#30eLode, i bambini di FIAB incontrano il Ministro Boschi

1 Aprile 2016

INCONTRO_BOSCHI_FIAB
La sicurezza di chi va in bicicletta dev’essere una priorità, a partire dai più piccoli che rappresentano il futuro della mobilità nuova. La campagna per la sicurezza stradale #30eLode – a sostegno dell’introduzione del limite di 30 km/h in città – promossa dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) ha avuto come protagonisti proprio i bambini e si è conclusa simbolicamente ieri a Roma, dove un gruppo di ciclisti in erba accompagnati dalla presidente di FIAB Giulietta Pagliaccio ha incontrato il Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi, delegata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi.

boschi FIAB
La campagna #30eLode della FIAB sulla sicurezza stradale ha raccolto le voci di 300 bambini che si sono rivolti direttamente al presidente del Consiglio partecipando al concorso a premi “Caro Renzi, vorrei andare in bici perché…” elencando le motivazioni per cui per loro è importante andare in bicicletta, senza dimenticare le tante difficoltà che ancora oggi incontrano sulle nostre strade, quelle che chi pedala ogni giorno conosce molto bene: sicurezza agli incroci e agli attraversamenti, mancanza di spazi adeguati dove poter procedere in sicurezza, infrastrutture ciclabili spesso non all’altezza per garantire spostamenti confortevoli per grandi e piccini.

Tutte le 300 email dei bambini indirizzate al Presidente Renzi sono state raccolte in un libretto e una copia è stata consegnata al Ministro Maria Elena Boschi. L’incidentalità stradale miete ancora tante vittime, soprattutto tra i giovanissimi come ha sottolineato la presidente di FIAB Giulietta Pagliaccio: “L’incidentalità stradale è la prima causa di morte tra i giovani, con dati e statistiche che non lasciano dubbi. Ogni settimana almeno un bambino perde la vita e sono oltre 550 i giovani tra i 15 e i 24 anni che muoiono ogni anno sulle nostre strade. Sono cifre che devono far riflettere sulla necessità di aumentare la sicurezza sulle strade ed è per questo che, non più tardi di due settimane fa, ho inviato un appello al Presidente del Senato Pietro Grasso per sollecitare l’accelerazione del procedimento di approvazione della legge delega di riforma al Codice della Strada il cui testo, approvato alla Camera nell’ottobre 2014, è da allora bloccato in Senato”.

NFIAB_30elode_Libri_letterineel primo trimestre del 2016 sono già 13 i bambini che hanno perso la vita sulle strade italiane: un bambino ogni settimana. Ridurre la velocità massima nelle aree urbane a 30 km/h rappresenta una misura concreta che può cambiare il modo in cui i bambini vivono le strade delle città: attualmente la pericolosità insita nella viabilità motorizzata induce molti genitori a “scortare” i propri figli in ogni spostamento, contribuendo ad aumentare il traffico e la pericolosità delle strade stesse, oltre a diminuire il loro grado di autonomia: “Mentre il 76% dei bambini tedeschi e il 25% degli inglesi compie il tragitto casa-scuola da solo, in Italia soltanto all’8% dei bambini è concesso lo stesso grado di indipendenza”.

aziende 30eLode

La cordata di aziende che hanno supportato la campagna.

La campagna #30eLode è stata realizzata con il supporto di diverse aziende del settore ciclo: “Chi usa la bicicletta come mezzo di trasporto, soprattutto nelle grandi città è soggetto ad un alto rischio che si ridurrebbe drasticamente al diminuire delle velocità delle autovetture”, ha dichiarato Emilio Lombardo, amministratore delegato di Cicli Lombardo S.p.A. “Le nostre strade sono piene di automobilisti, motociclisti e ciclisti, tre utenze differenti che devono e possono trovare una forma di coabitazione grazie alla riduzione dei limiti di velocità”, sostiene il cav. Pietro Santini, fondatore dell’omonima azienda di maglieria sportiva.

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