certo, chi ha rinunciato all’auto per la bici, probabilmente avrà fatto un abbonamento annuale al servizio pubblico della sua città, avrà speso qualche decina di euro per gli accessori della bici, qualche altra per un taxi o un car sharing nei momenti in cui aveva bisogno di un’auto, ma tutto sommato la voce “trasporti” non ha intaccato troppo i conti di casa.

Pedalare paga, buon Natale ai ciclisti urbani.

Commenti

4 Commenti su "Il regalo di Natale dei ciclisti urbani (a se stessi)"

  1. fabio ha detto:

    Mi piacerebbe disfarmene, per andare al lavoro è fattibile. Il problema è che faccio l’allenatore di una squadra di calcio: come ci arrivo al campo, e alle partite in trasferta? Abito in provincia, le distanze sono proibitive, come le strade. Non la trovo una soluzione per tutti.

    1. Alessandro Micozzi ha detto:

      Ciao Fabio, è chiaro che non tutti gli spostamenti possono essere fatti in bici. Innanzitutto se i comuni cominciassero ad offrire un trasporto pubblico degno di questo nome anche tra centri e province, sarebbe già buona cosa. Ad ogni modo, già usando la bici per andare al lavoro si risparmia parecchio. Non è una soluzione per tutti ma per molti, ma evidentemente la colgono in pochi.

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