Ghost RoAmr, cicloturismo in chiave enduro

4 Dicembre 2015

L’accostamento tra le parole enduro e cicloturismo può apparire un paradosso ai più. La prima racconta della disciplina attualmente più chiacchierata, seguita e (non si sa con certezza) praticata della mtb, dove si scende a rotta di collo lungo sentieri tecnici e si risale con più fatica. La seconda invece fa balzare alla mente immagini di ciclisti su pesanti bici in acciaio, che arrancano colmi di borsoni e attrezzatura verso l’infinito e oltre. Ma l’essenza stessa della bicicletta è quella di scalzare i luoghi comuni e di innovare continuamente ed ecco che Ghost, casa ciclistica tedesca, presenta un modello che solo all’apparenza sembra l’ennesima mtb da Enduro.
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La RoAmr è una mtb con geometrie discesistiche, equipaggiata con telaio in alluminio, shock posteriore Crane Creek a molla, forcella Rockshox Pike con travel da 140mm e coperture da 650b (alias 27,5″). Quando l’ho vista a Eurobike non mi ha colpito più di tanto, almeno fino a che non ho notato le sue eccezionali peculiarità. Le novità infatti stanno nell’utilizzo di un cambio interno al movimento centrale prodotto dalla Pinion. Si tratta di un sistema d’ingranaggi (simile a un cambio al mozzo) che rimane protetto all’interno della scatola telaio, eliminando la possibilità di rotture per caduta o impatti su rocce e radici, abbattendo anche la manutenzione necessaria. In sostanza il sistema è azionato da una manopola al manubrio, che movimenta gli ingranaggi epicicloidali che consentono di cambiare rapporto. I vantaggi? Cambia anche da fermo, la catena non cade mai, non ci sono elementi poco protetti e la manutenzione è praticamente inesistente. I rapporti del cambio Pinion sono 18 e raggiungono uno sviluppo del 630%.
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Altra novità è l’utilizzo di un mozzo anteriore con dinamo integrata. Non solo per attivare eventuali luci bensì per caricare smartphone, apparecchi GPS e quant’altro: infatti sull’attacco manubrio sporge un presa USB per collegare i vari componenti elettronici e non rimanere mai a secco di batteria. Un notevole vantaggio per chi si aggira tra montagne o giungle sperdute.
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Infine vi è la possibilità di attrezzare la RoAmr con un completo equipaggiamento da bikepacking, con borsone sottosella, borsa a manubrio e sacca da inserire nel (quasi) quadrilatero del carro anteriore.
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Nonostante le geometrie e l’equipaggiamento tipicamente da Enduro (con anche il reggisella Rockshox Reverb di serie) la RoAmr non è una bici pensata per gareggiare: il cambio Pinion non è veloce e fluido come uno tradizionale e il peso della bici è parecchio limitante (siamo sui 14,5kg). Ma l’idea di trasferire l’Enduro dalla componente adrenalica e “corsaiola” a quella avventurosa e cicloturistica ci piace davvero tanto.

fonte: m.bikezona.com

fonte: m.bikezona.com

La RoAmr è per il momento una bici unica nel suo genere (tanto che i vertici di Ghost sono ancora indecisi se lanciarne la produzione industriale o limitarsi a qualche esemplare) ma può avere un effetto dirompente: riportare la mtb nel suo luogo d’elezione. Stiamo parlando di boschi, montagne, deserti e luoghi inaccessibili, dove si ha bisogno di una bici funzionale, che resista a tutto, che non dia problemi e che permetta di passare molte ore in sella sia in discesa che in salita.
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La Ghost RoAmr è una bicicletta pensata per riportare la mtb nel mondo dell’avventura con sé stessi, utilizzando la disciplina più attraente del momento, ovvero l’Enduro. Le due parole, quando si parla della RoAmr, sembrano poter stare vicine e a noi non può che fare piacere. Bisognerà solo vedere se non rimarrà un puro e semplice esercizio di stile.

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