L’automobilista senza cintura è nudo

24 Agosto 2015

Questo non è un pezzo a tema contro chi guida un’auto in generale: è un’invettiva contro quelli che infrangono bellamente e a ogni piè sospinto il Codice della Strada – spesso pigiando sull’acceleratore – e poi se la prendono con chi va in bici attribuendo a chi pedala tutte le colpe presenti, passate e future della circolazione stradale. Pedalando praticamente ogni giorno, come molti di voi, mi sono reso conto che la pacifica convivenza tra automobilisti e ciclisti è attualmente un’utopia: un traguardo ancora lontano che si potrà raggiungere soltanto a patto di ridisegnare integralmente la circolazione urbana e fuori dai centri abitati ma soprattutto nella testa delle persone, creando percorsi ciclabili sicuri e considerando la bicicletta come la chiave per rimettere in moto la mobilità. Le amministrazioni dovrebbero invogliare i cittadini a spegnere i motori e ad accendere la ciclabilità potenziando il trasporto pubblico locale e sviluppandolo in sinergia con l’intermodalità.

Il 30 luglio scorso è stato caricato su YouTube un video che – in poco meno di un mese – ha fatto il giro del web e del mondo superando 5 milioni di visualizzazioni. S’intitola “A clown takes a pratfall”, è stato girato nel Regno Unito e spiega meglio di mille parole quanto sia pericolosa per sé e per gli altri l’aggressività al volante ovunque ci si trovi:

Siamo su una strada urbana e un ciclista sta pedalando: a un certo punto sopraggiunge un’auto che lo supera a forte velocità, quasi sfiorandolo e rischiando di farlo cadere. Il nostro pedalatore riesce a documentare tutto perché munito di videocamera montata sul caschetto e si lancia all’inseguimento dell’automobilista quantomeno per dirgliene quattro, visto che il sorpasso è stato azzardato e prepotente. Peraltro chi guidava non aveva alcun motivo di avvicinarsi così tanto al ciclista, visto che si trattava di una strada a senso unico senza traffico: ci sarebbe stato tutto lo spazio per effettuare il sorpasso in sicurezza, come dimostra il video.

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Stando in sella a una bici, il nostro con poche pedalate e in meno di un chilometro riesce a raggiungere l’automobilista e qui il video prende una piega surreale: l’occupante del posto di guida, un apparentemente placido signore di mezza età, comincia a vomitare una serie di insulti verso il malcapitato ciclista reo – a suo dire – di occupare la strada abusivamente perché non sta guidando un’auto e altre assurdità del genere. Il tutto ripreso dalla videocamera in funzione sul caschetto del ciclista che sta documentando l’alterco.

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Il battibecco continua e l’automobilista – visibilmente fuori di sé – accusa i ciclisti di non rispettare le regole ma viene colto di sorpresa dal ciclista che gli fa notare come proprio lui stia guidando senza indossare la cintura di sicurezza e quindi è il primo a infrangere le regole che – a suo dire – chi pedala infrange in continuazione.

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A questo punto l’automobilista è nudo e viene fuori la sua ipocrisia: il suo predicare bene e razzolare male, guidando senza cintura e facendo il pelo ai ciclisti rischiando di investirli. Ora l’automobilista è paonazzo, ha il respiro corto e sembra che stia per esplodere: fa per andare via ma, appena dopo l’incrocio, si ferma e scende dall’auto per raggiungere il ciclista e cercare di strappargli la videocamera che ha ripreso tutta l’animata discussione.

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L’epilogo è tragicomico: nel tentativo di raggiungere a piedi il ciclista che si sta allontanando per non essere aggredito, l’automobilista comincia a correre e tenta di sferrare un calcio alla ruota posteriore della bici ma non riesce a coordinare bene i suoi movimenti, si sbilancia, mette un piede in fallo e ruzzola rovinosamente per terra. Probabilmente anche perché la continua frequentazione con l’abitacolo dell’auto l’ha di fatto appesantito, indebolendo la muscolatura delle gambe e rendendo impacciata la sua corsa.

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Ecco: ogni volta che l’automobilista-senza-cintura di turno accusa i ciclisti di non rispettare il Codice della Strada dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e pensare a tutte le volte che è lui il primo a non essere ligio alle regole. Il rispetto va innanzitutto praticato quotidianamente e poi preteso dal prossimo: chi guida parlando al cellulare, chi effettua sorpassi azzardati, chi si ferma in doppia fila “solo un minuto”, chi supera i limiti di velocità, chi passa col rosso, chi parcheggia sulle strisce pedonali o all’imbocco di una ciclabile e chi non indossa la cintura di sicurezza non ha diritto di sproloquiare sul rispetto del Codice della Strada da parte di chi pedala. Punto.

Certo, anche chi pedala deve rispettare le regole della circolazione stradale, ci mancherebbe. Ma, oltre a ciò il ciclista è costretto anche a fare i conti con la realtà: se il Codice della Strada mi prescrive di utilizzare la pista ciclabile – ove presente – ma questa è così malmessa che pedalandoci sopra rischio di rompere la bici e di rompermi l’osso del collo io, con le dovute cautele, rivendico il diritto di pedalare sulla carreggiata per salvaguardare la mia incolumità e portare a casa la pelle, soprattutto in presenza di una malaciclabile da evitare. L’automobilista-senza-cintura è nudo, con la sua ipocrisia in bella mostra: è ora che tutti la vedano, lui per primo. Magari riusciamo a cambiare qualcosa: noi che stiamo pedalando anche per voi che (ancora) non lo fate.

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