Bike The Nobel, evviva chi pedala

18 Gennaio 2016

Bike The Nobel, la candidatura della bici al Premio Nobel per la Pace 2016 – proposta che Bikeitalia.it sosteneva da tempo – sabato 16 gennaio è partita da Milano alla volta di Oslo, per essere consegnata ufficialmente alla Commissione che a febbraio ufficializzerà le designazioni. La missiva, che come mittente reca la trasmissione radiofonica di Radio2 Caterpillar e conta oltre 10mila firme, attraverserà tutta l’Europa assieme alla campionessa di ultracycling Paola Gianotti, che ha accettato di fare da postina in bicicletta pedalando per 2.000 km, sfidando il freddo e la neve, mettendoci cuore, gambe e polmoni.

BIKETHENOBEL_CICLISTE_AFGHANE

Secondo il regolamento, il Premio Nobel per la Pace non può andare a un ideale ma deve essere assegnato a una personalità o a un gruppo di persone che si siano particolarmente distinte e adoperate per la pace e che ne incarnano dunque lo spirito: allora per far premiare la bicicletta in sé si è scelto di candidare la squadra nazionale di ciclismo femminile dell’Afghanistan, Paese dove le cicliste pedalano contro le convenzioni sociali per affermare il loro diritto di poterlo fare, nonostante le tante difficoltà e le persone che tentano di mettere loro i bastoni tra le ruote (non solo metaforicamente, purtroppo, visto che gli insulti e le aggressioni alle donne che pedalano sono all’ordine del giorno).

Quindi il fatto che sia proprio una donna a pedalare – come postina, per portare la candidatura, ma anche come messaggera di pace – assume un significato ancora più importante: d’altra parte Paola Gianotti non è nuova a imprese estreme in bicicletta e questa volta pedalerà lungo un percorso di 13 tappe, verso il profondo Nord artico, seguendo l’itinerario che Girolibero – tour operator italiano specializzato nelle vacanze in bicicletta – ha disegnato da Milano a Oslo; inoltre Paola potrà contare su un camper e un team di 4 persone di Girolibero al seguito che la seguiranno chilometro dopo chilometro fornendole supporto logistico e conforto durante tutta la sua pedalata Bike The Nobel.

PAOLA_GIANOTTI_BIKE_THE_NOBEL_BUSTA

Sabato 16 gennaio, dagli studi Rai di Corso Sempione a Milano, erano tanti i ciclisti e i promotori della mobilità nuova che hanno accompagnato la partenza di Paola pedalando accanto a lei nei primi chilometri della sua nuova impresa: se c’è un merito di questa candidatura è quello di aver unito sotto un’unica bandiera le tante anime di chi pedala ogni giorno, di diverse realtà associative, di singoli cittadini che quando salgono in sella si sentono un tutt’uno con la propria bici. Più persone pedalano sulle strade, più aumenta la sicurezza di chi sceglie la bici: safety in numbers non è semplicemente un modo di dire ma una realtà che tanti Paesi ciclisticamente più avanzati del nostro stanno sperimentando e portando avanti da molto tempo.

Tra le tante persone che hanno pedalato assieme a Paola nel primo tratto del suo viaggio c’era anche la presidente FIAB Giulietta Pagliaccio: “La spinta ideale di questa iniziativa non può che fare bene alle tante persone che quotidianamente credono e lavorano nella promozione della bicicletta e valorizza, parallelamente, l’importanza di scelte verso stili di vita sani e sostenibili. Abbiamo bisogno di un impegno sempre più concreto da parte delle istituzioni, necessario a garantire città più vivibili e sicure e a sostenere lo sviluppo della mobilità ciclistica nel nostro Paese”.

Mi piace ricordare qui che un’altra donna – Elena Scategni, componente del direttivo dell’Associazione Salvaiciclisti Roma – ha portato a Milano le firme raccolte nella Capitale per Bike The Nobel e ora assieme alle altre liste di nomi stanno viaggiando alla volta di Oslo. In questa occasione in cui c’è un obiettivo positivo comune da raggiungere è molto facile essere tutti d’accordo: è invece più difficile mantenere l’armonia quando si devono fare i conti la realtà, dovendosi rapportare a persone che considerano la bici come un vezzo o come una molesta presenza sulla carreggiata.

PAOLA_GIANOTTI_BIKETHENOBEL_NEVE

Buona strada a Paola Gianotti, che al di là di come andrà questa avventura ha già vinto: dimostrando una pedalata dopo l’altra, sfidando il freddo e la neve, che per una persona veramente determinata non esistono traguardi troppo ambiziosi. Evviva chi pedala e ci mette sempre l’anima.

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