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Allo scoccare della trentaduesima ora

News, Rubriche e opinioni • di 9 Novembre 2015

ACI_ISTAT_INCIDENTI_STRADALI_ITALIA_2014

Sulle strade italiane si continua a morire: ogni giorno quasi dieci persone escono di casa e non vi fanno più ritorno. Statisticamente, come riporta lo studio Aci-Istat sugli incidenti stradali del 2014, lo scorso anno i “morti in strada” in Italia sono stati 3.381, 9,26 al giorno. Dai 7.096 del 2001 il dato si è più che dimezzato ma a colpire è l’indice di mortalità per tipologia di utente: quello dei pedoni è di 2,75 morti ogni 100 incidenti, ben quattro volte superiore rispetto a quello degli occupanti di autovetture (0,67); sensibilmente alto anche il dato relativo ai motociclisti (1,69) e ai ciclisti (1,41). Lo scorso anno i ciclisti investiti e uccisi sono stati 273, vale a dire uno ogni 32 ore.

ACI_ISTAT_MORTI_INCIDENTI_STRADALI_2014_GRANDE

Nella maggior parte dei casi, tutto quello che avviene prima dello scoccare della fatidica trentaduesima ora – metafora di un Paese immobile che attende l’ineluttabile anziché combattere la causa del problema – viene lasciato in secondo piano: le cronache sono piene zeppe di luoghi comuni giornalistici – “non ce l’ha fatta”, “travolto”, “impatto devastante”, “è caccia al pirata” – che focalizzano l’attenzione sull’incidente senza minimamente mettere in discussione il fatto che le nostre strade sono progettate senza tenere in adeguata considerazione chi pedala. Si continua a morire innanzitutto per il mancato rispetto dei limiti di velocità da parte dei mezzi a motore, ma questo non fa notizia.

Le automobili – tutte, senza distinzioni di sorta tra motorizzazioni, cilindrate, emissioni e compagnia inquinante – possono ferire e uccidere a dispetto di quello che ci propinano gli spot televisivi dove “l’esperienza di guida” viene confezionata come la più bella, sicura e piacevole del mondo: troppo spesso ci si rifugia nella facile equazione “pirata della strada = incidente”, senza soffermarsi sul fatto che chiunque guidi un’automobile quando non rispetta le regole può diventare un potenziale assassino al volante. Invece molti giornali cercano le cause altrove, nel “dosso killer”, nel “platano assassino”, nella “curva della morte”: quanti incidenti mortali si sarebbero potuti evitare se fossero stati rispettati i limiti di velocità?

ACI_ISTAT_INCIDENTI_MORTI_TIPOLOGIA_VEICOLI_2014

Un dato ancor più allarmante per noi che ogni giorno ci spostiamo in bicicletta è che nell’ultimo anno la categoria con un incremento maggiore di morti è stata proprio quella dei ciclisti: +8,8 per cento (variazione 2014/2013), seguiti dai pedoni (+4,9 per cento) e dagli occupanti di autovetture (+0,3 per cento). Gli incidenti (177.031 nel 2014) sono avvenuti principalmente su strade urbane (nel 76 per cento dei casi) e solo nel 5 per cento dei casi su autostrade e raccordi. I morti (3.381 nel 2014) si concentrano su strade urbane (45 per cento) e su statali/regionali/provinciali (47 per cento) ma solo marginalmente in autostrade e raccordi (8 per cento).

Il conteggio di morti e feriti nei dati Aci-Istat ci dice che il numero di incidenti è in calo costante (dai 263.100 del 2001 si è passati ai 177.031 del 2014) e anche il numero di morti e feriti è sceso di anno in anno. Tra i 251.147 feriti del 2014, quelli gravi sono stati però ben 14.943: quello che il freddo dato non ci dice, però, è che dietro a questi numeri ci sono persone con le loro storie, le loro angosce, le loro vite stravolte, la non autosufficienza, la difficoltà di poter tornare a camminare, a correre, a pedalare.

Intanto, nonostante questo scenario in chiaroscuro dove le ombre prevalgono sulle luci, dal Senato arriva una notizia positiva: il 4 novembre il collegato ambientale della legge di stabilità 2014 è stato approvato con modifiche – e quindi dovrà tornare alla Camera per l’approvazione definitiva – ma contiene al suo interno l’importante novità (come avevamo già scritto prima dell’estate) dell’infortunio in itinere.

Dopo l’approvazione definitiva a Montecitorio, la bicicletta in caso di incidente sarà considerata sempre “mezzo necessitato” e il rimborso dell’infortunio da parte dell’Inail scatterà in automatico, contrariamente a quanto accade oggi. Ma ancora è presto per cantare vittoria: gli incidenti di percorso, si sa, sono sempre dietro l’angolo: sulle strade come nell’iter parlamentare di una legge.

Fonte | Sintesi studio Aci-Istat Incidenti Stradali 2014 | pdf







2 Risposte a Allo scoccare della trentaduesima ora

  1. jeby ha detto:

    Grazie per la segnalazione. La grossa variazione sui morti in “altro” è dovuta al fatto che nel 2013 c’è stato quel grave incidente con l’autobus autostradale…

    Info: l’immagine coi grafici a torta è di vostra proprietà? Posso usarla per una presentazione aziendale? Citando voi come fonte, ovviamente.

    • Manuel Massimo ha detto:

      Grazie per l’attenzione.

      L’immagine coi grafici a torta è stata diffusa dall’account Twitter dell’Istat e riporta come infografica i dati forniti nello studio che abbiamo citato in calce all’articolo e da cui abbiamo attinto come fonte. L’autorizzazione per utilizzare l’immagine in una presentazione aziendale credo vada chiesta direttamente a loro.

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