Ciclomeccanica: trovare il metodo attraverso la pratica

28 Ottobre 2015

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Come sicuramente avrete visto, abbiamo deciso di lanciare i nostri corsi di ciclomeccanica Bikeitalia.it, focalizzandoci sull’insegnamento di una base teorica seguita da un’approfondita prova pratica. Perché questo approccio?

Le idee solitamente nascono quasi per caso e questa non fa eccezione. Durante la fiera di Cosmobike, nel mezzo di una chiacchierata presso il nostro stand, un lettore ci ha detto: “io leggo tutti i vostri tutorial, poi vado in garage ma la paura di sbagliare e di non sapere come fare mi blocca e lascio stare“. Da qui l’idea, che è diventata progetto, di corsi che diano la possibilità ai partecipanti di passare dalla teoria alla pratica, dall’articolo scritto all’insegnamento reale.

Perché la pratica è così importante? C’è stato un filosofo di nome Bruce Lee (che prima d’essere un artista marziale era un uomo che considerava il cervello come il muscolo più importante da allenare) che ha detto: “Sapere non basta: dobbiamo applicare quello che sappiamo. Volere non basta: dobbiamo agire”. Che significa? Che lo studio non ha senso se poi non trova riscontro nella realtà e questo è possibile solo mettendo in pratica ciò che si sa e ciò che s’impara.

Provando e riprovando non si diventa solo più svelti e più sicuri ma soprattutto si sviluppa il proprio metodo di lavoro e questa è una cosa soggettiva. Il metodo di lavoro non riguarda solo le procedure da applicare e in che ordine ma abbracia tutta la manutenzione del suo complesso: si parte con il posizionare gli utensili sul banco per averli a portata di mano, si passa dallo sviluppo di una visione d’assieme del lavoro da fare e si prendono in esame aspetti che possono apparire secondari, come la pulizia dell’ambiente e la disposizione dei pezzi smontati nell’ordine esatto, per evitare problemi durante l’assemblaggio.

E il metodo non s’insegna né si trasmette, bensì si crea sulla base della propria manualità, delle capacità e delle esigenze personali. Leggere i tutorial di Bikeitalia non basta: dovete metterli in opera. Cercare di ripetere in modo preciso i passaggi descritti non è sufficiente: dovete metterci del vostro, creare il metodo, sviluppare quella che in Brianza chiamiamo “la malizia”, ovvero quel pizzico d’esperienza che consente di risolvere i problemi con facilità per sviluppare una vostra e appassionata professionalità.

Per questo non c’è altra soluzione che infilarsi i guanti (ad esempio la mia personale malizia sta nel lavorare a mani nude, per avere una sensibilità migliore e poi via con chili di pasta lavamani) e smanettare, usando una guida che vi dia le indicazioni giuste. Il mio consiglio è: tutto quello che leggete (non solo sul nostro sito, è ovvio) dovete valutarlo, provarlo in prima persona per capire se può fare per voi oppure no e sviluppare il vostro metodo, che vi consentirà di acquisire sicurezza e capacità di risolvere i problemi. Posso dirvi che (citando nuovamente Brue Lee): “Non è importante quanto avete studiato: è più importante quanto avete assorbito e provato di ciò che avete studiato“.

La pratica è l’unica via che avete per imparare, perché non c’è maestro più grande dell’errore e lezione più importante di quella vissuta a proprie spese, quando si sbaglia a regolare un cambio e la catena cade nei raggi, si svita un nipplo e si peggiora una ruota già fuori centro, si smaglia una catena troppo corta e la si deve buttare, quando ci si dimentica d’inserire la guida per cambiare un cavo in un telaio a passaggio interno e si perde una serata smadonnando per rimetterlo in quel maledetto pertugio. Non abbiate paura di sbagliare – è umano ed è l’unica via per imparare – né di mettervi in gioco, per timore di non essere all’altezza.

Se volete imparare con la pratica, provando e riprovando sotto la nostra supervisione, in modo da sviluppare il vostro metodo con il nostro aiuto, per riuscire a mantenere al meglio la vostra bicicletta in autonomia, riuscendo a dare vita a un rapporto con il mezzo che solo un ciclista può capire.

E non venitemi a dire “ma per te è facile, tu sei già capace”, perché, come avrebbe detto il buon Bruce: “Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile“.

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