Ecco come la polizia di Londra combatte i furti di bici

26 Novembre 2014

Sembra una scena tratta da un film di Hollywood e invece è tutto vero.
L’esca è piazzata, le videocamere, pure. Ci sono marcantoni piazzati ovunque armati di radiolina e la spia alla finestra che tiene gli occhi ben puntati sul luogo del futuro delitto.

Non siamo a Los Angeles ma a Londra e quella che vedete qui sotto in questi due video non è la messa in scena del solito film poliziesco, ma il modo in cui la polizia londinese mette in mostra i muscoli e rassicura la propria popolazione.

Indubbiamente non si tratta di un’azione di routine, ma più probabilmente di un esercizio di stile nella nobile arte delle pubbliche relazioni: da un lato ci si fa belli con la popolazione, dall’altro si mostra ai ladri che non possono pensare di farla sempre franca.

Certo, non saranno questi video a contrastare i furti di bici, ma piuttosto che niente, è meglio piuttosto, no?

Commenti

7 Commenti su "Ecco come la polizia di Londra combatte i furti di bici"

  1. Piero ha detto:

    Sarà tutto verissimo ma forse solo in teoria…. sempre più spesso leggo sui giornali non solo di semplici cittadini ma anche di guardie giurate o polizziotti che avendo comunque arrecato un qualche danno al delinquente, nel tentativo di arrestarlo, sono poi condannati dal giudice di turno a risarcire al delinquente stesso il “danno arrecato”….se il delinquente nella colluttazione ad esempio si slogherà un polso potrà anche guadagnare molto di più che se fosse riuscito a rubare la bicicletta…. o sono io che non capisco qualche cosa ?

    1. Paolo Pinzuti ha detto:

      Da editore di una piccolissima testata giornalistica mi permetto di dire: “occhio a quello che leggiamo sui giornali”.
      I giornali vogliono vendere copie, click o altro. Vivono di sensazionalismi e le notizie prima di essere pubblicate vengono soppesate sulla base dell’effetto “wow” e della viralità potenziale.

      I giornali raccontano le eccezioni più che la regola e leggendo continuamente determinate notizie, si tende a pensare che l’eccezione sia la regola e viceversa. Si tende a pensare che là fuori siano tutti manigoldi e criminali, mentre noi siamo persone oneste. È un pensiero molto pericoloso.

  2. Adriano ha detto:

    mah, la storia della denuncia di sequestro di persona se si trattiene un ladro, è una leggenda metropolitana…
    L’arresto in flagranza[2] di reato, avviene normalmente ad opera di ufficiali e agenti della Polizia Giudiziaria. Secondo la legge (art.382 Codice di Procedura Penale), è in stato di flagranza chi viene colto nell’atto di commettere il reato (cosiddetta flagranza propria), o chi, subito dopo averlo commesso, è inseguito dalla polizia, dalla persona offesa o da altre persone, ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima (cosiddetta flagranza impropria o quasi flagranza)[3].

    Nelle ipotesi di flagranza di reati per i quali è previsto l’arresto obbligatorio da parte della PG (qualche esempio dall’art.380 CPP: delitti contro la personalità dello Stato, delitto di devastazione e saccheggio, delitti contro l’incolumità pubblica, delitto di riduzione in schiavitù previsto, delitto di prostituzione minorile, delitto di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, delitto di furto di armi, delitto di rapina e di estorsione, delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope, ecc.), e limitatamente ai casi in cui il delitto sia perseguibile d’ufficio[4], l’art.383 del Codice di Procedura Penale stabilisce che “ogni persona è autorizzata a procedere all’arresto in flagranza[5]”, con l’obbligo consequenziale di “senza ritardo consegnare l’arrestato e gli oggetti costituenti il corpo del reato[6] alla polizia giudiziaria, la quale redige il verbale[7] della consegna e ne rilascia copia”.

    L’istituto costituisce, quindi, una forma di autotutela che il nostro ordinamento penale ha riservato al privato, in considerazione della necessità pratica che impone un’immediata e tempestiva reazione di fronte al perpetrarsi di un grave delitto, oltre che essere l’espressione di una politica legislativa finalizzata a permettere la repressione di fatti illeciti anche attraverso la volontaria collaborazione dei cittadini con le istituzioni.

    La facoltà di effettuare l’arresto per il cittadino privato non rappresenta certo una “novità” dell’attuale sistema processualpenalistico (risalente agli anni 1988/89), ed è stato in passato sospettato di essere in contrasto con il 2° comma dell’art.13 della Costituzione il quale, autorizzando la sola “autorità di pubblica sicurezza” ad adottare misure restrittive della libertà personale, parrebbe volersi riferire soltanto agli organi costituiti che impersonano la Pubblica Amministrazione.

  3. alessandro ha detto:

    Capisco la rabbia, ma la legge italiana non consente di rispondere ad un reato con un altro reato. E poi il tuo metodo può valere per pochi soggetti muscolosi, già le donne potrebbero essere in difficoltà ad applicarlo. Un mio amico carabiniere un giorno mi ha raccontato che un tale aveva trovato un ladro in casa e dopo averlo malmenato lo ha chiuso in una stanza e poi ha chiamato i carabinieri. E’ stato denunciato per sequestro di persona… gli italiani nella media non sono persone oneste, sono fatti così. E’ come se ce l’avessero scritto nel patrimonio genetico. Il furto con destrezza di una bicicletta probabilmente li esalta pure. Bisognerebbe fargli un bel lavaggio del cervello, ma non lo si ottiene nè attraverso l’azione delle forze dell’ordine nè menando pugni. Meno male che in alcune zone del paese si può ancora lasciare la porta di casa aperta senza temere alcunchè. Un sogno!

    1. Giancarlo ha detto:

      evidentemente ci vuole un disonesto a riconoscere un ‘altro , non credo proprio che gli italiani nella media non sono persone oneste, tutt’altro. dovreste smetterla di generalizzare altrimenti ci si crede. Io ho perso il mio borsello due volte e il portafoglio una volta contenenti sempre con soldi contanti e mi sono stati ritornati integri.

  4. Hammer ha detto:

    Infatti in Italia non è possibile perché non ci sono abbastanza poliziotti.Io lo farò personalmente da normale cittadino forse non lo consegnerò alla polizia tanto i giudici non gli farebbero niente, però gli cambierò i connotati poi vedremo se gli verrò ancora voglia di rubare biciclette con cui gente onesta va a lavorare…..

  5. Alessandro ha detto:

    Bella idea del piffero mettere 4 poliziotti per ogni ladro di bici. Forse hanno preso esempio dalla Romania di Chausescu o dalla DDR dei tempi d’oro dove c’era un informatore della polizia ogni 6 abitanti. Consiglierei di mettere 4 poliziotti per ogni cittadino, così siamo sicuri di andare a coprire tutta la gamma dei reati :-)

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